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Enzo Avitabile: "Black Tarantella"
Un bel gruppo di amici in un interno (world)
di Alberto Marchetti
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Crediti:
Enzo Aviabile (voce, sopranino, sax, tenor sax, aprina, keyboards); Pino Daniele (electric guitar in "E' ancora tiempo"); Toumani Diabate (kora in Soul express); Mauro Pagani (mandola e bouzouki in Solu Express); Daby Tourè (acoustic guitar in Mene e mane), Massoud Shaari (seter); Giualuigi di Fenza (neapolitan guitar and electric guitar); Mario Rapa (drums); Carlo Avitabile (drums in Soul express e E a maronna ...); Paolo Palmieri (basso); Luca Rossi (frame drums). Bottari di Portico.

Ospiti: Francesco Guccini, Pino Daniele, Raiz, Mauro Pagani, David Crosby, Bob Geldof, Idir, Franco Battiato, Enrique Morente, Toumani Diabate, Co' sang, Daby Tourè)

Testi, musica e arrangiamento: Enzo Avitabile
Produzione artistica: Andrea Ragosa
Recorded by Max Carola at Maxsound Vibe Studios (Napoli)

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Ascolti: "E' ancora tiempo"

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Enzo Avitabile
"Black Tarantella"

Cni/Edel -2012
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Tracklist

01 E' ancora tiempo (feat. Pino Daniele)
02

Aizamm' na mana (feat. Raiz)

03 Gerardo nuvola 'E povere (feat. Francesco Guccini)
04 Mane e mane (feat. Daby Toure)
05 Elì Elì (feat. Enrique Morente & Soleá Morente)
06 Nun È giusto (feat. Idir)
07 Suonn' a pastell' (feat. Bob Geldof)
08 Mai cchiù (feat. Co' Sang)
09 A nnomme 'e dio
10 No È no (feat. Franco Battiato)
11 E a maronn' accumparett' in Africa (feat. David Crosby)
12 Nun vulimm' 'a luna
13 Soul Express (feat. Toumani Diabaté & Mauro Pagani)
Era il 1983 quando scoprii nel jukebox del bar del paese Enzo Avitabile e la sua “When I Believe”, posizionata, mi ricordo ancora, tra “Every breath you take” dei Police e il Michael Jackson di “Billie Jean”, vicino ai Dexy’s MIdnight Runners di “Come on Eileen”, che resisteva da un anno, e quell’estate fu davvero un bel danzare. Da allora Enzo ha accompagnato tutta la mia crescita e maturazione, fino a quest’ultimo album che, come sempre, senza deludere, e senza stravolgere, dentro il mare magno della musica world, aggiunge ancora nuovi toni alla vasta gamma delle sue composizioni, recuperando in parte anche quelle pieghe soul da un po’ accantonate. Il viaggio musicale di Enzo dura da trent’anni e non è mancato lustro senza che, a un periodo di eclissi, non seguisse un brano che lo riguadagnasse all’ascolto, con la rara capacità di rifondarsi ogni volta una nuova collocazione nel panorama musicale non solo nazionale, e guadagnando alla magmatica musica popolare del sud nuovi giovani appassionati. Da anni al lavoro per consegnare alla world music il rango di materia musicale, Enzo collabora stabilmente con l’Accademia di Santa Cecilia proprio in una cattedra a quei suoni dedicata.

Non sorprendono le collaborazioni di quest’ultimo album “Black Tarantella”, viste le decine di partecipazioni passate da e per musicisti magnifici come Mory Kante, Afrika Bambaataa, Randy Crawford, Richie Havens, James Brown e Tina Turner, e nei confini di enotria, oltre alla geniale e ormai stabile collaborazione con i Bottari di Portico, capaci di suonare botti, tini, falci e tutti gli strumenti da lavoro della tradizione contadina, da ricordare gli Agricantus, i Nidi d'Arac e, naturalmente, Pino Daniele, coi fiati di Enzo nel primo indimenticabile album “Terra mia” e poi in “Nero a metà”.

