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BiELLE Eventi

 

Fiorella Mannoia

una voce libera

"Non è un film" vince il concorso "Voci per la libertà"
Fiorella cantautrice, per passione e per coraggio
di Giorgio Maimone

Non è un film”, la canzone di Fiorella Mannoia interpretata con Frankie HI-NRG, è il vincitore della decima edizione del Premio Amnesty Italia, indetto nel 2003 dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dall’Associazione culturale Voci per la Libertà per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente.

Gli altri brani in concorso erano “Sono cool questi Rom” di Assalti frontali, “Un paese cortigiano” di Bandabardò, “L’impiccata” di Cesare Basile, “Non siete Stato voi” di Caparezza, “Brigantessa” di Teresa De Sio, “La donna di plastica” di Simona Molinari, “Fuori controllo” dei Negrita, “Crudo” di Susanna Parigi e “Io danzo” di Jovanotti.

Nelle scorse edizioni il premio era stato assegnato a “Il mio nemico” di Daniele Silvestri, “Pane e coraggio” di Ivano Fossati, “Ebano” dei Modena City Ramblers, “Rwanda” di Paola Turci, “Occhiali rotti” di Samuele Bersani, “Canenero” dei Subsonica, “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela, “Mio zio” di Carmen Consoli e “Genova brucia” di Simone Cristicchi.

La Mannoia verrà premiata sul palco di Rosolina Mare (Rovigo) domenica 22 luglio nella serata finale della XV edizione di Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty, che inizierà il 19 luglio.“Ho sempre appoggiato le cause promosse da Amnesty International e ricevere questo premio mi onora” - ha dichiarato Fiorella. (segue)

 

Il testo: parole-immagini, quasi come un film

Non è un film quello che scorre in torno che vediamo ogni ogni giorno che giriamo distogliendo lo sguardo.Non è un film e non sono compoarse le persone disperse sospese e diverse tra noi e lo sfondo, e il resto del mondo che attraversa il confine ma il confine è rotondo si sposta man mano che muoviamo lo sguardo ci sembra lontano perchè siamo in ritardo, perenne, costante, ne basta un istante, a un passo dal centro è gia troppo distante, a un passo dal mare è gia troppo (battaglia ?), ad un passo da qui era tutta campagna. Oggi tutto è diverso una vita mai vista questo qui non è un film e non sei protagonista, puoi chiamare lo stop ma non sei il regista ti puoi credere al top ma sei in fondo alla lista.
Questo non è un film e le nostre belle case non corrono il pericolo di essere invase, non è un armata aliena (mandata?) sulla terra, non sono extraterrestri che ci dichiaran guerra, son solamente uomini che varcano i confini, uomini con donne vecchi con bambini, poveri con poveri che scappan dalla fame gli uni sopra gli altri per intere settimane come in carri bestiame in un viaggio nel deserto rincorrono una via in balia dell'incerto per rimanere liberi costretti a farsi schiavi stipati nelle stive di disastronavi come i nostri avi contro i mostri e i draghi in un viaggio nell'inferno che prenoti e paghi sopravvivi o neghi questo il confine perchè non è un film non c'è lieto fine.

Scegli da che parte stare, dalla parte di chi spinge, scegli da che parte stare, dalla parte del mare.

Questo sembra un film di quelli terrificanti / dalla trasilvania non arrivano vampiri ma badanti, / da santo domingo non profughi o zombie, / ma ragazze condannate a qualcuno che le trombi / dalle filippine ... pure dal bangladesh
dalla bielorussia solo carne da lap dance / scappano per soddisfare vizi e sfizi nostri / loro son le prede noi siamo i mostri / loro la pietanza noi i commensali
e se loro son gli avanzi noi siam peggio dei maiali / pronti a divorare a sazietà
pronti a lamentarci per la puzza per la ... umanità / che ci occorre, ci soccorre, ci sosttenza / questo non è un film ma vedrai che lo diventa / tu stai attento e tienti pronto che al momento di girare i buoni vincon sempre, scegli da che parte stare.

