Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
















MANTOVAmusicaFESTIVAL - la diretta!

Sipario tra luci e ombre- E i Sulutumana seducono la piazza
di Silvano Rubino

Cala il sipario sulla seconda edizione del Mantova Musica Festival. Dopo quattro giorni di soggiorno in questa meravigliosa città, cullati da un dolcissimo clima estivo, da buona musica e da belle parole sparse in giro, ce ne andiamo con un po’ di magone. Non che adesso ci rimangiamo tutte le critiche fatte nei giorni scorsi. Rimangono le perplessità che abbiamo espresso nei giorni scorsi su alcune scelte artistiche e organizzative, su alcuni errori, su occasioni mancate e soprattutto sui rimedi (o mancati rimedi). Ma ci siamo divertiti, abbiamo fatto lo slalom tra eventi troppo spesso in contemporanea, ci siamo goduti, concentrati in pochi giorni, una serie di occasioni di buona musica (e non solo) che in un anno avremmo fatto fatica a inseguire in giro per l’Italia. Ma veniamo alla cronaca dell’ultima giornata.

Partiamo dall’Ariston e dai premi. Meritata “vittoria” di Maria Pierantoni Giua. La sua esibizione l’avevamo già lodata nei giorni scorsi, intensa e raffinata insieme. A lei il premio della giuria del Festival. Ed è cosa buona e giusta che il premio vada a una giovanissima (22 anni) come lei. Speriamo che sia una rampa di lancio: la rassegna dell’Ariston, che ha fallito in buona parte a causa della scarsa affluenza di pubblico , troverebbe così una sorta di “riscatto”. Premio meritatissimo anche quello andato a Raffaello Simeoni, un’artista già segnalato da Bielle per il suo disco Controentu (vedi recensione su Bielle): a lui il premio Giuni Russo (“una targa di riconoscimento all’artista che meglio ha rappresentato la ricerca di un linguaggio a sostegno del valore culturale della libertà di espressione musicale”, recita la motivazione ufficiale). Targa Rigoletto “all’ironia e alla sensibilità” per il ritorno di Lu Colombo (vedi recensione su Bielle). Assolutamente condivisibile anche l’ultimo premio andato alla brava Simona Salis, con le sue canzoni in lingua sarda aperte alle più diverse contaminazioni musicali: il Premio Logic Studios, che consiste in sei giorni di studio (valore 5000 euro) presso gli studi New Logic Studio srl, premia “chi ha saputo distinguersi per una particolare e attenta ricerca delle sonorità”.

Spiace soltanto veder fuori dal podio alcuni dei nostri beniamini. Passi per Max Manfredi e Luigi Maieron, che di riconoscimenti ne hanno vinti tanti e in fondo non hanno bisogno di conferme di questo tipo per la loro carriera. Invece un premio per i Fragil Vida, protagonisti di una delle esibisioni più apprezzate all’Ariston da pubblico e critica, ci sarebbe stato tutto. Si prenderanno sicuramente uno dei premi di Bielle, che come l’anno scorso ci toglieremo lo sfizio di assegnare nei prossimi giorni…

L’ultima giornata del Festival è stata intensa e piena di appuntamenti, anche con qualche fuori programma, con una buona affluenza di pubblico. Record di gradimento e di pubblico per lo spazio dei libri, sempre affollato e “partecipato”. Si è cominciato alle 11 con le presentazioni dei libri di Giovanni De Luna e Marco Peroni “Le voci nel tempo”, con la musica di Gioacchino La Notte. Alle 16 è andato in scena un omaggio a Gino Paoli che - assente il cantautore - si è trasformato in una vero e proprio concerto - jam session, con le geniali improvvisazioni di Stefano Bollani, la voce di Petra Magoni e le note di Ferruccio Spinetti e Fausto Mesolella. Quest’ultimo subito dopo ha presentato il suo libro in uscita “I piaceri dell’orso” e a seguire ha fatto la sua comparsa, a sorpresa, Ivan Della Mea, per un’esibizione sul filo dei ricordi totalmente improvvisata.

A proposito di improvvisazione, i Modena City Ramblers hanno fatto il bis. Come l’anno scorso hanno regalato un mini-concerto fuori programma, in piazza Mantegna, subito dopo il loro incontro con il pubblico al Bibiena, dove hanno presentato i loro “Appunti partigiani”. Sempre al Bibiena, ieri sono andati in scena due momenti di musica di grandissima qualità: Soling String Quartet prima e Stefano Bollani poi.

Sempre nel pomeriggio Stefano Vergani è tornato sul luogo del delitto: l’anno scorso era stato un po’ la rivelazione del Festival, all’Ariston. Quest’anno ha avuto a disposizione il palco di piazza delle Erbe per uno showcase di un’ora.

La serata è stata l’apoteosi degli eventi in contemporanea: alle 20 c’erano i Sulutumana sul palco di piazza delle Erbe, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti in piazza Alberti, Africa Unite al Bibiena, la rassegna all’Ariston con ospiti gli Yo-Yo Mundi e la premiazione. Alle 21, poi, Mercanti di Liquore & Marco Paolini a Palazzo Te, la jam session Contaminazione a Palazzo San Sebastiano, un concerto in piazza Mantegna, senza contare quello che in contemporanea accadeva in provinca. Francamente eccessivo, ancora una volta.

Gli eventi in contemporanea, in questa edizione, sono stati troppi, a fronte di un flusso di pubblico appositamente venuto a Mantova per il Festival ancora esiguo. Il Festival è stato vissuto da chi era rimasto in città e nei dintorni, dai turisti che hanno colto l’occasione per aggiungere qualcosa di più alla loro vacanza, da fans accaniti di singoli artisti o gruppi. Ancora poche le persone venute appositamente per il Festival nel suo complesso, ancora meno quelle che si sono fermate più giorni (e in questo pesa l’assenza di strutture ricettive a buon mercato di Mantova, come ostelli o campeggi). Occorrerà lavorarci, soprattutto promuovendo di più e meglio l’evento nei mesi precedenti al suo avvio.

Noi ovviamente eravamo al concerto dei Sulutumana, che hanno letteralmente sedotto la piazza, affollata, attenta e prodiga di applausi per il loro ritorno nella città di Virgilio. Successo strameritato per la loro capacità di coniugare impegno e leggerezza, talento e capacità di conquistare anche al primo ascolto. Ciliegina sulla torta per il vostro cronista che se ne è tornato a casa contento, perché si è divertito e perché crede che l’anno prossimo si potrà fare di meglio, facendo tesoro degli errori, dei limiti e dei punti di forza di questa edizione. Se ne torna a casa contento e - naturalmente - molto grato a chi ha lavorato, si è impegnato, ha faticato sotto il sole mantovano, dagli organizzatori all’ultimo dei volontari, gratuitamente, regalando il suo tempo alla causa della buona musica.

Ultimo aggiornamento: 06-06-2005
HOME