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Le BiELLE RECENSIONI
Massimo Bubola: "In alto i cuori"
Un album compatto, che fa i conti con l’Italia dei nostri tempi
(passando anche da Beppe Grillo)

di Mario Bonanno
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Crediti*:
Massimo Bubola (chitarre, armonica, percussioni); Simone Chivilò ( chitarre mandolino, keyboards); Enrico Mantovani (chitarre); Piero Trevisan (basso); Virginio Bellingardo (batteria); Lucia Miller (voce femminile).

Testi e musiche di Massimo Bubola, tranne “Analogico digitale” testo e musica di Massimo Bubola e Beppe Grillo
Prodotto e arrangiato da Massimo Bubola e Simone Chivilò

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Massimo Bubola
"In alto i cuori"

Eccher Music - 2013
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e sulle piattaforme digitali

Tracklist

01 Hanno sparato a un angelo
02

Un Paese finto

03 Cantare e portare la croce
04 Al capolinea dei sogni
05 Lacrime parallele
06 Analogicodigitale
07 A morte i tiranni
08 Tasse sui sogno
09 Una canzone che mi spacca il cuore
10 Ridammi indietro
11 In alto i cuori
Va bene l’affidabile impasto folk/rock, va bene denuncia & poesia come da migliore impronta cantautorale, va bene la rodata Eccher band di supporto, e va stra-bene qua e là persino un certo clima da caligine blue(s), ma a conferire taglio, passo e spessore aggiunto a un disco coi contro-fiocchi è soprattutto la voce. Che anse, che pieghe, che rimandi si occultano nella (oltre la, dietro la) timbrica di Massimo Bubola.

Qualcosa che ha a che vedere in maniera intrinseca coi diavoli e le farfalle (la citazione non è casuale, chi ha da capire capirà), i segreti trasparenti (idem come sopra). Qualcosa di materico, di profondo, di angelicato e di notturno insieme. Un ibrido coheniano-deandreiano, rimando ad abissi, richiamo a giardini lussureggianti, a deserti, ad altrove, che cattura, suggestiona comunque.

E’ da “Segreti trasparenti” (2004) in qua che Bubola lavora sul suo modo di cantare e la sua voce, divenuta magnetica, quasi altro da sè. Finanche in un disco che per tematiche sembra una costola (più dark, però) di “Storie d’Italia” (il cd dei Gang supervisionato dallo stesso Bubola nel 1993), il modo di cantare buboliano ingerisce, e incide sull’insieme in senso metafisico (“Lacrime parallele”), assegnando corpo e trasversalità a ciò che dice (per intenderci: niente slogan e nemmeno precetti da cantautore antagonista).




Vengo alle tracce a sostegno del discorso: undici stazioni come grani di un rosario sulla decadenza, come il focus sfaccettato su una Nazione per gran parte post e sub umana, dove niente è più vero del falso (“Un Paese finto”), dove il grado zero della civiltà è commisurato al naufragio dei sogni.

Scippati (“Hanno sparato a un angelo”, ispirata all’omicidio di Zhou Zeng e della figlioletta di nove mesi Joy. A Roma, lo scorso anno), smarriti (“Cantare e portare la croce”, “Al capolinea dei sogni”, bilancio luci-ombre di una generazione), soppressi sul nascere, in una surreale (non fosse drammaticamente autentica) miscela di neo-gabelle e antica follia (“Tasse sui sogni”).

E se “A morte i tiranni” parrebbe ri-esumare prurigini combat folk, le rarefatte “Una canzone che mi spacca il cuore” e “Ridammi indietro” ri-conducono il discorso al topos della poetica di Bubola, quello più evocativo.

Alla traccia n.6 della scaletta (“Analogicodigitale”) non ci può nemmeno Beppe Grillo a radicalizzare il clima come si deve. Sette minuti e spiccioli di blues-capolavoro redatti dal leader Cinque stelle (a quattro mani con il cantautore), dove la cultura arcaica e quella attuale fanno a botte, diventano pretesto di antinomia ontologica, di un discorso sull’aut-aut.

L’estremo appello resistenziale del cd è affidato, in ultimo (non a caso: è una specie di messaggio nella bottiglia) alla title-track che - per metterla giù in soldoni e parafrasare - invita, malgrado tutto, al coraggio, alla tutela di uno stato accettabile di veglia.

Del (compatto) impianto sonoro ho già detto. Ballate in alternanza di folk-country-rock-blues (come se niente fosse) per un album che conferma Bubola post-poeta della canzone di contenuto: un occhio al qui e ora degli eventi un altro al cielo della meta-letteratura, stra-ordinario scrittore di racconti per musica e parole. Per quanto mi riguarda - e riguarda la ballata d’autore - il 2013 non poteva cominciare in modo migliore. Davvero un disco da applausi.



Ultimo aggiornamento: 21-01-2013