E Pino partecipa, dialoga, canta e suona la chitarra divinamente nel brano d’apertura “E’ ancora tiempo”, ballata emozionante che non può che far rimpiangere i tempi del Pino che fu, quando certi temi gli appartenevano ancora, ed era lui il traino di quel crossover tutto partenopeo, quella fusion tra folk, soul, world, blues e jazz che lo rese famoso a cavallo tra i ’70 e gli ‘80.





E’ Raiz a prestare la voce di carta vetrata nel brano “Aizamm na mana”, una tarantella rap potente nella denuncia e nella richiesta di aiuto, con i fiati nei bridge.

Uno dei brani più belli è la sorprendente ballata “Gerardo Nuvola ‘e povere”, sulla vita e la morte, bianca va da se, di un emigrante finito a nord, “Ero venuto per faticà, non ero venuto per morì”, che la sera trasmetteva a Radio Popolare, un brano intenso, di incontro tra due mondi e due dialetti, con Francesco Guccini che dialoga in modenese. Per far questo Enzo ha spostato tutto uno studio di registrazione a casa del cantautore, e il risultato vale la candela.

Mane e mane” già conosciuta, scritta a suo tempo con Mory Kante, coinvolgente come sempre, un gran pezzo, con la collaborazione di Daby Tourè, della comunità Sonikè al confine tra Senegal e Mauritania, artista della Real World di Peter Gabriel.

Elì Elì” con la partecipazione del cantante algerino Idir, lenta e arabeggiante, avvolgente nell’andamento e forte nella denuncia della condizione umana asservita a denaro e interesse, con il sax di Enzo che sfiora sonorità alla Garbarek, è un’altra vetta dell’album, con Enrique Morente che fa suo il grido disperato del Cristo in croce a un Dio che non ascolta, “Elì, Elì, lemà sabactàni” che diventa il grido dei perdenti, di chi soffre, degli emigranti e dei nuovi poveri.

Indignata e ritmica la successiva “Nun è Giusto”, con i fiati che tra tra sonorità balcaniche citano “Fischia il Vento”, quel potente brano russo di cui disse Fenoglio ne Il Partigiano Johnny”: “Quella loro canzone è tremenda. É una vera e propria arma contro i fascisti che noi, dobbiamo ammettere, non abbiamo nella nostra armeria. Fa impazzire i fascisti, mi dicono, a solo sentirla. Se la cantasse un neonato l’ammazzerebbero col cannone”.

Segue “Suonn’ a pastell’” con l’aiuto di Bob Geldof, la cui voce continua a titillare l’anima a ogni nota, intro di sax e ritmo intrigante.

Mai cchiù” è una tarantella rap dove i Bottari incontrano i Co Sang, e ancora una volta il napoletano si rivela un dialetto così duttile da riuscire ad assorbire qualunque novità sonora.

A nnomme ‘e Dio” è un altro capolavoro, un elenco di violenze e tragedie, impossibile restare indifferenti al testo amaro e al canto di Enzo, coinvolto e vero.

Franco Battiato ci mette il siciliano in “No è no”, in questo piccolo brano caldo, mediterraneo, poetico, ancora un pezzo da ricordo.

E a Maronn’ accumparett’ in Africa” vede la partecipazione di un vero mito vivente, David Crosby, a cantare la necessità del riscatto per il continente nero.

Chiudono “Nun vulimm’ ‘a luna”, esplicita già nel titolo, e “Soul Express” con Toumani Diabatè e Mauro Pagani, un successo del 1986 che gli valse riconoscimenti internazionali.

Gran bell’album questo di Enzo Avitabile, a dimostrazione di una sorprendente capacità di scrittura, di una intelligente attenzione alla musica del mondo, alle grida di dolore dell’umanità, con l’indignazione costante delle anime buone che non riescono a tacere, accompagnate dai ritmi primordiali del cuore.

Ultimo aggiornamento: 12-12-2012