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Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones: "Dopo le strade ... "
Quei dischi naif del sottobosco musicale piu’ sincero
di Mario Bonanno
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Crediti:
Renato Franchi (voce, chitarra acustica e classica); Marta Franchi (flauti, voce); Joselito Carboni (chitarre elettriche, mandolino); Roberto D’Amico (basso elettrico); Gianni Colombo (tastiere, organo hammond, pianoforte);
Carlo “Manolo” Dilibrasi (percussioni); Viky Ferrara (batteria, voce).

Produzione Artistica: Renato Franchi
Mix: Andrea “Berni” De Bernardi, Aerial Sound (Busto Arsizio)
Masterizzazione: Maurizio Giannotti, Newmastering (milano)
Progetto Grafico: Silvano Ancellotti
Fotografie band: Giuseppe Cozzi
Produzione discografica: Dario e Ivaldo Riva “Latlantide”

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Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones
"Dopo le strade ... appunti di viaggio"

Latlantide - 2012

Tracklist

01 Angeli nel vento
02

Dopo le strade

03 Se mi guardi vedi
04 Caterin
05 I tempi del cuore
06 Canta di loro
07 La nonna della piana
08 Filastrocca a motore
09 Gino
10 Baci e pugnali
11 Quando la guerra finirà
12 Buonanotte
13 Ricognizione (Poesia)
14 Un giorno dopo l'altro
15 Adrian
16 Vivere e morire a Treviso
E poi esiste (sopravvive?) un sottobosco musicale - magari naif, magari imperfetto, magari ruspante, però sincero e, soprattutto, con qualcosa da dire - che se proprio non ti riappacifica con la canzone al tempo (tristissimo) dei talent show, poco ci manca.

Anche se non è mai passato da Raiuno, Renato Franchi ha lunghi trascorsi alle spalle, è emulo (apostolo?) del cantautorato italiano meno cerebrale, fiancheggiatore della ballata sociale - più Gang che Modena City Ramblers -, e anche l’Orchestrina del Suonatore Jones che lo accompagna in questo disco, la dice lunga - a partire dal nome - dei buoni ascolti e delle ottime intenzioni (occorre specificare il riferimento al De Andrè di “Non al denaro, non all'amore, né al cielo”?).

Non che in “Dopo le strade … appunti di viaggio” (Latlantide, 2012) tutto suoni & funzioni a meraviglia: la copertina, per esempio, sa alquanto di grafica fai da te; il bozzettismo alla Nomadi di “La nonna della piana” mi lascia perplesso, così come il refrain di “I tempi del cuore”, che tra strofa e melodia poteva certo dire meglio e di più (“non c’è timer in amore, disinnesca i meccanismi/ che imprigionano il tuo cuore/ che incatenano il tuo cuore”).


La voce di Franchi, inoltre, non sempre fa tremare le vene ai polsi. A rischiarare di luce discreta (e dunque, sotto molti aspetti poetica) il clima dell’album servono il passaggio soffuso di “Caterina” (cover di De Gregori/Locasciulli) e quello valzerato di “Filastrocca a motore” (Bertoli), rispettose degli originali quanto basta per applaudirne gli esiti.

C’è anche - soprattutto - il dittico di apertura, funzionante a meraviglia (“Angeli nel vento”, “Dopo le strade”), prologo alla ballata d’alta classe “Se mi guardi vedi”, in cui l’inprinting dei fratelli Severini (Gang) si vede e (vivaddio) si sente. Il resto della scaletta naviga con più lodi che infamia (“Quando la guerra finirà”, “Buonanotte”, sulle altre) e ben vengano dischi di tale specie, ben vengano a prescindere: perché imparentati stretti con stato di necessità (comunicativa) & discorso politico, anzitutto. Nel senso più genuino, alto, pregnante, che riuscite a immaginare.

Dopo le strade…” risulta, in definitiva, un lavoro d’altri tempi, folk/rock fino al midollo, figlio di storie, ascolti, contaminazioni, contatti, a cavallo di musica popolare e cantautorato storico. Tra gli omaggi figurano anche quelli a Luigi Tenco (“Un giorno dopo l’altro”) e a sua maestà Faber (“Canta di loro”), ricordato nelle strofe di Piero Milesi che l’Orchestrina ha tradotto dall’originale genovese.

Ultimo aggiornamento: 03-05-2012