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Bielle Eventi 2012

Musicultura 2012
«Prima serata, prime emozioni»

Inizia la fase finale del concorso maceratese. In finalissima i Lettera 22 e Tommaso di Giulio & Bal Musette Motel. Premiata Erica Boschiero per il miglior testo, a bocca asciutta Enrico Farnedi. Ospiti della serata, Francesco De Gregori, Noemi, Maram al-Masri, Benvenuti ed Enzo Avitabile


15/02 - "Lo Sferisterio di Macerata è una struttura teatrale unica nel suo genere architettonico". Così attacca Wikipedia nel descrivere l'ottocentesca arena. "Ad ornamento della città, a diletto pubblico" recita il testo a lettere cubitali che ne sovrsta l'ingresso. Hanno ragione entrambi. La struttura è unica, l'acustica fenomenale e il diletto del pubblico anche. La platea e il loggiato sono gremiti: ci saranno almeno 2500 persone.
Che lo spettacolo inizi!


Venerdì 15 giugno 2012, siamo entrati nel clou della XXIII edizione di Musicultura. Il centro storico di Macerata è già da lunedì teatro di incontri pomeridiani e serali con la poesia, la letteratura e la musica, ma tra pochi minuti inizierà la prima delle tre serate-evento in cui gli otto eletti tra i 16 vincitori del concorso musicale si sfideranno a suon di note per arrivare alla finalissima di domenica.

La scenografia è davvero intrigante, cascate di camaleontiche lampadine a simulare dei grattacieli multicolori, un maxischermo che durante la serata si riempirà via via di giochi di luce alternati a primi piani degli artisti, una teoria di archi che si rincorrono sul lunghissimo palco, un salottino. Ma ecco in diffusione le note di "Todo cambia", interpretata da Mercede Sousa, che danno il via alla kermsse. Buona musica a tutti!

A rompere il ghiaccio sono i quattro superfinalisti. Attaccano i Lettera 22 (la mia vicina di sedia, giovanissima ma veterana del festival, mi spiega che sono uno dei gruppi favoriti). Giocano in casa - sono almeno in parte di Recanati - scoprirò poi che sonoanche in testa nella classifica della pagina Facebook di Musicultura. La canzone, intitolata "Calibro 23" è un pop vagamente baustelliano che racconta i ricordi di un viaggio. Una città, le luci, una stazione un'atmosfera di solitudine e di inquietudine con tanto di metadone e di Anime salve di De André. I cambi palco vengono utilizzati per una chiaccherata con gli artisti (una bella idea). I Lettera 22 raccontano che il loro nome, mutuato dalla macchina da scrivere, vuole essere la metafora della porta che l'ascoltatore può usare come varco per entrare nei mondi fittizi che loro creano mettendo insieme le loro storie e le loro esperienze. Nello specifico, "le notti calibro 23 sono notti che tutti abbiamo, le notti che portano i cambiamenti".

Cambio di palco, cambio di atmosfera. Arriva Erica Boschiero con la sua "Souvenir". Anche lei parla di un viaggio, ma uno ancora da fare. E lo propone in una forma ballad delicata e pittorica, ricca di immagini e suggestioni. Rime baciate ma non banali, minimalismo e delicatezza."Arrivo dalla montagna - racconta nell'intervista post esibizione - che mi ha insegnato a capire la bellezza e anche la durezza. Crezo che sia una cosa importante, perciò ho cercato di tirare fuori qualcosa di buono da situazioni apparentemente banali". Evidentemente c'è riuscita, tanto da aggiudicarsi il premio Unimarche per il miglior testo per l'originalità della metafora e la melodia dolce e delicata". A consegnarle la targa, un gruppo di ragazzi della giuria delle Università di Macerata e Camerino.

Il terzo "vincitore-finalista" è Enrico Farnedi, che abbiamo conosciuto all'Artista che non c'era in veste solo-con-ukulele. Qui si presenta in gran spolvero con ukulele sì, ma anche band-dotato. La canzone è la stessa, Corso Sozzi, quella del tormentone "Corso Sozzi, no, io corso Sozzi non lo so". Ma se la versione superacustica le conferiva un che di stralunato-disperato, che ci aveva davvero convinto, l'arrangiamento di stasera, più complesso ma sicuramente meno originale, invece di aggiungere le toglie qualcosa. Peccato, perché il brano ha uno swing interessante ed Enrico è uno che di strada ne ha già macinata tanta, girando i festival di mezza Europa e collaborando, come trombettista (la tromba è il suo strumento primario, ma "non si riesce a cantare suonando la tromba") con Capossela, Quintorigo, Montefiori Cocktail, Tanita Tikaram, Cesare Cremonini, Steve Coleman, Cochi & Renato e Francoise Hardy. E scusate se è poco. "La canzone parla delle insicurezze, delle cose che non si capiscono o non si sanno. Ognuno di noi ne ha, ma non dobbiamo vergognarcene, deve essere uno stimolo a scoprie e ad imparare", racconta al pubblico.


