Francesco
Renna
"Appunti dal blu" Autoprodotto - 2011 Su
iTunes
Tracklist
01
La
Notte Chiara
02
Se
una notte se una sera
03
Tra
passato e futuro
04
Biciclette
al passaggio
05
In
un solo istante
06
31esimo
Giorno Di Primavera
07
Stelle
bugiarde
08
Deus
ex machina
09
Cuore
di mela
10
Specchio
ottobre ’07
11
Magia
12
Aria
di samba
Questi
anni del nuovo millennio sono anni di vacche magre, di musica ridotta
a vendite ridicole e a spazi sempre meno numerosi, con i talent
che premiano esclusivamente gli interpreti a discapito degli autori,
come se non ci fosse necessità di nuove belle canzoni; con
i network radiofonici che fanno a gara nel proporre solo ed esclusivamente
i brani già in classifica, sempre più simili a se
stessi, spaventati da ogni composizione che esca dal 4 quarti canonico
e dai 3 minuti di durata, dal ritornello orecchiabile fino alla
stucchevolezza.
Senza curare minimamente i testi che sono diventati suono vocale,
fottendo così tutto il movimento e gelando una proposta che
è invece in gran spolvero, con il numero dei bravi cantautori
in netto aumento; con il proliferare di concorsi a pagamento (da
un minimo di 50 euro a cantante su su fino a 60 euro a canzone,
immaginate voi) che promettono una sensibilità alle nuove
proposte e che finiscono col premiare proprio quelli che più
si avvicinano a quel mainstream nazionale che coincide con la musica
leggera più insignificante (e la vittoria di quest’anno
concessa da Musicultura a un cantante inequivocabilmente pop come
Rmeus, a danno degli altri finalisti tra i quali spiccava Momo,
lo dimostra in modo eclatante).
D’altro canto sono anni che vedono esplodere il numero delle
cover band di vivi, morti e naviganti (basti pensare alle tribute
band dei comatosi Vasco e Ligabue) ben accolte in tanti festival,
condizionati dalla facilità con cui il pubblico risponde
a suoni e parole già conosciute, a danno però della
creatività di chi propone cose nuove; sono anni di vacche
magre, coi locali che chiedono quanta gente uno può portare
e che quasi quasi finiscono per pretendere la performance gratuita
come se chi si esibisce lo facesse per diletto, per gioia e non
Anche per lavoro; sono anni che chiedono di rivedere al più
presto modi e maniere di fruire e fare musica, prima che la situazione
precipiti definitivamente.
Bene, detto questo, il pistolotto premendo sui polpastrelli m’è
sfuggito di mano, passo alla recensione di questo album.
Francesco Renna, classe 1987, da Avellino, studioso di chitarra
e armonica, ha pubblicato questo disco a fine settembre, con il
lancio del singolo "Biciclette al passeggio",
ed è stato una bella sorpresa.
L’esordio è notevole musicalmente, ricco di spunti
che mostrano un ricco bagaglio di ascolti e di esibizioni live,
passando con disinvoltura dal rock alla ballad, dallo swing al funk,
dal blues alla bossanova, al pop, alla musica cantautorale del nostro
passato remoto e prossimo, a dimostrazione di un livello di professionalità
e di qualità compositiva e tecnica davvero notevole.
Il lavoro ha già una maturità e un senso, Francesco
suona da tanto, si sente, e ha ascoltato tanti dischi, si sente
anche questo, con i riferimenti chiari alla canzone d’autore
a matrice più folk rock, sia italiana che americana; gli
arrangiamenti acustici, gli inserti di fisarmonica, dobro, armonica,
organo hammond e chitarra elettrica sono vari e perfettamente inseriti.
Sono i testi a mostrare la corda, non supportando con altrettanta
qualità, complessità e varietà la gerla offerta
dalla musica, le liriche sono un po’ deboli, concedendo molto
a ingenuità e ripetizioni, un peccato per questo disco ma
che Francesco potrà evitare in futuro affidandosi allo studio
delle liriche di quegli stessi autori che lo hanno conquistato per
la parte musicale, ovvero Dylan, i nostri De Gregori, Ivan Graziani,
Bennato, Tito Schipa Junior, Battisti, la scuola genovese tutta,
più i grandi autori sudamericani che tanto ama, da Gilberto
a Veloso.
Canzone per canzone: "La notte chiara": rock classico,
con una bella coda di chitarra dobro davvero gradevole,
"Se una notte se una sera":
strofe in levare e ritornello swing, con coda con una allegra chitarra
che svisa sul cantato,
"Tra passato e futuro": ballata
con bella coda di armonica,
Ingranaggi funky con chitarra elettrica acida in evidenza, bel solo,
"Biciclette al passaggio": bella
ballata, chitarra acustica, con armonica che cesella sapiente e
leggera,
"In un solo istante", rock pacifista
con coda d’organo e elettrica,
"31esimo Giorno Di Primavera",
strumentale chitarra e armonica a bocca,
"Stelle bugiarde" altro funky,
armonica acida e hammond
"Deus ex machina" strumentale
"Cuore di mela" ballata con
un incedere intrigante e pieno,
"Specchio ottobre ’07"
siamo alla parte ancora più evoluta del disco, in presa diretta
con il gruppo Nuits d’Octobre, liquida, davvero piacevole,
con un piano che scivola avanti senza tempo,
"Magia" come sopra
"Aria di samba" parte lenta,
e poi sale, con l’armonica e Il Piano a dominare leggerI.
rock classico, con una bella coda di chitarra dobro davvero gradevole,