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BiELLE Libri
"Lettere matrimoniali" di Claudio Lolli


Titolo originale:"Lettere da un matrimonio'' (2013)
Nazione: Italia
Data di uscita:25 settembre 2013
Genere: Giallo
Traduttore:
Casa Editrice: Stampa Alternativa
Pagine: 232
Euro: 11,05

Booktrailer




Per almeno due generazioni, Claudio Lolli è qualcosa di diverso da un semplice cantautore.
Piuttosto un feticcio, un maître à penser, un cattivo maestro, un fratello maggiore.
Lettere matrimoniali è il suo romanzo nuovo di zecca: la love song più spiazzante, sincera, pubblica/privata, oscena, stilnovista, che abbia mai scritto. Un racconto per epistole (al tempo di mail & altre diavolerie) capace di sfiorare – di far suonare – tutte le sfumature di una relazione amorosa: un occhio a Freud e uno a Bukowsky. Lettere mai spedite e rime tempestose, con parole sue: quello che alle donne non dicono e che le donne vorrebbero invece sentirsi dire, prima o poi, alla faccia dei tizianiferro e dei negramari belanti.

Erotica è la ragione lolliana
di Gabriella Putignano

Mi risulta difficile scrivere con sufficiente distanza prospettica su Claudio Lolli, perché per me il cantautore bolognese è stato ed è molto di più di un semplice bravo artista: è un Filosofo, un Maestro, un Compagno. E’ colui che, nella migliore forma estetica possibile, esprime la mia Weltanschauung intrisa di sentire tragico esistenzialista e di energica rivolta libertaria.

Le sue antiche "canzoni di rabbia" accompagnano i miei giorni, costituiscono la colonna sonora teoretica della mia vita, in quanto si pongono come invettive contro un mondo di vinti e la sufficienza del già dato; si innalzano a poesie che cantano di noi uomini, immigrati in una vita che non abbiamo scelto, schegge temporali che non si trastullano in una lacrimarum valle, ma esplodono, infiammate, in una attiva e responsabile militanza.

Per queste ragioni, consapevole dell’assenza di una dispiegata lucidità ermeneutica, il mio intento è quello di scrivere oggi non su Claudio Lolli, bensì a Claudio Lolli, di raccontare cosa ha significato per me leggere il suo ultimo libro, "Lettere matrimoniali" (Stampa Alternativa, Viterbo 2013). E’ stato – pagina dopo pagina – un viaggio spiazzante, libero e, soprattutto, dolce nelle ‘intermittenze del cuore’ e dell’incontrollabile attrazione fisica. Di intensa bellezza erotica trattano queste lettere che Claudio scrive per la sua donna, la sua amata Melania, madre dei suoi due figli, sigillo vivente di splendore insostituibile.

Il protagonista assoluto ed incontrastato è Eros, ed erotica è la ragione lolliana. Eros, che etimologicamente significa desiderio, è del tutto disvelato in queste pagine: è il desiderio che ineluttabilmente ricerca il ‘chiasma della carne’, il patimento sensibile, l’incarnazione sessuale. Ma è una incarnazione che, nel contempo, tiene desto il mistero del corpo, la sua irraggiungibilità e la sua impossibile pietrificazione. Lolli ha difatti sartrianamente ben presente come anche nell’intrico corporeo, nel reciproco ed estatico rapporto sessuale, non resti alla fine nient’altro che la solitudine, la libertà fuori portata dell’altro, la sua complessa irriducibilità.

Tuttavia questo amore – con il suo insistente riferimento al corpo ed alle sue focose pulsioni – non deve affatto essere inteso come l’espressione di un mero e gretto materialismo. E’ piuttosto da una parte coraggiosa lotta contro il muro della vergogna e di un pudore ipocrita, dall’altra è viva consapevolezza che, quando si ama veramente, corpo ed anima non possono stare l’uno senza l’altra.

Già Platone lo sapeva: l’eros è un fiume di desiderio , un palpito del cuore, una corrente di vento che si acquieta soltanto alla vista degli occhi dell’amata/o e della sua bellezza. Per questo, è lecito continuare con le dirette parole di Lolli: “Quando ti ho vista venire mi è sembrato veramente che la bellezza assoluta mi venisse incontro, senza condizioni, né possibilità di mediazioni. O te o nessuna” . Ed ancora: “Non sei una donna trasformabile in un oggetto di lussuria, sei, per me, una persona inquieta che respira e sogna e, desiderando allo spasimo il tuo corpo, desidero allo stesso tempo il tuo desiderio, la condivisione di un piacere che ci porti, insieme, al di là di quest’oggi meschino, almeno per un momento, un sogno di libertà, di infinitezza, di gioventù. Un orgasmo altrimenti cos’è?” .

Solo un amore del genere dà senso al nostro esistere, in quanto porta davvero a compimento la pregnanza del termine eros. Eros - lo si è già detto – significa desiderio, ma pure domanda, appello all’altro, al punto tale che esso ci rende inquieti, colmi della volontà di creare qualcosa di stra-ordinario e che lasci per sempre il segno.

Così la ragione erotica lolliana si espande: da avvolgente implicazione carnale con la sua Melania, diviene appassionata domanda alla realtà, appello amoroso al mondo intero a lottare incessantemente contro la devastazione del potere e la normalità obbligatoria. Ed è solo in tal modo che vale la pena di vivere: nell’amore incondizionato per un tu e nell’apertura interrogante, esattamente quella che ci trasforma in fastidiose zanzare che non si stancano mai di pungere, che rischiano sì la suola della ciabatta, ma che alla fine ce la fanno a salvarsi la vita con dignità e a costruire un mondo sulle ‘pietre di miele della bellezza’ . Proprio come Claudio Lolli.

La frase: «…e toccami il corpo/che freme di rabbia e di malinconia…»
.


Da leggere: perché le canzoni di rabbia di Claudio Lolli costituiscono la colonna sonora teoretica della mia vita

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Ultimo aggiornamento: 25-11-2013
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