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Le BiELLE RECENSIONI
Cookies Trio: "Cookies Trio"
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di Mario Bonanno
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Milano 3.6.2005
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Credits:
Gabriele Marzola: voce
Marco Marzot: chitarra acustica e cori
Marco Staffolani: chitarra acustica e cori
Marco Ielmini: Arrangiamenti
Registrazione Mix e Mastering: Alessandro Guido

Studio Recording: Opificiodell’arte - Biella

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Intervista con il gruppo

Cookies Trio
Cookies Trio

Opificiodell’arte, 2012
Ai concerti

Tracklist

01

Ludovico

02 Disoccublues
03 Bon sexe
04 Spazio senza tempo
05 Se mio nonno avesse fatto il benzinaio avrei percorso molta più strada
Non mi stancherò mai di ripeterlo: la canzone d’autore (come genere) è morta e sepolta da più di vent’anni: bisogna accontentarsi di ciò che di magro passa il convento o smettere di scrivere di musica. Le mie percentuali sono più o meno queste: su dieci cd che mi tocca ascoltare, sette mi sgomentano per la pochezza, due mi inteneriscono per la buona volontà (ma il rapporto che passa tra i contenuti e certi climi melodici, è simile a quello che passa tra il pesce e lo zucchero: buoni entrambi, per carità, ma solo se assunti separatamente), e uno soltanto mi lascia rimandare di un altro po’ la decisione di piantarla con le canzoni e darmi al giardinaggio (qualche mogol-battistiano non aspetta altro, e io per questo resisto)...

Il
primo EP dei biellesi Cookies Trio (cinque tracce tra serio & faceto) è ascrivibile all’interno della combinazione pesce/zucchero. Discrete potenzialità musicali (tra jazz e ritmi gitaneggianti), verve in dosi sufficienti, sciupata da qualche velleitarismo tematico & cazzeggio di troppo (Se mio nonno avesse fatto il benzinaio avrei percorso molta più strada).

Lo spunto di partenza, per esempio, è ottimo: un trio e un disco acustico solo chitarre (due) e voce. Rovina l’amalgama la satira, spesso velleitaria, dei testi, che friziona con la natura felicemente scabra del sound (attenzione poi, che il messaggio è roba da maneggiare con cura). Il fatto poi, che piuttosto che agli epigoni di casa nostra i Cookies guardino (per loro stessa ammissione) a Django Reinhardt, Serj Tankian, John Coltrane e (orrore!) persino al camp alla Malgioglio, la dice lunga, del resto, sulla vera vocazione della band (che è soprattutto musicale).

Sotto l’aspetto tematico, in questo EP si tirano in ballo troppo spesso amore & (dis)avventure - con tanto di piccoli equivoci senza importanza (Ludovico, Bon sexe) - perché la messa alla berlina dell’ontologia minima under 30 (disoccupazione, mercificazione sessuale, malesseri giovanili) possa reggere senza forzature, risulti credibile, arrivando come e dove dovrebbe arrivare.

Applaudo al talking blues di Disoccublues ma rimango del parere che il cantare a tesi figuri in scaletta giusto per onor di firma, e non rientri tra le priorità dei Cookies Trio.

Qualora volessero imboccare la strada della canzone d’autore (o di ciò che ne è sopravvissuto, ormai in forma di zombi), un solo consiglio: rifarsi di più ai “padri della patria” (che di contenuti se ne intendono) che ai Police.

Ultimo aggiornamento: 28-04-2012