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BiELLE Eventi

Paola Turci

Oltre il cuore
e le rose

"Le storie degli altri"
Una trilogia a lieto fine
di Giorgio Maimone
Paola Turci quattro anni fa si è infilata in un’impresa epica: tre dischi separati, ognuno attorno a un tema, che, nel loro complesso formano una trilogia: il primo capitolo era sull’amore: “Attraversami il cuore”, uscito nel 2009. Nel 2010 è stata la volta dei “Giorni di rose”, album al femminile, con canzoni composte da donne. Il terzo, è di questi giorni e si intitola “Le storie degli altri”, il disco più sociale, più politico dei tre. E’ un disco dolente, le storie degli altri, ma non è mai rassegnato. Un disco inciso da un piccolo combo di sole 4 persone che hanno suonato dal vivo e come se fosse un concerto. Un album che dà una bella idea di unità, con una musica gentile che accompagna lo svolgimento di tutte le canzoni, che non sembrano nemmeno provenire da mani diverse. La musica, in realtà, è tutta stata scritta da Paola Turci. Un disco “vero”, in presa diretta, che fotografa il nostro tempo, con i suoi impazzimenti, ma anche con le sue utopie che non vogliono finire mai. La degna chiusura di una trilogia di grande spessore. (segue)
"L'utopia è un orizzonte in costante movimento"
di Giorgio Maimone
La prima domanda Paola è come si esce da una trilogia? Con quanta fatica?
“Sono persino dimagrita”, scherza. “Se ne esce con l’idea di avere fatto qualcosa di enorme. In un periodo poi difficilissimo come questo, di crisi globale, che è anche una crisi creativa. Soltanto l’idea di creare tre dischi era folle. Sono convinta di avere fatto qualcosa di grande, qualcosa che rimarrà nella mia discografia, rimarrà come un impegno enorme, una soddisfazione che mi sono tolta. Creare tre dischi concettuali è una grande soddisfazione.

Come mai la scelta del concept? Hai avuto dei precedenti a cui ispirarti?

Tutto nasce dalla scoperta di “Dio come ti amo” di Domenico Modugno, che io considero una della canzoni d’amore più potenti che siano mai state scritte, nonostante alcune versi che sono …

… un po’ d’epoca.

Quando cantavo questa canzone in concerto mi dicevo: “non ho mai scritto una canzone d’amore che non fosse incline al pianto”. (segue)

Paola e la trilogia, sviluppo di progetto
di Leon Ravasi
"E' difficilissimo parlare d'amore senza cadere nell'ovvietà e nella retorica, sembrare semplicistici, usando sempre gli stessi termini. Ho tentato di parlare dell'amore con la A maiuscola, dell'amore che guarda in cielo e che non sia un semplice rapporto tra due persone, ma che parta da due persone. Perché un disco d'amore? Perchè qualche anno fa durante i miei concerti mi è capitato di annunciare delle canzoni che volevo cantare non mie, dicendo che non ho mai scritto una canzone d'amore, se non in coppia con qualcuno tanti anni fa per una canzone che si intitola "Ti amerò lo stesso". Non ho mai scritto una canzone 'd'amore e quindi devo appoggiarmi a quelle scritte da altri. Lì mi sono fermata e ho pensato: ma perché? Ora che mi sento pronta. Ora che ce la potrei fare. E' stato difficilissimo, ma sono qui. Poi ho cominciato a pensare a un disco nuovo, ma volendo scrivere anche il mio prossimo disco ho scelto di non fare confusione. Qui nasce il progetto: un disco d'amore, uno sociale e uno al femminile".
"Giorni di rose", il nuovo disco in arrivo
di Moka
Dopo “Attraversami Il Cuore” (primo capitolo del progetto discografico della cantautrice romana articolato sulla pubblicazione di tre album), uscirà il 16 aprile “Giorni Di Rose” (OTRlive/Universal), il nuovo album di Paola Turci, secondo capitolo della trilogia questa volta interamente declinato al femminile. Paola vestirà qui i panni dell’interprete, cantando sette canzoni inedite scritte da Carmen Consoli, Nada, Ginevra Di Marco, Marina Rei, Grazia Verasani, Naif Herin, Chiara Civello cui si aggiunge una cover: un prezioso duetto con Fiorella Mannoia. Paola si conferma così non solo interprete sensibile e autrice di razza, ma anche arista a tutto tondo, capace di scegliere il meglio tra le suggestioni artistiche che le girano intorno. Naif è una delle artiste più interessanti emerse nel 2010, Grazia Verasani, oltre che ottima scrittrice (è l'autrice di "Quo vadis, baby?", da cui sono stati tratti il film e la mini serie televisiva di Gabriele Salvatores) è anche cantautrice in prima persona e a fine marzo uscirà con un suo disco. Fiorella Mannoia poi è nientepopodimeno che "Nostra signora dei cantautori" . (segue)

