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Le BiELLE RECENSIONI
Filippo Andreani: "La prima volta"
Un talento crossover tra canzone d’autore e punk rock
di Mario Bonanno
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Crediti:
Giammarco “Gimmy” Pirro: chitarre acustiche ed elettriche, ukulele, slide guitar
Federico Bratovich: chitarre elettriche
Silvio Calesini: basso
Fulvio “Devil” Pinto: batteria
Franco Barbera: pianoforte
Luca Bossi: rodhes, juno, hammond
Linea e Atarassia Grop: cori

Hanno partecipato:
Adelmo Cervi: voce narrante in “Canzone per Delmo”
Marino Severini (“The Gang”): voce in “Canzone per Delmo”
Sigaro (Banda Bassotti): voce in “E Roma è il mare”
Steno (Nabat) voce in “Tito”
Rob (Temporal Sluts): voce intro in “Veloce”
Robi (Atarassia Grop): voce finale in “Veloce”

Con la strepitosa partecipazione di Beppe, Cugino, Elio, Emi, Fabri, Juri, Luca, Morra, Paolino, Red, Tizi (cori finali in “Numero Nove”)

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Filippo Andreani
"La prima volta"

Master Music - 2014
Nei negozi di dischi e ai concerti

Tracklist

01 Canzone per Delmo
02

Roma e il mare

03 Gigi Meroni
04 Che ti sia lieve la terra
05 Il prossimo disco dei CLASH
06 Tito
07 Veloce
08 Lettera da L'italiano
09

Numero nove

10 30 gennaio 2014
E che cazzo, però! Mica mi piace ‘sto fatto che ancora quasi ci casco e mi commuovo per una canzone scritta come si deve. Alla mia età, e per un cantautore che si chiama Filippo Andreani, mica Roberto Vecchioni, se mi spiego. Roba da analista specializzato in sindromi da canzone di qualità, oppure è Andreani che con la penna ci sa davvero fare. Il suo disco numero tre si intitola La prima volta ed è – detta senza mezzi termini - un disco scritto benissimo, prima ancora che suonato e cantato a dovere. Dentro ci palpita un cuore grande e (g)rosso così, e nessun velleitarismo da nuova leva buona volontà & zero spessore.

Per ciò, adesso, provo a raccontarne qualcosa, a cominciare dal fatto che si tratta di un album crossover. Per stile e contenuti, sorretti insieme all’abbrivio di punk-rock e canzone d’autore, gioia e malinconie, pubblico e privato. Un cd dialettico, per metterla ancor più sul raffinato. Un disco sotteso anche a bilanci provvisori e prese di coscienza, sguardi all’indietro e in avanti, rimando ideale agli up tempo e ai rallentamenti melodici cui è soggetto.

E se siete rimasti col fiato sospeso a chiedervi della traccia cagione dei lucciconi di cui sopra, prendete nota che occupa il n. 10 della track-list (quasi un colpo di coda, un tiro mancino al cinismo recensorio). Si intitola “30 gennaio 2014” e nel booklet viene introdotta da queste parole: “Interno notte di un ospedale di Varese. Fuori nevica e dentro si sta per giocare il mio derby più importante. Una voce rompe l’attesa: ‘Prego può entrare in sala parto’. Due ore dopo festeggiavo la vittoria: uno a zero per noi! Rete di Annarella Andreani”. Originale, che ne dite? Di dritto o di storto il calcio ricorre come una specie di filo rosso tra l’esplicito e l’implicito del cd (sarà perché il calcio è uno sport ontologico?), attraverso i ritratti del granata sui generis Gigi Meroni (“Gigi Meroni”), del bomber sfortunato Stefano Borgonovo (“Numero Nove”) e di Gianni Brera, il più letterario tra i giornalisti sportivi (“Che ti sia lieve la terra”).


La propensione alla ritrattistica non edulcorata, sghemba semmai, caratterizza anche “Lettera da L’italiano” (Pero Ciampi) e “Veloce” (Speedy Angel, front-man dei Potage), mentre sul piano livido della denuncia gravitano “Il prossimo disco dei CLASH” (licenziamento) e “Canzone per Delmo” (dedicato ad Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943). Forte - quest’ultima - di aura e refrain da protest-song: “Sta attento, Delmo, che faran di tutto per levarti il cuore/ che ti chiameranno libero ma è solo un gioco di parole/ a guardia d’ogni tua età ho appeso i miei occhi al cielo/ ed ho pregato che la strada davanti ad ogni loro credo/ ti insegnasse a svoltare dalla parte sbagliata”. La traccia più bella dell’intero cd (de gustibus) la cito per ultima: si intitola “E Roma è il mare”: dentro ci convivono un mucchio così di suggestioni, tracce, ricordi, citazioni, mutuate da “sentire” altri ma prossimi a quello dell’autore. Ho scritto prima che il taglio narrativo di Andreani mi ha convinto senza ombre. Si vede lontano un miglio che deve molto ai buoni ascolti (anche cantautorali) e ancor più alle buone letture.

Ne estrapolo, in ultimo, qualche verso-paradigma, a beneficio di chi legge e non conosce (ancora) il cd, perché fidarsi è bene ma verificare è sempre meglio: “Sono come Nanni Balestrini quando dormo/ sogno senza punteggiatura” (“E Roma è il mare”), “Il sindacato ha firmato: le prime disoccupate saranno le strade (afferrato il rimando lolliano?, ndr) / e dei nostri sogni resterà solo un silenzio/ che ricorda i marciapiedi quando nevica” (“Il prossimo disco dei CLASH”), “Tito, guarderemo i gatti come Alice in quella canzone (rimando più facile, degregoriano nella fattispece, ndr) che canteremo insieme senza che per forza ci sia una ragione/ e consiglieremo alle nuvole di piovere pioggia sottile/ perché sembri un derby di Glasgow ogni sfida a pallone in cortile” (“Tito”). “Annarella vieni a salvarmi da una noia di provincia di Milano/ e da una fine da reduce del punk filosovietico emiliano” (“30 gennaio 2014” , qui si evocano i CCCP Fedeli alla linea).

Per la lista completa degli ospiti che concorrono alla resa di un disco da non mancare (se un minimo vi sta a cuore la sorte del cantautorato italiano), vi rimando ai credits di spalla a questo pezzo. Qui cito soltanto Marino Severino dei Gang (voce in “Canzone per Delmo”) e Sigaro della Banda Bassotti (voce in “E Roma è il mare”).

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Ultimo aggiornamento: 18-02-2015