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MANTOVAmusicaFESTIVAL - la diretta!

2 giugno, si ricomincia
di Silvano Rubino

Si ricomincia. Ci eravamo lasciati sotto una fitta nevicata, l’anno scorso, ci ritroviamo sotto un caldo sole estivo, a godere del fresco dell’ombra dei portici, delle strade strette di Mantova. Ci ritroviamo con un bel po’ di perplessità al seguito (di cui si è fatto carico prima di partire il nostro Leon), ma anche con una certa apprensione, per una creatura che in fondo abbiamo visto nascere con gioia l’anno scorso e che quest’anno si misura con la sua prima vera edizione, dando per scontato che l’anno scorso sia stata una sorta di numero zero.

L’apprensione è nel vedere un programma così fitto, pieno di appuntamenti, spesso in contemporanea e di non avere la minima idea di come reagirà il pubblico. O meglio, di non avere la minima idea se questo Festival un pubblico ce l’abbia o se lo debba conquistare giorno per giorno.

Una scommessa, quella dell’organizzazione: presentare un programma ricchissimo, senza sapere su quale numeri di pubblico poter fare affidamento. Una scommessa a mio parere troppo azzardata, soprattutto nel mettere in concorrenza quello che avrebbe dovuto essere l’evento principale (l’Ariston) con spettacoli ed eventi di sicuro richiamo. Nella fascia serale, tra le 20 e le 23, ci sono sempre almeno cinque appuntamenti in contemporanea. Non si rischierà che all’Ariston ci troveremo soltanto tra addetti ai lavori e amici degli artisti? E allora che fine farà l’intento di fare di quel palco una vetrina per realtà belle ma nascoste della nostra musica?

Un primo dato è già emerso: gli eventi gratuiti attirano pubblico, magari distratto e di passaggio, ma pronto a curiosare (per esempio le presentazioni dei libri). Quelli a pagamento un po’ meno. Lo spettacolo di avvio con Elio e le storie tese non ha raccolto più di 400 paganti, pochini. Anche Mauro Pagani ha raccolto non più di 35 persone, per Una vita in musica. Vedremo al suo concerto di stasera.

Vedremo, appunto. Le incognite sono tante. Intanto la città, piena di turisti, si è trovata sommersa di note. Il vero squillo di avvio è arrivato con le fanfare, che hanno alzato il volume nelle strade del centro: zingare, indiane, africane. Una festa per l’udito e per la vista. Altro che bande militari… Alessio Lega ha inaugurato gli showcase di Piazza delle Erbe, il luogo che rimane il vero cuore pulsante di questo Festival, essendo al centro del flusso di turisti e passanti, che si fermano, ascoltano, curiosano, apprezzano. Scopriremo che ne sarà dell’enorme (esagerato, a nostro parere) palcoscenico di Hyde Park. Scopriremo cosa accadrà all’Ariston e negli altri luoghi della provincia dove si tengono spettacoli. Scopriremo tutto, con il passare dei giorni, scopriremo che ne sarà di questa scommessa. Una scommessa fatta in nome della musica. E questo già ci basta per sentircene un po’ parte.

Ultimo aggiornamento: 02-06-2005
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