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Le BiELLE RECENSIONI
Eugenio Rodondi: "Il labirinto"
Tra calambour e dotte citazioni l'estro del poeta
di Alberto Marchetti
Ascolti collegati
Magot
Davide Tosches
Il lento disgelo
giua
Stefano Amen
Stravecchio
bonaffini treni
L'Orage
La bella estate

Massimo Lajolo
Distanze
baustelle
Federico Sirianni
Dal basso dei cieli
gianfilippo boni
Mattia Donna
Sul fianco della strada

Crediti:
Marco Segreto (contrabbasso, basso elettrico), Ariel Verosto (chitarra classica, flauto traverso), Valter Piatesi (batteria) e Alberto Cipolla (tastiere).
registrato alla Maison Musique di Rivoli (TO) da Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele e confezionato in un digipack illustrato da Irene Bedino,

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Intervista

Eugenio Rodondi
"Il labirinto"

Maison Ermetique - 2012
Nei negozi di dischi

Tracklist

01 Alice
02

Cittadino del mondo

03 L'amante dei tarocchi
04 Se il mare va in burrasca
05 Le scarpe nuove
06 La stanza
07 Il labirinto
08 Nel labirinto
09 Capelli di ragnatela
10 Ponzio Pilato
11 Il furgone
12 Canzonetta
13 La d anza degli altri
Eugenio Rodondi è un giovane cantautore nato a Collegno, patria di un famoso smemorato del primo dopoguerra conteso tra due famiglie che in lui avevano riconosciuto rispettivamente un parente disperso nel conflitto e un truffatore latitante, ma Collegno è periferia torinese e Torino è uno dei centri musicali più importanti a livello nazionale, da sempre presente ma che, in relazione alla trasformazione e al risveglio dell’ultimo decennio scatenato dai giochi invernali che hanno aperto un bisogno troppo a lungo compresso, vive oggi un fermento particolare e vivo, con un’onda cantautorale vasta e originale, e parlo di Luciano de Blasi, Ila Rosso, Fra Diavolo, Davide Tosches, Stefano Amen, Vittorio Cane, Alberto Visconti dei L’Orage, e altri ai quali aggiungere gli “storici” come Federico Sirianni.

E’ possibile scaricare presso il sito torinosistemasolare.it, nato dalla collaborazione e sinergia di decine di associazioni e di produzioni artistiche, intorno ai grandi temi come la lotta alla mafia o per l’acqua bene comune, una compilation del 2009 “La Paura - San Salvario Da Mezzanotte Alle Quattro”, e una più recente “L’acqua - In Acque Libere” con la presentazione di Max Casacci dei Subsonica. L’entusiasmo iniziale si è scontrato con un problema nazionale, l’accantonamento della canzone d’autore da parte di tutti i media e di chi la musica la produce e promuove, ma qui le difficoltà hanno generato altre sinergie e circuiti virtuosi che consentono agli artisti della città di esibirsi e non scomparire. Idea virtuosa questa di Torino che dovrebbe contaminare altre città fino a diventare sistema nazionale. Un modo comunque di riportare il pensiero e le sue creazioni al centro della scena, o perlomeno per stimolare un circuito alternativo che ridia linfa alla grande scuola dei decenni passati. Altra situazione in gestazione quella di minoranzadautore.org.

Ma torniamo al nostro…

Il giovane, classe 1988, arriva all’esordio dopo aver calcato per anni i palchi del capoluogo piemontese, con un album, "Il Labirinto", con tante storie di dis-umana sopravvivenza, dentro questa realtà mobile e ferma, instabile e irremovibile, dove l’eccesso di informazioni diventa assenza di direzione. Il labirinto, un tempo univoco e diretto al centro, in un mondo antico che prevedeva un viaggio anche lungo, certo, ma anche un sicuro arrivo, oggi è invece sinonimo di percorso complesso e incerto, equivoco, più simile in fondo al doloroso rompicapo offerto dalla contemporaneità. Eugenio in 12 quadri, tra pubblico e privato, tra ironia e immagini forti, ha realizzato un’opera che porge chiavi di interpretazione, per fare del labirinto una mappa, capace di rendere comprensibile il mondo del suo vissuto.



E’ bravo Eugenio, alcuni brani sono penetrati dal genio, gli vien facile il gioco di parole, l’uso accorto e sapiente delle figure retoriche, i calembour e le dotte citazioni.

