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News Dicembre 2012
Sulutumana "Oggi non so leggere"

Uscirà a giorni un nuovo album per il gruppo di Erba, ma non è l'album di inediti che aspettiamo da quattro anni. Sono "10 canzoni per Pinocchio", scritte dai Sulu per uno spettacolo teatrale


10/12 - Mettetevi tranquilli e rilassati. Non è il nuovo album dei Sulutumana! Quello che stiamo aspettando da quattro anni ("Arimo" è uscito nel 2008) e che ancora dovremo aspettare per qualche mese. Se ne parlerà in primavera, ma ancora è in discussione se si tratterà di un live o di un album di inediti. "Abbiamo le sporte piene di nuove canzoni", ci ha detto Giamba Galli, ma ancora non si sa quando il nuovo lavoro vedrà la luce. "Tra poco tempo la situazione dovrebbe risolversi. In un senso o nell'altro". Però possiamo consolarci con un disco per "diversamente adulti" o non solo per adulti. Esce infatti a giorni "Oggi non so leggere - 10 canzoni per Pinocchio". Ed è in circolazione su You Tube il video di "E' sceso un uomo al mare", che riportiamo qui di fianco.

Riportiamo, per completezza, l'articolo uscito oggi su "La Provincia" di Como che annuncia la prossima uscita del cd,

"Il regalo di Natale dei Sulutumana arriva tra pochi giorni con un omaggio alla "favola più bella che la letteratura italiana abbia mai conosciuto": è il "Pinocchio" di Collodi.
«Non abbiamo resistito alla tentazione di raccontarla, per la ventimilionesima volta da 130 anni a questa parte», dice Gian Battista Galli raccontando un progetto che vede il gruppo collaborare, ancora una volta, con l'attore e drammaturgo Giuseppe Adduci di Teatrogruppo Popolare con cui, in passato, erano nati apprezzati spettacoli.
"Oggi non so leggere. 10 canzoni per Pinocchio" nasce perché, spiegano gli autori, «Siamo tutti un po' così: cialtroni, inesperti, somarelli, saputelli, astuti, ingenui, bisognosi d'amore, burattini manovrati dall'alto, esseri in carne e ossa... Insomma, siamo tutti un po' Pinocchio».
La prima bugia, di quelle con il naso lungo, è nascosta nel sottotitolo, "10 canzoni", mentre invece il cd ne contiene undici: «Ma l'undicesima, "Andrea Pinocchio", è una canzone di Pinocchio per i Sulutumana e per tutti quelli della loro generazione, che hanno conosciuto questa storia grazie al film a puntate di Comencini».
L'Archivio Maraja ha concesso l'uso di bellissime immagini per l'album. E le canzoni? Per conoscerle l'appuntamento è fissato al concerto di Natale, martedì 18 dicembre All'1&35 circa di via Papa Giovanni XXIII 7 a Cantù (prenotazioni 345/797.28.09). Anteprima on line con il video di "È sceso un uomo dal mare", realizzato da Marcored Fusari al Teatro Sociale di Canzo con il patrocinio del Comune
".

 

I Sulutumana

"E' sceso un uomo al mare"
(Tratto dall'album "Oggi non so leggere")

SULUTUMANA, Dicembre 2012

Gian Battista Galli, voce
Francesco Andreotti, fisarmonica
Nadir Giori, contrabbasso
Angelo Galli, shacker, cori
Beppe Pini, chitarra
Samuel Elazar Cereghini, darabouka

Registrato presso Teatro Sociale di Canzo

Ideazione e realizzazione: SULUTUMANA, MarcoRed Fusari

Regia, riprese e montaggio: MarcoRed Fusari
Assistente di studio: Alessandro Antonini

Grazie a zia Agnese e a Jacopo per il mastello

Grazie ai signori Rino e Roberto, responsabili della sala Teatro, per l'assistenza e la collaborazione

Con il patrocinio del Comune di Canzo, assessorato alla cultura

Disco precedente

Sulutumana: "Arimo"
La cucina è grande, poco ammobiliata. Una stufa a legna su cui bolle dell'acqua. Alla finestra tendine di mussola. Sopra un centrino traforato una radio a valvole illumina di verde col suo occhio magico l'aria circostante, mentre la musica si diffonde per l'aria. E' musica fatta di pochi strumenti: un pianoforte, un violino, un contrabbasso, una voce. Una musica che sembra venire da lontano, portata dalle onde radio, ma che ricorda anche la musica da camera. All'antica italiana. Musica adatta per giorni di pioggia. Se non fate attenzione potrebbe farvi scivolare via sulle onde dei rigagnoli.

Diavoli di Sultumana! Ce l'avevano quasi fatta a convincermi che loro i concept album non li facevano, ma si "limitavano" a fare raccolte di canzoni. Di splendide canzoni. E quest'album più di tutti si annunciava frammentario. Basta leggere qui di fianco. Una canzone viene da uno spettacolo teatrale, altre 4 da un altro spettacolo, due sono ispirate a un libro di Vitali, un'altra a un libro di Paolo Monelli ... Insomma, questa volta sembrava che non avessero scritto niente di loro. E invece, ma lo capirete solo dopo qualche ascolto, questo album ha un'unità interna intensa. Abbandonate le caute sperimentazioni di "Di segni e di sogni" e l'ansia di viaggio di "Decanter" che profumava di altre spezie, "Arimo" (ed il titolo in questo caso è esplicito) mette un punto a capo e ritorna dalle parti de "La danza", da dove tutto è partito. E' un disco localistico e laghèe, pur senza quasi mai ricorrere al dialetto (unica eccezione "Lègura" che vuol dire "lepre"), è un disco meravigliosamente fuori dal tempo che fa correre piacevoli brividi lungo la schiena, come la nebbia, la pioggerella fine, l'umido del lago. I Sulutumana sono andati avanti tornando indietro. Nel tempo, nell'ispirazione, nel nome e nel clima.

E' un disco dominato dal suono del piano di Francesco Andreotti, che con Nadir Giori è anche uno degli autori delle musiche, e dove chitarre e fisarmoniche hanno fatto un passo indietro rispetto agli ultimi album. Ne deriva un suono molto meno folk e meno rock, più raffinato e rarefatto, ma perfettamente in grado di accompagnare i racconti per musica scritti da Gian Battista Galli, che a loro volta sono raffinati, rarefatti ed elittici. Evocativi in alto grado, quindi destinati ad affascinare per contatto, per sfioramento, per accenni. Non a convincere, affermare, pretendere. Ne emerge, elevata all'ennesima potenza, quella tendenza da sempre presente nella musica dei Sulutumana e da noi a suo tempo definita "musica gentile". Canzoni fatte di suggestioni e di sprazzi poetici, forse minimaliste come impostazione generale, nel senso che parlano di piccole cose di tutti i giorni: quelle cose che poi sono la vita.

(segue)

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