Quando Paola sceglie di parlare d'amore ...

di Lucia Carenini
Pochi mesi fa ha pubblicato un romanzo, “Con te accanto”, scritto a quattro mani Eugenia Romanelli. Nel frattempo Paola Turci non è rimasta con le mani in mano: il due ottobre, infatti, è uscito "Attraversami il cuore", il suo nuovo album di inediti. Il disco è breve, quasi un ep: solo otto canzoni per poco più di mezz'ora di musica; la spiegazione è che si tratta del il primo capitolo di una trilogia che sarà completata entro la fine del 2010. Con “Attraversami il cuore”, Paola Turci svela una parte poco nota di sè e si apre a un tema sinora marginale nella scrittura dei suoi testi: l’amore. Paola aveva finora preferito orientarsi verso il sociale: "Non credevo nelle canzoni d’amore - spiega - pur apprezzandone alcune. Non avevo mai scritto una canzone d’amore - continua - ma pescando da altri autori ho scoperto l’urgenza, la necessità di raccontare l’amore con la A maiuscola". L’avvicinamento è iniziato ascoltando canzoni come Paloma negra di Chavela Vargas e Dio come ti amo di Modugno, canzone quest'ultima che Paola ha voluto includere nel lavoro. Decisivo è stato poi l’incontro con Marcello Murru.Murru aveva appena pubblicato il suo ultimo disco, che aveva particolarmente colpito Paola per la sua intensità. I due si sono quindi incontrati e Marcello le ha letto i suoi quaderni. Dopo alcuni giorni, Paola gli ha chiesto di poter trarre dai suoi scritti dei testi per le sue canzoni. Colpita dall'esortazione: “Attraversami il cuore”, Paola ha deciso di dedicare un intero disco ai temi del sentimento, “liberando” la sua scrittura all'amore. ll lavoro - sia la prima parte che la seconda - è stato scritto di getto lo scorso anno, non appena pubblicato il romanzo. Il secondo album tratterà temi sociali e il terzo riguarderà il mondo femminile, con alcuni brani scritti da altre cantanti anche se per ora non sono previsti duetti al femminile. (segue)

L'idea semplice: una ragazza con la chitarra
di Marco Cavalieri

“Tra i fuochi in mezzo al cielo” contiene anche il pezzo premio Amnesty Italia 2006 che hai conquistato precedendo in questa speciale classifica amici e colleghi che stimi molto; eri davvero in ottima compagnia! E mi raccontavi, all’indomani della proclamazione di “Rwanda”, che la cosa che più ti ha riempito il cuore di gioia è stata la motivazione del premio. Ricordiamo brevemente che nel pezzo tu denunci un genocidio che è costato la vita a più di 900.000 persone (in prevalenza donne ed anziani) che è stato colpevolmente e vergognosamente trascurato dai media (sempre così morbosamente attenti, invece, ai fatti di cronaca nera) ma anche dalle istituzioni di tutto il mondo. Volevo chiederti allora se ti sei resa subito conto dell’importanza che avrebbe avuto la tua canzone come cassa di risonanza per un massacro passato sotto silenzio…

“Mah, sai, quando fai le cose, spesso non ne comprendi subito la portata. Magari pensi che stai agendo in base ad un moto di rabbia, ad un momento di sconcerto, ad una forte emozione. Poi invece ti accorgi che sei un tramite per le cose, sei uno strumento. La storia del Rwanda, ad esempio, è stata portata alla ribalta soprattutto dalla cinematografia. Tra l’altro, da quando ci siamo sentiti, è uscito un altro film su quel genocidio, presentato proprio alla Festa del Cinema di Roma. Il cinema ha avuto un’importanza enorme in questo dramma dimenticato. E questa canzone, che mai avrei sperato potesse ricevere un premio così importante, è nata di getto, proprio sull’onda di un film (“Hotel Rwanda”, n.d.r.) che mi ha letteralmente stravolta. Poi, sai, è sempre difficile affrontare certi temi, per chi fa il mio mestiere; parlare di guerra in una canzone ti dà una sensazione di già sentito, di forzato. Invece l’ho scritta proprio perché sentivo di doverlo fare e non mi interessava nulla di eventuali giudizi negativi”. (segue)

Hotel Rwanda
Non me lo sarei mai aspettato! Per me era già un successo ritrovarmi tra i candidati ad un premio così prestigioso, gente come De Gregori, Roy Paci, Subsonica, che sono poi quelli che mi piacciono. Ero contenta che un’associazione così importante avesse notato la mia canzone. Ma addirittura vincere, con una motivazione come quella che ha dato Amnesty Italia, è stato un onore, sia a livello personale, sia per il fatto che riporta a parlare di una tragedia della quale si è parlato vergognosamente poco”.