Rodondi, se lo è sentito dire mille volte, ha una voce bella, calda, che, anche per un estro creativo molto legato alla classicità della canzone d’autore, lo porta a somigliare incredibilmente a Fabrizio De André, cosa che non è esattamente un difetto, ma al primo ascolto è impossibile non pensarlo e restarne per un attimo colpiti. La lettura dei testi rende chiaro il percorso diverso di Eugenio, e lo affranca dal sospetto.
"Alice" è una danza, con intermezzo d’archi, ispirata da un brano completamente diverso, Incubo di Dente, e dai personaggi di Carroll, la regina e i suoi servi, mentre “Alice è forse la più capace / Alice è l’unica che non tace / non vuole ordine ma confusione / e scappa dentro un’altra dimensione…”
Cittadino Del Mondo , a partire da esperienza personali, addita gli eccessi di chi vuol sempre la ragione, anche quando non c’è.

"Gli Amanti Dei Tarocchi", introdotta da piano e violino, ballata in 3/4 , è la storia di un amore saffico, combattuto da una madre “che riesce a mangiare le membra dei figli”, la delicatezza è manifesta con la citazione dell’aforisma di Alda Merini “Nessuno mi pettina meglio del vento”, e gli aforismi sono passione della protagonista, ma anche “foglie d’alloro” un po’ meno che poesia.
"Se Il Mare Va In Burrasca" è una filastrocca che cita il sonetto di Dante a Cavalcanti, traslata ai nostri tempi, e in questo mare di nuovo infido si incrociano i barconi dei migranti. Eugenio si esibisce anche allo xilofono.

"Le Scarpe Nuove" mette alla berlina, con arguzia e giusto ritmo, la necessità d’omologazione di questi tempi, la voglia di tanti d’appartenere di necessità a un gruppo, che sia esso “della rotaia” o “di chi va per mare” o “dell’equilibrio”, non importa, pur di coprire il vuoto interiore che non si colma mai.

"La Stanza" è cupa e inquietante, marcata dal bordone del basso, storia di una relazione deviata, malata, dove la passione e l’amore nascondono morbosità ed eccessi, fino ad alterare la realtà. “La relazione fa infezione appena il fiore viene colto”
"Il Labirinto" ha un bel cambio ritmo, da ballata a rutilante sarabanda, con la parola che diventa, senza perdere significato, suono e strumento. Parla del cimitero, luogo caro a Rodondi, delle inutili celebrazioni di marmo di famiglie che già si chiudono in casa nel proprio personale dannato labirinto, e nel labirinto presenze fisse sono le mille statue “…fuochi notturni senza scintille viste da donne senza pupille…

"Capelli Di Ragnatela" è una bella canzone d’amore, piena di frasi giocate e di belle parole, Leopardi e Ungaretti, "capelli di ragnatela, / se vuoi ti do una sciarpa per proteggerti, / che l'inverno ha le mani gelate, / capelli di ragnatela, / le passioni sono cose delicate..."
"Ponzio Pilato" feroce critica alla resa di chi non partecipa alle lotte altrui, ci si limtia ormai alla critica on line, senza partecipazione “qui si beve anche senza aver sete / collegati ogni istante alla rete virtuale / come pesci alla rete del mare / come tonni incastrati in tonnare / che san bene in teoria come uscire / ma non san reagire…

"Il Furgone" è vera e divertente disavventura nell’acquisto e vendita di un furgone pieno solo di difetti…
Canzonetta, introdotta dal contrabbasso, è un promemoria a futuro ricordo, sulle trasformazioni inevitabili dei sentimenti, sulla vita che, nella fretta, cancella pian piano il pensiero…
Dal Ballo dei Morti, leggenda di tradizione sarda, nasce "La Danza Degli Altri", quasi una tarantella per questa storia di feste notturne dei morti ai quali è meglio no partecipare…

Questo primo album di Eugenio Rodondi è opera di certosina scrittura, frutto della collaborazione continuata e in continua evoluzione con una band fissa che è parte integrante del progetto; è la prova che la nuova canzone d’autore continua a lavorare sotto la cenere, anche se troppo lontano da una giusta e meritata attenzione; è il primo importante e già valido passo di un artista che dimostra un grande potenziale e l'estro del poeta, perché…

E’ del poeta il fin la meraviglia,
parlo dell’eccellente e non del goffo,
chi non sa far stupir, vada alla striglia!
(da La Murtoleide: Fischiate del cav. Marino)

Ultimo aggiornamento: 23-12-2012