Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


L'artista
Il suono
L'immagine
Archivio storico A-D / E-L
Archivio M-R / S-Z
RadioBielle
 
Le BiELLE RECENSIONI
Frei: "Sulle tracce della volpe"
Il pop hight quality, ma senza contenuti
di Mario Bonanno
Ascolti collegati

Gli Ex
Parla coi lupi
Luca Bonaffini
Treni

Gianfilippo Boni
Cinema

7grani
Di giorno e di notte

Baustelle
Sussidiario illustrato
della giovinezza

Ivano Fossati
L'arcangelo

Crediti:
Prodotto e mixato da Loris Ceroni presso Studio Le Dune, Riolo Terme
Masterizzato da Mike Marsh presso The Exchange Mastering Studios, Londra
Musiche e testi: Frei
Musiche e arrangiamenti: Dario Giovannini
Voce: Frei
Chitarre, pianoforte e tastiere: Dario Giovannini
Bassi: Loris Ceroni
Batterie e percussioni: Fabio “Mocambo” Tozzi
Testo inglese e voce in “Bassa marea” Francesca Amati
Saxofoni: Gianni Pertinelli
Trombone: Marcello “Jandù” Detti
Guitar magister: Gian Luca “Dentino” Lundi
Cori: Gigi Fazio
Cori in “Spacco l’ufficio”: Gigi Fazio, Dario Giovannini, Marco Pierini, Marco Mattei
Edito da: A. Buzzi Supreme
Distribuzione: Audioglobe

Su Bielle

Sul web
Sito ufficiale
MySpace


Frei
Sulle tracce della volpe

A Buzz Supreme/Audioglobe - 11/2011
Nei negozi di dischi
e sul sito

Tracklist

01 Sulle tracce della volpe
02

Dammi le tue mani

03 Ombre di luna
04 Gilda stai ferma
05 Spacco l’ufficio
06 Bassa marea
07 Vento tropicale
08 Stella scadente
09 La notte che caddero i sogni
10 R. e. g.
11 Telefono casa
Ragazzi, fatemi un favore: non mandatemi più nulla che risulti anche lontanamente imparentato col pop, perché questo di Frei è l’ultimo cd "leggero" che recensisco, giuro. Mi sarei alquanto stufato di ripetermi: le-canzoncine-fine-a-se-stesse-proprio-non-le-mando-giù. Non mi dicono niente. Anche se vezzose, orecchiabili, scorrevoli, fischiettabili, accattivanti, come le undici figuranti in scaletta di “Sulle tracce della volpe”.

Sono colpevole di pregiudizio riguardo alle strofette languide, tardo wertheriane, autoreferenziali, buone soltanto per monomaniaci, cuori infranti e solitari. Chiaro adesso? Allora pace fatta e veniamo al dunque.

Niente di personale contro Frei (che fino all'altro ieri cantava per gli Ex di Corzani, poi ha deciso di mettersi in proprio), sono quasi sicuro che ha fatto incetta di pop hight quality, le sue ballate acchiappano, come quelle del primo Baglioni, sul fronte della scrittura in giro circola molto peggio: è sui temi che crolla l’asino e non c’è molto altro da spiegare.

Contenuti reiterati come nei popcorn movies made in USA, con la sola eccezione di “Spacco l’ufficio” sempre e solo di donne si parla: in declinazione donne che ti lasciano, donne che si sognano, donne che si rincorrono, donne di sottofondo, donne che si perdono e quasi mai si trovano.



Inoltre, siccome anche sul versante musicale non siamo al cospetto di ardimenti particolari (ripeto: discreto tappeto pop ma niente più), cos’altro aggiungere? Che il cd va assunto per quello che è: un esordio di discreta scolarità per teenagers; una voce piacevole, una colonna sonora cui usufruire in macchina se non si ha voglia di concentrarsi sulla crisi e i gloriosi bunga-bunga che furono; una sfilza di motivetti da doccia e/o da spiaggia (non è necessariamente un difetto, anche Battiato si è cimentato con il pop - sbancando peraltro le classifiche - ma dietro il suo citazionismo e l’apparente non-sense c’era sostanza, mica fuffa).

Troppo severo? Schietto, piuttosto: se non ti aspetti che una canzone sia altro che una canzone, il disco di Frei tira che è un piacere, quello che manca è il peso specifico dei contenuti, senza il quale Mario Bonanno non riesce - per sua (de)formazione ideologica, disfunzione acustica, demenza senile - a sentenziare pollice su. Frei non me ne voglia, lo raggiungano, anzi, i miei auguri più sinceri.

Hai visto mai che un giorno decidesse di scrivere come Guccini, e mi inserisca in una sua ipotetica “Avvelenata” al posto di Bertoncelli.



Ultimo aggiornamento: 07-02-2012