So che è nato tutto dopo che sei uscita dalla proiezione del film “Hotel Rwanda”. Quale è stato il clic che è scattato?

Mah, guarda, quando sono uscita dal cinema ho provato una sensazione che raramente, per non dire mai, avevo provato prima. Evidentemente il film aveva toccato una mia zona emotiva delicatissima. Ero ammutolita, non riuscivo a pensare neanche al futuro più immediato. Questo per una serie di ragioni: non solo perché avevo visto scene agghiaccianti, ma per l’indifferenza, denunciata nel film, dell’Occidente e di tutto il mondo rispetto a quel che accadeva. E’ stata questa forse la molla della quale parlavi, che mi ha spinto a tornare subito a casa a scrivere di quel che avevo visto. (segue)

L'interpretazione
A proposito di intimità, Il tuo ultimo lavoro è molto intimo: parli di dolcezza, ma anche di perdita, abbandono, debolezza e violenza, tutti temi che non avevi mai toccato prima. Cosa ha fatto scattare la molla che ti ha consentito di aprirti così a fondo?

"E’ stato il perdono. Il perdono nei confronti di me stessa. Mi hanno aiutato molto anche due anni di analisi e sono arrivata a un punto in cui ho deciso che era ora di far combaciare quello che volevo far vedere di essere con quello che sono davvero. Una presa di coscienza, ecco. Così ho lasciato uscire tutto quello che mi provoca emozione, in senso dolce, ma anche in senso forte. E ho buttato fuori temi pesanti, la violenza, la guerra, la pedofilia. Facendo un bilancio due anni dopo sono sicura di aver fatto la cosa giusta".

Un po' di tempo fa circolava la voce di un tuo progetto di un album- tributo alla canzone d’autore anni ’60, con cover di Bindi, Endrigo, Paoli e Ferrè.

"L’interpretazione è una delle mie passioni, fin da piccola. Mi piace proprio, imparo subito le canzoni che ascolto e provo a ricantarle. Quindi questo album prima o poi ci sarà". (segue)

"Con te accanto" di Paola Turci e Eugenia Romanelli

A volte sono gli incontri più casuali e fortuiti a raccontare ciò che noi siamo. Accade a tutti prima o poi. A Dora e Adele succede nel reparto di rianimazione di un ospedale. Adele veglia il fidanzato Andrea, in coma dopo un incidente. Dora è immobilizzata nel letto accanto. In quella stanza asettica, satura di silenzi, dolore, viavai di medici e parenti, le due donne capiscono di essere l'una necessaria all'altra "come un regalo inaspettato". Nasce un'intesa imprevista, fatta di sguardi e di piccoli gesti, un'amicizia nutrita non solo dalla sofferenza che le accomuna nel presente ma da quella che emerge dal passato di entrambe, testimoniata dalle cicatrici indelebili sul volto di Adele e nel cuore di Dora. Le due donne forti, determinate, libere, eppure tremendamente fragili, si parlano come non hanno mai fatto prima. Imparano a conoscere prima di tutto se stesse e ognuna, a suo modo, ritroverà la forza di ricominciare. Adele rimette ordine nei suoi pensieri e nella sua vita grazie alla tenacia della sua nuova amica. Dora impara giorno dopo giorno a parlare, a mangiare, a fidarsi degli uomini e dell'amore.


Paola, cosa ti ha spinto alla scrittura?

"Probabilmente il desiderio recondito di non avere limiti di spazio. E la curiosità, una costante della mia vita, di esprimere me stessa attraverso diversi “linguaggi artistici”.
Cosa c’è della tua vita in questo romanzo?
"E’ stato naturale attingere al mio vissuto, ma come in un gioco di carte ho mescolato e distribuito esperienze, tratti fisici e caratteriali un po’ ovunque, tra tutti i personaggi raccontati nella storia, donne e uomini, indistintamente. Ma è certamente la protagonista, Adele, il personaggio che mi assomiglia di più".

Un paio di video: "Attraversami il cuore"

"Dimentichiamo tutto"

"Bambini"

"Hallelujah"

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