Concludono la quartina Tommaso di Giulio & Bal Musette Motel. Arrivano da Roma e fanno un pop-folk leggero. (Sono l'altro favorito della serata, mi spiega la mia informatrice preferita). La canzone, che si intitola "Le mie scuse più sincere" fa capire che hanno studiato da cantautori, ma l'originalità latita ancora. Il brano musicalmente è fatto a ricalco di "Vieni via con me" di Paolo Conte, almeno all'inizio. Il testo, che racconta di un abbandono, ma prendendolo con ironia non è mavagio, ma è un po' - come dire - rarefatto. Nell'intervista di rito spiegano di suonare il "Trift", un non-genere che si sono inventati loro, stufi di dover (e non saper) rispondere alla canonica domanda "ma voi che genere fate?", che miscela cantautorato, folk-rock e musiche da film.

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Il suggestivo reading della poetessa siriana Maram al-Masri fa da intercapedine tra il concorso e gli ospiti. Supportata da Valentina Montanari in veste di traduttrice, legge alcuni suoi brani che parlano della condizione femmilnile nella sua terra e racconta del suo impegno nella lotta contro i soprusi sulle donne in Medio-Oriente.

Prima ospite della serata, Noemi. "Musicultura negli ultimi anni ha virato sul commerciale. Devono fare cassa", mi spiega la mia nuova amica. Come darle torto? Noemi intanto propone tre brani, "Vuoto a perdere" (scritto per lei da Vasco, troppo da Vasco, sarebbe stato meglio che l'avesse cantato lui), "Sono solo parole" e "La cura" di Battiato (vale il discorso di cui spra). A me Noemi non piace (Non mi piace nemmeno il gelato al limone; non dico che faccia schifo, è una pura questione di gusti), il pubblico, invece si spella le mani ad applaudire. Intanto scopro che saranno proprio i voti del pubblico (assegnati con un complicato marchingegno di talloncini colorati che vanno staccati da una contromarca) a decidere chi saranno i due superfinalisti. E capisco immediatamente che i pronostici della mia informtrice hanno ottime possibilità di avverarsi.

Secondo ospite, Francesco de Gregori. Il Principe, nella sua prima volta a Musicultuira, sembra proprio di ottimo umore (!). Cappellino blu ciancicato e scarpe bianche bianche, armonica e chitarra, formazione minimal molto acustica, parte con "Viva l'italia" (senza storpiarla) e prosegue con una scaletta, bizzarra e delziosa (Compagni di viaggio, Atlantide, Generale, Rimmel e Santa Lucia come bis), in una performance un po' vecchia maniera, quasi alla Folkstudio. Non perde il buonumore nemmeno per un momento, nemmeno quando il pubblico canta su Generale e batte il tempo su una Rimmel arrangiata in levare (sì, sì, incita). Forse sarà la vecchiaia che lo ha addolcito, o forse sarà Guglielminetti (che stasera non c'è) a metterlo di buzzo cattivo. Non sappiamo, ma ce lo godiamo.

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Avanti il prossimo! Dopo Alessandro Benvenuti che propone una rivisitazione de L'avvelenata di Francesco Guccini, chiude la serata (lunghissima) Enzo Avitabile con un'intensa summa della musica napoletana. Tutto lo sferisterio è in piedi, in gran parte perché Avitabile è davvero un trascinatore, ma forse anche perché è ormai passata l'una da un pezzo, fa davvero freddo e muovendosi ci si riscalda. Ma il ritmo è davvero travolgente: chiusura in bellezza.

Ed ecco che vengono rivelati i nomi dei due finalisti: domenica rivedremo Lettera 22 e Tommaso Di Giulio & Bal Musette. Previsioni azzeccate (inutile dire che io preferivo gli esclusi).

