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Le BiELLE RECENSIONI
Laurex Pallas : "L’Ultima Liegi-Bastogne-Wembley"
La nostalgia resta canaglia, ma qui non rima con piagnisteo
di Mario Bonanno
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Crediti:
Laurex Pallas è:
Carlo Pinzi & Fabio Alessandria: Musiche, parole, linee vocali e melodie, voci, cori, battimani, chitarre classiche, chitarre acustiche, chitarre elettriche, ukulele, Gem Rodeo, Microkorg, tastiera Bontempi, tastierine a fiato, stralci di Fender Rhodes, Allegro Chirurgo (edizione 1982), Grillo Matematico (edizione americana), kazoo, scacciapensieri, trombetta di carta, appendiabiti in metallo, tutti i giocattoli, le percussioni e gli strumenti non suonati da altri.
Con la devozione di:
Anna Viganò: Chitarre elettriche, chitarre acustiche, cori e battimani.
Paolo Marini: Pianoforte, Fender Rhodes, cori e battimani, preludio di piano in Mantra.
Nicola Pecorari: Basso, chitarra Grind in Settimana, loops, cori e battimani, supervisione informatica e sonora.
Alberto Costa: Batteria, percussioni- equosolidali e non -, bottiglia di birra Splügen, glockenspiel, cori e battimani.
Ospiti, in ordine sparso.
Sara Mazo: Voce in So quel che so. Vocalizzi in Prandi Bruna.
Daniela Savoldi: Violoncelli in Incastri, Il mio deserto, Mantra, Le previsioni nel Tempo.
Paola Prestini: Cori triolescanici in Ukulele.
Michele Mastrofilippo: Trombe, arrangiamenti di fiati in Ukulele, trombe aggiuntive in Quello che fai.
Sergio Ferrari: Trombone in Ukulele, Quello che fai e Le previsioni nel Tempo.
Lorenzo Acerbo: Chitarra elettrica ed assolo supersonico in Ukulele.
Nicola Marini: Trombe e flicorni in Quello che fai e Settimana.
Simone Gallo: Sassofoni in Le previsioni nel Tempo e Quello che fai.
Riccardo Ferrari: Voce di fanciullo in Il Colonnello dislessico.
Damiano Cason: Voce penalmente perseguibile e coro finale in Settimana.
Alessandra Felletti e Marco Zanni: Voci radiofoniche in Réclame.
Bruna Prandi: Voce rievocante nel solco omonimo.
Beatrice Gilberti, Lorenzo Morselli, Marta Pardini, Andrea Morbio, Enrico Salvatori, Riccardo Scaglioni, Damiano Negrisoli: Coro finale in Settimana.
Tutti i brani sono composti da Carlo Pinzi e Fabio Alessandria ed arrangiati da Carlo Pinzi, Fabio Alessandria, Paolo Marini, Alberto Costa, Nicola Pecorari e Anna Viganò.
Arrangiamenti vocali: Carlo Pinzi e Fabio Alessandria.
Produzione artistica: Laurex Pallas e Giacomo Fiorenza.
Non sono stati utilizzati vocoder, auto-tune.
Fortemente voluto e ostinatamente cercato presso: Casa Rossa, località La Barcaccia (MN).
Batterie, bassi e pianoforti sono stati ripresi da: Giovanni Bottoglia presso il Living Rhum Studio di Castel Goffredo (MN).
Tutti gli altri strumenti e le voci sono state riprese da: Carlo Pinzi, Nicola Pecorari e Fabio Alessandria presso la Falegnameria Ferrari, Castel Goffredo (MN).
Prodotto da: Laurex Pallas
Rassettato da: Carlo Pinzi e Nicola Pecorari
Mescolato da: Giacomo Fiorenza, nella sua abitazione analogica (BO).
Inebriato da: Andrea Suriani.
Concetto del libretto e illustrazioni: Juan Pablo Baene e Robot 1199
Arrangiamenti grafici: Nicola Bolfelli

Su Bielle

Sul web
Sito ufficiale


Laurex Pallas
"L’Ultima Liegi-Bastogne-Wembley"

Rodeo dischi/Venus - 2011

Tracklist

01 Vicenda semiseria di un suonatore di ukulele in 467 sillabe
02

Quello che fai

03 Incastri
04 So quel che so
05 Prandi Bruna
06 Settimana neanche troppo enigmistica
07 Réclame
08 Mantra (per una canzone degli Smiths)
09 Il mio deserto
10 Il colonnello dislessico
11 Le previsioni del tempo
12 Il giro del mondo in scrivania

Più che una passione un’ossessione, il ciclismo per i Laurex-Palmas. Una (sotto)specie di luogo dello spirito cui ricorrere, approdare, ripartire per chissà quali e quante volate musicali ancora.

L’ultima Liegi-Bastogne-Wembley” bissa - se non altro nel titolo - il precedente “La classicissima Coppi-Mercuri”, ereditando qua e là madeleine, scazzi, passionacce generazionali, reminiscenze cantautorali, ammiccamenti pop, musica da camera e da cameretta, coretti simil-retrò, sotto il segno policromo di nostalgia & ironia.

Una sporca dozzina (nel senso di ultra-commista) di canzoni che pesano più di quel che danno a vedere.

C’è il quadretto malincomico della “Vicenda semiseria di un suonatore di ukulele”, la rimembranza socio-esistenziale (con innesti alla MCR e Gang) di “So quel che so” e “Prandi Bruna”, la suite-manifesto in salsa vetero prog del “Mantra - per una canzone degli Smith”, i consueti rendiconti sentimentali in luci e ombre (“Quello che fai”, “Settimana neanche troppo enigmistica”), svariato impegno sotto mentite spoglie finto-svagate (“Reclame”, “Il colonnello dislessico”) e altrettanto surrealismo stralunato, marchio di fabbrica del duo targato Brescia.




Se è vero che la nostalgia è sempre canaglia (Albano docet) in questo disco non fa rima con piagnisteo, tutt’altro.

Nel senso che, alla fin fine, si ridacchia alquanto e anche se fosse solo per non piangere, l’abbondanza di refrain cantabili/orecchiabili e di coretti extra-light tengono a debita distanza il magone e aiutano a stemperare.

I generi musicali frequentati dai Laurex-Pallas sono presso che infiniti, in forza di un’encomiabile capacità di sintesi, che combina chitarre, pianoforti, batteria, trombe, ukulele, kazoo, e altre diavolerie, per un disco più dolce che amaro, calato nel milieu della quotidianità, ma sotto mentite spoglie di block notes contingente, come certe sacrosante cronache di Gianni Brera, che trattavano di sport per parlare anche di altro.


Ultimo aggiornamento: 13-01-2012