Scegli da che parte stare, dalla parte di chi spinge, scegli da che parte stare, dalla parte del mare

"Sud": Nostra Signora dei Cantautori va in proprio

Fiorella Mannoia in carriera ha inciso 19 album. Ne ho 15. Mi mancano il primo "Mannoia, Foresi & Co" del 1972, il penultimo "Il tempo e l'armonia" del 2010 (perché era l'ennesima raccolta) "Momento delicato" del 1985 e "Fiorella Mannoia 1986", per l'appunto del 1996. In 40 anni ne ho quindi sentite di tutti i tipi da Fiorella: da capolavori come "Le notti di maggio" o "Treni a vapore" o "Cielo di Irlanda", fino alle nenie di "Onda Tropicale", ma non avevo ancora avuto occasione di ascoltare delle canzoni scritte da Fiorella medesima. Eh, la novità princiale di questo "Sud", magnifico album a cospetto del cielo, è proprio che Nostra Signora dei Cantautori si è messa in proprio, iniziando a scrivere testi, per ora, ma come escludere che, a breve, seguano le musiche? Intanto la Mannoia, che ha vinto per ben sei volte la Targa Tenco come interprete (una categoria che, scherzando, si diceva creata solo per lei) adesso ha tra le mani un album per vincere nella categoria maggiore, quella di autore. Di 8 canzoni su 12 ha scritto (o collaborato a scrivere) il testo e di una anche la musica (ecco che ci siamo!)

Poi ci sono i soliti piccoli aiuti dagli amici, che, come sempre nel caso di Fiorella, sono prestigiosi. C'è un Fossati ancora in buona forma (solo la musica di "Dal tuo sentire al mio pensare"), c'è Luca Barbarossa che firma tutta "Luce", un brano così mannoiano che si fa fatica pensare composto all'esterno del suo cerchio magico. Poi c'è Frankie HiNrg che scrive e rappa in "Non è un film", Astor Piazzola di cui viene ripresa e tradotta benissimo "Vuelvo al sur" che diventa ""Torno al sud" (traduzione e adattamento della Mannoia) e infine Bungaro che, come ha fatto benissimo anche con Pilar in tempi recenti, fornisce la musica in cinque brani e i testi in tre. E infine, piccola grande chicca, c'è un brano di Titina De Filippo, sorella di Eduardo e di Peppino, che ha scritto "Quanne vuo' bene". Un dispiego di forze e di energie che produce un magnifico risultato. "Sud" è uno di quegli album che bisogna tenere sul cuore e volergli bene, perché si sente che è fatto con amore e che ogni suono, ogni parola, ogni scelta è stata a lungo meditata e studiata e fatta con amore. Per rispettare anche il coté democratico progressista, a cui siamo da sempre sensibili, l'album è dedicato a Thomas Sankarà "perché le idee non muoiono". Vi venisse il dubbio su Sankarà, di risparmio il passaggio da Wikipedia: "primo presidente del Burkina Faso, a cui ha cambiato il nome da Alto Volta, leader carismatico per tutta l'Africa Occidentale sub-sahariana, si impegnò molto in favore di riforme radicali per eliminare la povertà. Questi elementi combinati tra loro hanno contribuito a farlo considerare e soprannominare come "il Che Guevara africano". (segue)

Fiorella: "E se con i migranti imparassimo a parlarci?"