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A chiosa della cronaca, un paio di impressioni da neofita di musicultura. Mi è piaciuto che ci fosse tanto pubblico. Educato e attento. Lo sferisterio gremito è davvero un bel vedere. Mi è piaciuto di meno il fatto che ai concorrenti non venga dato più di tanto spazio. Si gioca tutto su un brano solo, davvero pochino per una manifestazione dedicata ai nuovi talenti. La serata è già lunghissima, dirà qualcuno, ma basterebbe un ospite in meno per consentire una seconda canzone. Un'alternativa potrebbe essere dedicare uno spazio pomeridiano ai finalisti, dando loro un'occasione in più per farsi ascoltare. Meditate, organizzatori, meditate
.


"I finalisti"
(dal sito di Musicultura)

Lettera 22I Lettera 22 nascono nel 2010 dal convergere di due nuclei di musicisti. Arianna e Gianluca arrivano da Castelfidardo e in precedenza, col nome Specially Mild, hanno avuto modo di delineare la formula del loro song writing. Francesco e Luca provengono dalle campagne maceratesi e diventano una sezione ritmica nel 2002 suonando in band come _qun_ e Telemark. Nella primavera del 2010 inizia a delinearsi l'obiettivo della registrazione di un album e nel Gennaio 2011, i quattro entrano in studio e danno il via ai lavori di Contorno Occhi, che esce il 7 Novembre 2011, preceduto dal video del primo singolo estratto, Calibro 23.

Enrico Farnedi è noto ai più per essere membro, con l'alias Rico Romano, della band The Good Fellas. Autore di buona parte degli arrangiamenti, il polistrumentista cesenate di formazione jazz da 13 anni presta voce e tromba al gruppo swing. Tra le sue esperienze più significative, citiamo quella come cantante e bassista dei Big!Bam!Boo!, trio rock creato coi fratelli Andrea e Gionata Costa (tra i fondatori dei Quintorigo). Nel 2006 l'incontro con l'ukulele segna l'inizio di una nuova fase creativa; la piccola pulce hawaiana, insieme a tanti altri strumenti, diventa protagonista del suo primo disco solista: Ho lasciato tutto acceso, che Farnedi suona e registra da solo nella cantina di casa sua.

BoschieroErica Boschiero, 28 anni, cantautrice e cantastorie veneta, ha vinto il Premio d'Aponte nel 2008 (concorso nazionale per sole donne, dove ha ottenuto anche il premio Siae per il miglior testo). Ha vinto inoltre il Premio Botteghe d'Autore 2009 ed è stata finalista ad altri premi per musica d'autore quali Musicultura e l'Artista che non c'era. Ha in attivo alcune compilation e un disco da solista dal titolo "Dietro ogni crepa di muro". Si è esibita in diretta su Rai 2 e Rai News 24, su Radio 1 e molte altre radio nazionali e locali. Ha tenuto concerti in Islanda, Norvegia, Germania, Estonia, Lettonia, Bielorussia e Kazakhstan. Ad ottobre 2011, grazie all'Associazione Ambasciatori in Musica, ha portato all'Istituto Italiano di Cultura a Colonia il progetto "Sottosopra – spettacolo per un'Italia Unita" in duo con il percussionista napoletano Tony Cercola. Alcuni giornalisti hanno definito Erica "Menestrello fatto donna", "la nuova Joni Mitchell", "Una delle voci più interessanti della canzone d'autore al femminile nel panorama italiano"..

Di GiulioNell'autunno del 2008 il cantautore romano Tommaso Di Giulio fonda i Bal Musette Motel con Simone Empler, Stefano Vaccari e Andrea Freda. Da allora la band si esibisce attivamente a Roma e in tutta Italia e compone anche diverse colonne sonore per audiovisivi e spettacoli teatrali. La musica dei Bal Musette Motel nasce dall'amore per il teatro-canzone, per cinema italiano degli anni '60 e per la poesia e la letteratura beat. Nel 2010 la band vince il primo premio al Rising Love music contest e al Sambuci music fest. Lo stesso anno i BMM vengono intervistati e suonano live a Radio MEI, Isoradio, Radio Popolare e Radio Dimensione Musica. Nel 2011 pubblicano l'album autoprodotto Tutto il male vien per nuocere che viene recensito positivamente su numerosi siti, blog e su alcune riviste specializzate del settore.

 


Cronaca del 15 giugno 2012 - Testo e foto di Lucia Carenini
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