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Flavio Pescosolido: "Sopra il livello del mare"
Quello "strano" che sul palco si trasforma e ti sorprende
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Crediti:
Flavio Pescosolido - voce, piano, chitarra acustica
Francesco Gasparini - basso
Giuseppe De Paolo - chitarra elettrica
Daniela Cetkovic - tastiere e cori
Patrizio Verduchi - percussioni
Mauro Carnevali - batteria


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Flavio Pescosolido
"Sopra il livello del mare"

Autoproduzione - 2015
In free download
www.flaviopescsolido.com

 

Tracklist

01 Quantico
02

Ma che strane sensazioni

03 Per voi cos'è un sogno libero?
04 Occhio di triglia
05 Come nuvola
06 Librerateci da ogni male
07 Sopra il livello del mare
08 Ormai ho capito
09

Penso, dunque suono

10 Festa
11

Credo

Flavio Pescosolido è uno strano, lo vedi e sembra un timido, una persona contenuta e a modo, lo diresti uno studioso, poi sale sul palco e si scatena, diventa un casinista, si libera, ti sorprende. Ti sorprende bene. Classe 1967, docente presso l’Accademia Nazionale di Danza, ha composto e suonato musica per almeno una quindicina di film d’autore e per svariati documentari Rai, è stato tra i vincitori di Lunezia nel 2005, e poi, appassionato anche di arte visiva, ha realizzato 3 album colorati “Giallo” nel 2005, “Blu” nel 2007 e “Rosso” nel 2012.


Insomma, Flavio è uno che la musica la mastica da una vita, senza farsi venire un’ulcera per un mondo in anestesia profonda, per non dire in coma, dove marciano soltanto, e per breve tempo, figure costruite a tavolino nei backstage dei reality, con l’ossessione della voce ma senza neanche un lumino di idea.

Di idee non manca invece Pescosolido, supportato da una band rodata nei live, dove esprime con grande potenza espressiva e scenica l’eclettico susseguirsi dei brani.

Dal 2012, dall’album “Rosso”, ha deciso poi di rompere con gli schemi e le regole di un mercato asfittico, optando invece per l’offerta libera, diretta. Così, in free download, sul sito omonimo del cantautore, www.flaviopescsolido.com potete trovare sia quello, che questo “Sopra il livello del mare”. Anche la copertina dell’album esprime, senza dubbi, questo infrangere schemi e paletti, nello specifico in pezzi va il codice a barre.



"Quantico", anticipa il pensiero, “con il successo ci ammazzi le cicale, quando lo scopri non rimanerci male” “Ma che strane sensazioni” sembra uscita da un viaggio lisergico, surreale come un quadro di Magritte. “Per voi cos’è un sogno libero?” intro classica che ritorna e una progressione melodica a sorpresa, sixties, leggera, coda quasi prog, parlando di libertà vera o presunta. Flavio si diverte e diverte, i testi sfiorano l’assurdo e la battuta, il non sense dove nascondere riflessioni filosofiche e un’indomita fantasia.

Il suo modo di comporre non è mai lineare, ogni brano ha cambi ritmici, scarti di genere, passaggi classici, in una piacevole schizofrenia creativa. “Occhio di triglia” ha ritmi caraibici, jamaicana è “Come nuvola”, che vola piacevole, estiva, orecchiabile, “Liberateci da ogni male” parte cantautorale e svolta improvvisa in rock.

Sopra il livello del mare” è proprio una bella canzone d’amore, come se ne fanno poche, “il livello del mare riflette un livello interiore / sbattuto da onde di mille, troppe paure / ma la vita è la vita ed è bella per quello che è / sono due le parole che ti offro in ricordo di me / siamo qui..

Semplice nella complessità, le soluzioni fantasiose e sempre gradevoli, come in “Ormai ho capito”, o “Penso dunque suono”, brano dove il compositore classico esce fuori con le variazioni di violoncello sul giro di piano, a parlare di buona musica che prima o poi tornerà a farsi ascoltare, o ancora con le puntate funky de “La festa”, che nella versione live esplode e provoca il battito.

Scaricatelo e poi, se potete, andate a vederlo dal vivo, ne vale la pena.


Ultimo aggiornamento: 07-07-2015