Una
Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
Le
BiELLE RECENSIONI
N.A.N.O.:
"I racconti dell'amore malvagio" Un disco
cupissimo per la generazione degli anni zero di
Mario Bonanno
Ascolti
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C|o|d|
Preparativi per la fine
Offlagadiscopax
Bachelite
Offlagadiscopax
Socialismo tascabile
Amelie Tritesse
Cazzo ne sapete voi del rock and roll?
Luci della centrale elettrica
Per ora noi la chiameremo felicità
El Muniria
Stanza 208
Crediti:
Fabrizio Casali (basso); Marco Gardini (chitarra acustica);
Davide Dalpiaz (chitarra acustica (tonica), arrangiamento
e direzione dell’orchestra); Gerardo Gambin (batteria,
coro); Pacifico (stupendume ); Sara Mazo (voce); Johnny Mox
(beatbox e sussurri); Dennis Pisetta (chitarra acustica, chiarra
slide, mandolino distorto, chitarre acustiche, mandole, oud,
armonica); Daniela Savoldi (violoncello); Sara Giovinazzi
(voce spaccanapoli – tamburello); Marco Tagliola (omnichord,
chitarra pitch, tremolo); Stefano Pisetta (ottoni e fiati
digitali – arpa – glockenspiel – percussioni);
Daniela Bezzi (oboe); Flavio Pulecchi (clarinetto); Diego
(tromba – corno); Federico Fiumani (voce); Davide Pola
Tumanini (basso); Marco Gardini (chitarre bovie ed acustiche,
chitarre atmosferiche, acustiche, clap, slide distorte); Stefano
Pisetta (batteria); Fabrizio Casali (basso); Sara Picone (coro
parte parlata); Fabio De Pretis (aummm); Giovanni Ferrario
(pianofortepiano – mellotron – chitarre); Davide
Pola Tamanini (basso); Sara Mazo, Fabrizio Casali, Luca Sacconi
(coro); Max Collini (voce); Giovanni Ferrario (chitarre soniche);
Registrato
tra maggio e novembre del 2010:
da Fabio de Pretis al Bluenoise Studio (www.blue-noise.it)
da Fabio de Pretis e Luca Tacconi allo Studio Sottoilmare
(www.sottoilmare.it)
Mixato da Marco Tagliola allo Studio Perpetuum Mobile di Nave
(BS)
Pacifico compare per gentile concessione di Sugar Music srl
Progetto Grafico e Fotografie: Bijan Theranian (www.bijan.it)
N.A.N.O.
"I racconti dell'amore malvagio" Fosbury Records/ Audioglobe - 2011 Nei migliori negozi di dischi
Tracklist
01
Y
(Feat. Pacifico)
02
Il
buio (feat. Sara Mazo)
03
Cuoricino
04
Cohen
05
Lo
squalozecca
(feat. Federico Fiumani)
06
Io
accuso
07
Brainstormo
(feat. Sara Mazo)
08
E.M.I.
09
Il
nuovo me (feat. Max Collini)
10
Close
11
54g
12
La
città
Il mio
primo problema al cospetto de "I racconti dell'amore malvagio"
è di background musicale. Nel senso che, di solito, i dischi
che si rifanno alla scena brit-pop piuttosto che a quella italiana,
con me cascano male (chiedo venia, è per un difetto al padiglione
auricolare). C’è anche che strofe tipo “mi sento
fragile/ mi sento niente senza te” (“Il buio”);
oppure “lui/ ti fa del male/ ma ti fa sentire viva”
(“E.M.I.”) mi provocano qualche allergia neuronale.
Così come certe elucubrazioni sentimentali espresse in questa
forma: “Lui/ fa/ ciò che/ Ti fa/ Lo sa/ Se tu/
Lo/ Vuoi/”. Ma ve lo immaginate, il verboso Guccini (faccio
per dire) profondersi in versi (assassini) di tale portata? Sarà
anche una questione generazionale. Sarà perché quella
di Emanuele La Piana (intuisco) ha saltato a piè pari il
“fenomeno” dei cantautori “storici” (che
peraltro hanno espresso tutto ciò che di intelligente c’era
da esprimere in canzone, lasciando agli eredi [?] solo le briciole),
e sul Sessantotto, per esempio, non batte ciglio danti a strofe
così: "Il '68 ci ha rotto il cazzo (…) Il
paese è in queste condizioni ed è ora di togliervelo
dalle mani" (“Io accuso”).
Per i motivi che ho tentato di esprimere, ammetto di avere brancolato
non poco, nella tenebra di questo disco, peraltro cupo fin quasi
alla disperazione (va benissimo ma è la mancanza di una teleologia
di fondo che più dispiace a un vecchio come me). Un cahier
de doleance elettro-pop in dodici capitoli, all’insegna di
un’altalena sentimentale (climi soffusi che lasciano spazio
al rock più violento), su uno sfondo svuotato di senso. Nichilista,
luttuoso, indifferente, subdolamente violento e potenzialmente pronto
alla conflagrazione collettiva. L’incipit (“Y”),
per esempio - complice Pacifico - è quanto di più
tenue si possa immaginare, poi le tracce cominciano a prendere un’altra
direzione (“Il buio”), le
cose ad andar peggio, e il viaggio al termine della notte di N.A.N.O.
prosegue fino all’implosione di "Lo Squalozecca",
con quel refrain irresistibile (ebbene sì!) che ti infilza
impietoso come una lama sottile: "Sei lo sponsor ufficiale
del peggio di me".
Fino a "Brainstormo", cantilena
piuttosto compiaciuta sullo stato perenne di malessere che affligge
l’io-narrante. Cos’altro aggiungere, in ultima analisi?
Che "I racconti dell'amore malvagio"
è un disco borderline, luci-ombre, capace di cinismo e
dolcezza, ascese ardite, risalite, e qualche scivolone. Che è
suonato bene e stratificato a suo modo, con dei meriti (è
sincero, non si risparmia) e dei difetti, diverse cose da dire,
soprattutto ai venti-trentenni.
Quelli che ignorano i testi sacri di Marx & Marcuse e alla
canzone chiedono soprattutto di raccontare il mal de vivre di
questi “cazzo di anni zero” senza infamia né
gloria. Anche - soprattutto (?) - a partire dalla propria pancia.