Trabocca di passione civile e di calore, colore e nostalgia “Sud”, il primo disco che vede Fiorella Mannoia in chiave di autrice e il suo album a tema. “Ho pensato che questa volta mi sarebbe piaciuto non fare la solita raccolta di canzoni sparse, ma trattare di un tema ben preciso: le storie del sud del mondo. Questo sud che viene depredato, derubato, saccheggiato e poi lasciato a se stesso, come il nostro, ma penso anche ai Paesi latinoamericani e soprattutto all’Africa che è terra di saccheggio per eccellenza. Ci ho messo l’allegria, malinconia, nostalgia, tutto quello che il sud si porta dietro, compreso la migrazione”. Un impegno che si riflette anche nella tournée ora in partenza che coinvolgerà 8 Palasport e vedrà sul palco, oltre a 12 musicisti, i ragazzi del progetto Axé, quel progetto nato a Salvador de Bahia e finalizzato a recuperare i ragazzi di strada. Ma prima c'è ancora tempo per parlare del disco, uscito a inizio anno e destinato a restare tra i lavori importanti della stagione.
Allora Fiorella quando ho sentito questo disco la prima cosa che ho pensato e che ho anche scritto è stata “nostra signora dei cantautori si è messa in proprio”. E’ questa la novità, no?

(ride) Esatto, è questa. In realtà ho un po’ vinto questo mio eccesso di pudore, questa ritrosia. Oppure, semplicemente, i tempi erano maturi oggi e non ieri.

Tra l’altro ho visto che hai scritto o collaborato sia ai testi che alle musiche. Una partecipazione a tutto tondo.

Sì. In una canzone in special modo anche alla musica, sennò, nella maggior parte dei casi solo ai testi.

Come ci si trova a stare dall’altra parte?

Ma guarda, è venuto in maniera del tutto naturale. Questo disco mi ha portato a conoscere diversi musicisti africani o comunque stranieri e ognuno ha raccontato la sua storia. Quello mi ha ispirato a scrivere questi due testi: uno è “Se solo mi guardassi” e l’altro è “In viaggio”. Il primo è stato ispirato dal fatto che è bastato porre delle domande, anche semplici: da dove vieni? Cosa fai? Cosa mangi nel tuo Paese? In che religione credi. Questo mi è bastato per aprire una porta in mondi ancora sconosciuti, perché i nostri fratelli immigrati che ci vivono intorno meriterebbero un po’ più di attenzione. Basterebbe solo fargli delle piccole domande anche semplici, elementari, per aprire delle porte che possano spalancarci mondi diversi e sconosciuti. Invece spesso non li guardiamo neanche negli occhi. (segue)

Il video: "Non è un film"


"Quanne vuoi bene"

"Il movimento del dare" (2008): con un piccolo aiuto dagli amici

Mancava da qualche anno un disco nuovo di Fiorella Mannoia. Il doppio Concerti, dal vivo, con la riproposizione dei suoi successi, risale al 2004, poi c’era stato Onda Tropicale nel 2006, ma era un disco di cover di canzoni brasiliane. Insomma per trovare uyn vero album di inediti di Fiorella bisogna risalire a sette anni fa, quando uscì Fragile, peraltro una delle prove più fragili della sua discografia.

Adesso il grande ritorno: Fiorella Mannoia ha radunato attorno a sé una bella squadra di cantautori e il risultato è "Il movimento del dare". Impressionante il parterre de roi sciorinato nel disco: si parte con Ligabue, che per Fiorella ha scritto "Io posso dire la mia sugli uomini", brano di apertura, dalle atmosfere ariose e adatto ai mezzi vocali della cantante. Poi Ivano Fossati ha donato "La bella strada", brano che però è scritto chiaramente al maschile, Pino Daniele "Capelli rossi", Jovanotti "Io cosa farò", mentre Franco Battiato ("Il movimento del dare") e Tiziano Ferro ("Il Re di chi ama troppo") hanno partecipato alla registrazione dei brani da loro offerti a Fiorella. Per il resto sono 10 canzoni di sana e robusta costituzione, curate da Piero Fabrizi, che non sarà un cantautore, come dice lui, ma vi ci si avvicina molto. (segue)

