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MANTOVAmusicaFESTIVAL - la diretta!

MMF, bestione che non sei altro!
di Giorgia Fazzini

..rincasare alle cinque del mattino preleva il sonno, chè il farsi della luce, sembra mangiarselo di colpo. In realtà sei stanco, dopo cinque giorni di festival - spina attaccata 20 ore su 24, ventimila cose e persone cui badare, ego sull'ago, pensieri ed emozioni frullati nella corsa.. - sei enormemente, assolutamente, sbadatamente stanco.

Alba di campagna, sfoglio i respiri sfrangendomi in terrazza. L'impresa collettiva del "Mantova Musica Festival 2005: cinque giorni di musica, cultura e impegno civile", per una sana e robusta Costituzione, per dimostrare che esiste, eccome, un'altra Italia. Con le mazzate a ghigliottinare i difetti, il MMF ha portato a casa la pelle anche quest'anno.

Così riavvolgo la pellicola, con la bobina spanata dalla stanchezza: il pubblico, 35mila persone che ti sembra d'aver conosciuto una per una, i 220 volontari fra staff e ragazzi mantovani con cui come sempre non ci si riesce a ringraziare a sufficienza, i 116 eventi su 13 palchi che hai seguito potendone poi gustare pochissimi, i 500 e passa artisti che hai riabbracciato o conosciuto, e chi non hai incrociato chissà come avrà vissuto questi giorni seminati nei mesi ed esplosi nell'ultimo, sfrigolante, periodo.

Dati i dati di fatto, le tasche dei ricordi son ovviamente piene soprattutto delle "cartoline laterali": il centro nevralgico di piazza delle Erbe, formicolante di libri, dibattiti e concerti, e così silenzioso nel deserto addormentato delle quattro del mattino e quando cinque ore dopo torni sui tasti stralunando il comunicato stampa del giorno che viene; gli artisti che si fermano e si ascoltano l'un l'altro, come poche volte succede; le bande in strada e le acrobazie in bilico sui guai tennici; il telefono rovente e il mistero delle biciclette rubate; gli spettacoli improvvisati e quelli inediti, Stefano Fiorello Bollani che fa Ginopaoli e il naso rosso, Carlo Fava e Marina Massironi, Jovanotti in trio..; le chiacchiere sui giornali e quelle quotidiane con la gente dei ristoranti e degli alberghi; le schiene dei palchi, la magia della quartaparete che, volubile, assomiglia ad una porta girevole, e le interviste costruite al volo chè ormai con qualcuno ci si conosce a memoria. E mille altre espressioni sulle facce, note e parole negli scambi.. i sorrisi del pubblico e quelli al microfono.

Non è andato tutto liscio, ma anche stavolta ce l'abbiamo fatta, a condividere un po’ dell'invincibile bellezza dell'emozione e della meraviglia, della splendida leggerezza del divertimento intelligente.. Anche se per poco, non è affatto poco.

E a sigillare un festival d'alta qualità e polimorfica quantità, il premio della rassegna degli emergenti, sezione cui giocoforza tenevo particolarmente, assegnato al meglio. Ciascuno chiude le parentesi a proprio modo, io fatta anche l'ultima corsa, ho sciolto muscoli e tensioni nel sorriso di quella mezzanotte - impagabilmente, aaha, liberato in disparte, potendomi finalmente sbriciolare nel buio - mentre, chitarra sulle ginocchia, la vincitrice di quest'edizione conquistava, serenamente come suo stile, "morbidamente", anche la piazza del dopofestival, come già avevo visto succedere alla commissione selezionatrice mesi prima, quindi alla giuria in teatro, e agli altri musicisti, agli organizzatori.. Maria Pierantoni Giua, deliziosa ventitreenne che si può tranquillamente dire fosse "la migliore di tutti". E anche stavolta ha vinto senza che a nessuno venisse di sollevare polemica, rarità che fa onore a tutti.

Ecco, la fortuna di assistere ad una cosa del genere - non è retorica nè sbrodolo - è sicuramente il miglior modo per archiviare gli sforzi e i casini, e i mille insegnamenti esperiti sgommando sui sentieri sterrati della fatica e degli errori. Perchè ripaga regalando un sano, vitale, piccologrande attimo di felicità. E, yeah, le volte in cui capita, è autentico culo. Èl resto se taca.

Ciao MMF, bestione che non sei altro, buona estate. E un personalissimo grazie, anche stavolta mi hai fatto diventare un po’ più grande, e non solo perchè c'era il malefico 5 giugno fra i piedi.

Ultimo aggiornamento: 08-06-2005
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