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Le BiELLE RECENSIONI
Verily So : "Verily So"
L'irrinunciabile ossessione (in download)
di Alberto Marchetti
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Marco Iacampo
Marco Iacampo.

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Copenhagen

Alberto Marchetti
Alberto Marchetti

Crediti:
I Verily So sono:

Simone Stefanini
Marialaura Specchia
Luca Dalpiaz

Recorded by Massimo Cuomo, mastered by Alessio Carli, supported by Inconsapevole Records.

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Ascolti: "Verily so"

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Verily So
"Verily So"

Inconsapevole Records - 2010
Sul sito in download

Tracklist

01 Wax mask
02

Will you marry me

03 Ordinary minds
04 All I see is gray
05 Ballad
06 Guns on fire
07 Of stars
08 When I end and you start
09 Summer '89
10

15 years

Cercavo un buon motivo per poter parlare dei Verily So, una band di Cecina il cui disco d’esordio ho scoperto in colpevole ritardo, e che in questi ultimi mesi è diventato dolce e irrinunciabile ossessione tanto da non poterne più fare a meno. Eppure li avevo, anche se inconsapevolmente, già sentiti… dove? ecco svelato l’arcano, lo spot del 2010 della Birra Peroni, con il brano “15 Years”.

Il trio, nato come duo di coppia voci e chitarre, Marialaura Specchia e Simone Stefanini, più il perfetto innesto di Luca Dalpiaz, realizzano un demo nel 2010 ''Just a Demo'' e un paio di video che esplodono su Youtube, folk acustico sognante e sghembo, mentre del 2011 è l’album d’esordio “Verily So”, poi la cover in download gratuito qui: http://verilyso.bandcamp.com/track/idioteque del brano dei Radiohead.

I tre polistrumentisti hanno creato un suono davvero accattivante, magnetico, frutto della rara capacità di sintetizzare Black Mountain e Nick Cave, Nick Drake e Arcade Fire, tra il folk melanconico e il fuzzy, tra Jesus and Mary Chain e Leonard Cohen, con una componente di originalità e freschezza che sorprende e intriga.

Sin dal primo ascolto è stato simultaneo il rapimento piacevole, il trasporto, la piacevolezza, il godimento, e non è possibile resistere ai talentuosi ritornelli resi ancora più magici dal contrasto e la sintesi delle due voci.




Si snocciolano così con il tempo dei sogni brani come “Wax Mask” dall’attacco ieratico e dal refrain assassino, una perla rara all’ingresso; la fuzzy “Will You Marry Me” che alterna arpeggi e densa elettricità; “All I See Is Gray” che apre orizzonti inusuali per poi esplodere in un altro giro contagioso che ci si ritrova a canticchiare durante la rasatura; “Ballad”, bellissima, con la voce di Simone acida e sporca doppiata a contrasto da Marialaura, solo di kazoo e una chitarrona che se non batti il piede a tempo hai sicuramente già l’altro a camposanto; l’aerea “Guns On Fire”; “When I End And You Start” che promette nella progressione la soddisfazione che arriva immancabile; “Summer 69” un altro dei numerosi picchi dell’album, e qui altro che battere il piedino, mille scuse all’inquilino del piano di sotto, dopo l’ascolto mi scuserà; a chiudere la già citata “15 years”.

Un album da premio, fosse una band inglese avrebbe già copertine di famose riviste musicali, ma non dubito siano ormai tanto lontani dal volo libero.

Ah, dimenticavo la ragione di questa recensione ritardata dalla mia ormai irrecuperabile distrazione, l’uscita, sul sito della casa discografica del gruppo, la geniale Stop Records, di uno split in download gratuito, qui (insieme ad altre chicche dispensate con somma generosità e, sicuramente, con intuito imprenditoriale), http://www.stoprecords.it/sr_freedownload.htm di un mini album realizzato dal gruppo con un’altra formazione della Stop, i Girless & the Orphan, con quattro brani: le versioni a parti invertite dei brani “15 Years” e “Dura Lex Sed Luthor”, quella molto bella dei Verily So del brano di Morrisey (Smiths) “Every day is like Sunday“, il brano inedito scritto a dieci mani “I Guess You Knew”.

Un regalone. A questo punto acquistare l’album omonimo dei Verily So, qui http://verilyso.bandcamp.com/album/verily-so alla ridicola cifra di 5 miseri euri, diventa piacevole e ineludibile obbligo morale. Voto 7,5



Ultimo aggiornamento: 06-03-2012