"Concerti" (2004): il nuovo miracolo di Nostra Signora dei Cantautori

Non è solo un disco dal vivo. E’ a tutti gli effetti il nuovo disco di Fiorella Mannoia. Che poi sia registrato dal vivo è quasi secondario. Così pure come il fatto che venga dopo un altro disco dal vivo a distanza di un solo anno (“In tour”, il doppio con De Gregori, Ron e Pino Daniele). E’ completamente diverso il clima e anche, diciamolo, il risultato. “Concerti” è un lavoro di gran classe che allinea sul piatto (o meglio sul palco) 23 canzoni per un totale di poco meno di due ore di musica tutta da vedere. Non a caso di Concerti sarà messo in vendita tra poco anche l’apposito Dvd, anticipato dalle belle foto di Fiorella disponibili nel booklet senza parole all’interno della copertina.
Il parco-autori mobilitato, come sempre per Nostra Signora dei Cantautori è di prima scelta: Caetano Veloso, Ivano Fossati, Paolo Conte, Francesco De Gregari, Enrico Ruggeri, Manu Chao, Ligabue, Pino Daniele, Dalla, Ron, Bob Marley e il consueto Pietro Fabrizi che, per non essere un cantautore, ne veste spesso adeguatamente i panni. Ma l’interesse maggiore è dato dal numero di brani che Fiorella canta per la prima volta e che può fare affermare che, a tutti gli effetti, questo sia il suo nuovo disco: salvo errori sono 13 i brani che non compaiono in nessun altro cd di Nostra Signora vestita di rosso a miracol mostrare. (segue)

"Ho imparato a sognare" (2010): frivola con classe

Forse il clima della settimana della moda mi ha contagiato, forse questa Milanovendefashion che imperversa a tutti gli angoli della città mi spinge a vedere il mondo in una sola direzione, ma non posso fare a meno di pensare che ci sono persone che starebbero bene anche con addosso uno strofinaccio dei piatti. Persone che hanno così tanta classe che qualunque cosa dicano, o facciano, è pervasa da una naturale eleganza. Nel campo della canzone, Fiorella Mannoia fa parte di questa categoria.

E allora che ci combina, la signora? Decide che in tempo di crisi si mollano i grandi stilisti della haute, quelli che ti disegnano gli abiti addosso e si va a far shopping da Zara e da Benetton, alla Upim o da OVS. Magari una puntata da Coin o alla Rinascente per i due capi-effetto della stagione. Oppure no, meglio ancora, si segue il trend del riciclo: con l'abito vintage si fanno grandi affari e allo stesso tempo si combattono gli sprechi con un comportamento sostenibile. Naturalmente la signora sa scegliere bene: tra la produzione industriale e l'armadio "as good as new" si accaparra i pezzi migliori. E se li cuce addosso come pochissime altre saprebbero fare. (segue)

"Fragile" (2001): troppo fragile?

Adoro la Mannoia. La trovo anche bella (e nelle foto di questo album anche "dannatamente sexy", ma "Fragile" non è che mi convinca fino in fondo. Il punto più basso è la cover di Paolo Conte. Dio santo, io non adoro il vecchio Paolo, però prendere una sua canzone e farla con un eccesso di violini al posto dei sassofoni è come prendere Marlene Dietrich o Humprey Bogart e far loro bere camomilla al posto di fumare sigarette! È una scelta contestualmente sbagliata.(Archi scritti, diretti e arrangiati da Fio Zanotti). Per non dire dei coretti inglesi della (suppongo) London Session Orchestra.

“Come mi vuoi” è una canzone pensata al maschile. Ed esprime il massimo delle sue potenzialità cantata da un uomo. Pensateci bene: come ve la immaginate una donna che chiede "Come mi vuoi?". Provate a vedervi questa battuta al cinema. Sarebbe un'avance, no? Anche abbastanza forte. Io me la vedo così: donna discinta, capello scarmigliato, occhi socchiusi, voce che è un soffio, roca e "carica di peccato", scollatura in bella vista che rantola il suo "Come mi vuoi?" nella certezza di una risposta. "Ti voglio per una notte indimenticabile". (segue)

"Quando l'angelo vola"

"Dal tuo sentire al mio pensare"