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Le BiELLE RECENSIONI
Petra Magoni e Ferruccio Spinetti: "Musica nuda - Complici"
Un senso della musica non comune
di Marco Ranaldi
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Crediti:

Su Bielle
Intervista: "Complici nel senso migliore"
Intervista audio Ferruccio Spinetti


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Magoni e Spinetti
"Musica Nuda - Complici"

Blue Note - 2011
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Tracklist

01 Vado giù
02 Una notte disperata
03 Complici
04 Lei colorerà
05 Sentieri, strade, saluti
06 Mirza
07 When I drink
08 Rimando
09 I giorni di festa
10 Bach Aire
11 Professionalità
12 Mon amour
13 Cinema
14 Felicità
Non c’è che dire, quando esce un nuovo disco del duo Magoni Spinetti l’intelletto più ricercato si risveglia come dal letargo e attizza le antennine: sarà perché abbiamo l’anima piena e contrita delle varie Noemi, Lisa dagli occhi blu, la Gazza ladra, Tatangele all’assalto, Modà e insomma peggio ad andare avanti, ci sentiamo fortissimi nel sentire cosa hanno combinato i due giovani musicisti che però sono veramente“vecchi”.

Ovviamente stiamo scherzando, ma in un mondo di “giovani” è meglio essere “vecchi” come Magoni e Spinetti perché loro hanno quel senso della musica che non è comune e non è per tutti. Eppure il nuovo volume di Musica Nuda è stupendo, diverte, attizza, prende il volo incredibilmente, eppure ci sono anche delle cover: si, ma che cover!! Infatti fra tutte, per il nostro piacere ci siamo sciolti quasi letteralmente ad ascoltare “Felicità” una delle canzoni più belle di Lucio Dalla.

Nelle corde dei due diventa ancora più bella, rassicurante, commovente. Ecco che in un balzo all’indietro, si sente “Vado giù”, per non parlare di “Mon amour”. Se il senso di un bel disco sta nel ritrovarsi, bene così è con questo quarto volume, dove, alla grande poesia e maestria dei due, abbiamo anche il tempo di farci due grandi risate con “Professionalità”.

Siamo dalla parte del duo, non c’è più professionalità e solo nella nostra ridente nazione di Orazio e di Dante si sente che chi scrive di musica in genere si occupa di officine, di salumerie, di opifici, di acquari, di storie ecclesiastiche, di dirupi, ma la musica sta in un’altra parte. Non si può confondere il contrabbasso con un sax, o sbagliare i nomi!

Quando si va a dire il rosario mica si sbaglia il nome del santo o del padre eterno? Il problema è che manca la cura e il rispetto per chi fa il sacrosanto lavoro del musicista che non ha nulla di meno rispetto agli enunciati lavori o a tanti altri.

Ma questo è il male della nostra triste realtà culturale, dove di cultura, tante volte è rimasto solo il termine, ma i contenuti spesso e volentieri sono emigrati nella terra dei lupi o sulle stelle. Peccato, peccato veramente che un duo così stupendo, perfetto, incredibile debba essere compreso dai compari francesi e in Italia moltissime volte non si ha la minima idea di cotanta arte.

Noi però siamo felici di conoscerli, di ascoltarli e rispettarli e di sapere che questo pensiero è condiviso in quel tempo da carbonari che stiamo vivendo.

Ma dov’è Pietro Micca?




Ultimo aggiornamento: 11-05-2011