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Francesco Renna: "Appunti dal blu"
Solido folk-rock con liriche un po' deboli
di Alberto Marchetti
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Francesco Renna
"Appunti dal blu"

Autoprodotto - 2011
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Tracklist

01 La Notte Chiara
02

Se una notte se una sera

03 Tra passato e futuro
04 Biciclette al passaggio
05 In un solo istante
06 31esimo Giorno Di Primavera
07 Stelle bugiarde
08 Deus ex machina
09 Cuore di mela
10

Specchio ottobre ’07

11

Magia

12 Aria di samba
Questi anni del nuovo millennio sono anni di vacche magre, di musica ridotta a vendite ridicole e a spazi sempre meno numerosi, con i talent che premiano esclusivamente gli interpreti a discapito degli autori, come se non ci fosse necessità di nuove belle canzoni; con i network radiofonici che fanno a gara nel proporre solo ed esclusivamente i brani già in classifica, sempre più simili a se stessi, spaventati da ogni composizione che esca dal 4 quarti canonico e dai 3 minuti di durata, dal ritornello orecchiabile fino alla stucchevolezza.

Senza curare minimamente i testi che sono diventati suono vocale, fottendo così tutto il movimento e gelando una proposta che è invece in gran spolvero, con il numero dei bravi cantautori in netto aumento; con il proliferare di concorsi a pagamento (da un minimo di 50 euro a cantante su su fino a 60 euro a canzone, immaginate voi) che promettono una sensibilità alle nuove proposte e che finiscono col premiare proprio quelli che più si avvicinano a quel mainstream nazionale che coincide con la musica leggera più insignificante (e la vittoria di quest’anno concessa da Musicultura a un cantante inequivocabilmente pop come Rmeus, a danno degli altri finalisti tra i quali spiccava Momo, lo dimostra in modo eclatante).

D’altro canto sono anni che vedono esplodere il numero delle cover band di vivi, morti e naviganti (basti pensare alle tribute band dei comatosi Vasco e Ligabue) ben accolte in tanti festival, condizionati dalla facilità con cui il pubblico risponde a suoni e parole già conosciute, a danno però della creatività di chi propone cose nuove; sono anni di vacche magre, coi locali che chiedono quanta gente uno può portare e che quasi quasi finiscono per pretendere la performance gratuita come se chi si esibisce lo facesse per diletto, per gioia e non Anche per lavoro; sono anni che chiedono di rivedere al più presto modi e maniere di fruire e fare musica, prima che la situazione precipiti definitivamente.



Bene, detto questo, il pistolotto premendo sui polpastrelli m’è sfuggito di mano, passo alla recensione di questo album.

Francesco Renna, classe 1987, da Avellino, studioso di chitarra e armonica, ha pubblicato questo disco a fine settembre, con il lancio del singolo "Biciclette al passeggio", ed è stato una bella sorpresa.

L’esordio è notevole musicalmente, ricco di spunti che mostrano un ricco bagaglio di ascolti e di esibizioni live, passando con disinvoltura dal rock alla ballad, dallo swing al funk, dal blues alla bossanova, al pop, alla musica cantautorale del nostro passato remoto e prossimo, a dimostrazione di un livello di professionalità e di qualità compositiva e tecnica davvero notevole.

Il lavoro ha già una maturità e un senso, Francesco suona da tanto, si sente, e ha ascoltato tanti dischi, si sente anche questo, con i riferimenti chiari alla canzone d’autore a matrice più folk rock, sia italiana che americana; gli arrangiamenti acustici, gli inserti di fisarmonica, dobro, armonica, organo hammond e chitarra elettrica sono vari e perfettamente inseriti.

Sono i testi a mostrare la corda, non supportando con altrettanta qualità, complessità e varietà la gerla offerta dalla musica, le liriche sono un po’ deboli, concedendo molto a ingenuità e ripetizioni, un peccato per questo disco ma che Francesco potrà evitare in futuro affidandosi allo studio delle liriche di quegli stessi autori che lo hanno conquistato per la parte musicale, ovvero Dylan, i nostri De Gregori, Ivan Graziani, Bennato, Tito Schipa Junior, Battisti, la scuola genovese tutta, più i grandi autori sudamericani che tanto ama, da Gilberto a Veloso.

Canzone per canzone:
"La notte chiara": rock classico, con una bella coda di chitarra dobro davvero gradevole,
"Se una notte se una sera": strofe in levare e ritornello swing, con coda con una allegra chitarra che svisa sul cantato,
"Tra passato e futuro": ballata con bella coda di armonica,
Ingranaggi funky con chitarra elettrica acida in evidenza, bel solo,
"Biciclette al passaggio": bella ballata, chitarra acustica, con armonica che cesella sapiente e leggera,
"In un solo istante", rock pacifista con coda d’organo e elettrica,
"31esimo Giorno Di Primavera", strumentale chitarra e armonica a bocca,
"Stelle bugiarde" altro funky, armonica acida e hammond
"Deus ex machina" strumentale
"Cuore di mela" ballata con un incedere intrigante e pieno,
"Specchio ottobre ’07" siamo alla parte ancora più evoluta del disco, in presa diretta con il gruppo Nuits d’Octobre, liquida, davvero piacevole, con un piano che scivola avanti senza tempo,
"Magia" come sopra
"Aria di samba" parte lenta, e poi sale, con l’armonica e Il Piano a dominare leggerI.
rock classico, con una bella coda di chitarra dobro davvero gradevole,



Ultimo aggiornamento: 06-03-2012