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Le BiELLE RECENSIONI
Tiziano Mazzoni: "Goccia a goccia"
Intimamente blues, solare quando è rock
di Leon Ravasi
Ascolti collegati

Tiziano Mazzoni
Zaccaria per terra

Massimo Chiacchio
Sasso

Massimiliano Larocca
Il ritorno delle passioni

Luigi Grechi
Pastore di nuvole

Luigi Maieron
Vino, tabacco e cielo

Davide Giromini
Ballata di fine comunismo

Crediti:
Tiziano Mazzoni (voce; chitarra acustica, armonica, chitarra elettrica, basso, roundneck dobro): Nick Beccatini (chitarra elettrica); Marco Pierozzi (chitarra elettrica slide); Stefano Melone (tastiere); Pippo Guardnera (hammond); Andrea Marianelli (contrabbasso); Edoardo Martinez (mandolino); Ettore Bonafé (tabla, percussioni, vibrafono, conga, kalimba, triangolo); Franco Testa (contrabbasso); Mascia Anguillesi (cori); Giulio Conte (cori); Carmine Bloisi (batteria); Silvia Conti (voce); Anchise Bolchi (violino); Luigi Giuliani (violino); Francesco Bocciardi (squareneck dobro): ANdrea Benessai (pianoforte);

Ospiti:
Luigi Grechi (Voce); Riccardo Tesi (organetto); Giorgio Cordini (chitarra acustica, bouzouki, mandolino): Ellade Bandini (batteria);

Testi e musiche di Tiziano Mazzoni
Prodotto da Raffaello Spiti, Luca Iozzelli e Tiziano Mazzoni. Supervisione alla realizzazione artistica: Massimo Bubola
Registrato nel 2010 presso Sonoria Recording Plant di Prato, foni Andrea Benassai. Paso Doble Studio di Bagno a Ripoli (Fi), Fonico Gianfilippo Boni. Only-Music Studio di Tono . Fonico Carlo Miori. ProgettoPortatileStudio di Pesaro, fonico Stefano Melone. Mix e mastering Stefano Melone

Foto di Riccardo Magherini e Simona Morelli.
Progetto grafico: Marino Benedetti

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Ascolti: "Ad occhi aperti"

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Tiziano Mazzoni
"Goccia a goccia"

Eccher Music - 2011
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Tracklist

01 Ad occhi aperti
02 Storie segrete
03 Cambio
04 Goccia a goccia
05 Dall'altra parte dell'Atlantico
06 Lentamente
07 Mi ricorderò di te
08 Come un soffio di vento
09 Solo come un cane
10 Quando il cielo lava il viso alla città
11 La casa della strega
12 Vien'mi incontro nel buio
Ecco un disco dove non c'è niente che non funzioni. Tutto è al suo posto, preciso, pulito, levigato. Un disco così perfetto che viene quasi voglia di dire che qualche piccolo difetto in più gli farebbe quasi bene. Ma questo vorrebbe dire essere proprio degli incontentabili brontoloni. Tiziano Mazzoni, di cui avevamo apprezzato molto, qualche anno fa "Zaccaria per terra", si stacca ancora una volta dalla sua professione seria (ingegnere ricercatore) e si dedica a produrre un disco di country blues, dalle componenti più varie per il piacere di chiunque lo ascolti. Disco perfetto: ben cantato, con suoni smaglianti e con una dozzina di canzoni ognuna sopra la media stagionale. Un disco vitale, di suoni profumati, di calori estivi e di freschezza di un giorno di vento, a testimonianza di come la buona musica esista e persista se ci si dà almeno la briga di scostare i primi fili di paglia. Perché sotto la paglia e in provincia la miglior musica matura.

Quando ci si avvicina alle Targhe Tenco, dischi simili andrebbero tenuti in conto. In buon conto. Se non si segnalano lavori di questa portata, cosa si dovrebbe mai segnalare? L'ultimo lavoro di Vasco Rossi? Mah. Sarà, ma io mi tengo Tiziano Mazzoni e sono contento di conoscerlo, di apprezzarlo e di potere tornare ad apprezzarlo dopo qualche anno. Rispetto al lavoro precedente, questo è molto meno scuro, molto più aperto. Soprattutto musicalmente. Si potrebbe anche dire che ha un'anima più pop, se si intende pop nel senso proprio ed originario di "popular music". E' musica fatta per cantare, è musica che sa di buono e che sa anche di estate, certo. Non è "un disco per l'estate", ma è "anche" un disco per l'estate. Lo si può lasciare anche in sottofondo, tanto "Goccia a goccia", come promette il titolo, a poco a poco, ascolto per ascolto, ma quasi brano per brano, riuscirà ad imporsi all'attenzione. L'ho detto: praticamente perfetto.

Ma c'è un dato ancora da segnalare che può rendere meglio la cifra dell'album. Prendiamo le prime tre canzoni del lotto: non c'è una rima manifesta che sia una (ma poi, guardando bene, le si trova), ma la ritmica, la cadenza della frase è praticamente perfetta. "Ma stamattina in via di Stracceria mi pare di rivedere/ le lenzuola stese ai davanzali / mi sembra ancora di sentire il vento che le fa sfiorare / quasi fosse un battito di ali". ("Ad occhi aperti": la rima è "davanzali" "ali"). La sentite la musicalità? La vedete l'immagine? C'è tutto: c'è il film, c'è la poesia e c'è la musica. Ma c'è anche di più. Se vogliamo dare dignità letteraria al racconto sotteso all'opera (e non ho la minima idea sequiesta siasolo una mia impressione o un desiderio dell'autore) sono tutte canzoni di separazione: un amore finito e due persone che non si soino più ritrovate, racchiuse da un sogno all'inizio (che contiene una speranza: ""ci incontreremo in un giorno qualunque") e in una veglia alla fine, forse prima di un altro sogno ("Vien'mi incontro nel buio") dove il disco si conclude con ""Siamo stati in silenzio, noi / siamo stati lontani / ma ora abbracciami forte / e aspettiamo domani"



Si parte e già l'aria è della migliore con "Ad occhi aperti" (chissà quando in Toscana si renderanno conto che la "d" eufonica si usa solo tra due vocali identiche?) che è una delle canzoni più belle dell'album. Un sogno in Toscana che mischia (comeè normale dei sogni( passato e presente. "C'erano giovani e famiglie intere e vecchi col bicchiere / e la camicia più pulita / nessuno aveva ancora persuaso la povera gente / di poter permettersi una bella vita / e i loro figli avevano domande / e ognuno la sua spiegazione / nessuno aveva ancora steso sulle loro menti / l'asfalto della comunicazione". E' peraltro l'unica canzone del disco che contiene qualche accenno sociale. Una piccola pausa per notare la compagnia di giro che accompagna Mazzoni: Riccardo Tesi, Ellade Bandini, Luigi Grechi, Giorgio Cordini e Massimo Bubola (alla regia occulta e padrone delle edizioni musicali). Un vero parterre de roi che poi si completa con una serie di ottimi musicisti di base.

Se accendiamo una stella (o una candela in chiesa, scambiandola per stella) per il primo brano, lo stesso siamo condannati a fare per i due brani successivi: "Storie segrete", lento, inquietante, un po' noir, dal testo introverso e intrinsecamente poetico, con il bouzouki di Cordini che duetta con le tabla di Ettore Bonafé a raccontare un altrove che può essere greco, ma può anche essere ovunque: "E'roba da paceggio / è roba da galera / nel buio di un portone / protetti dalla sera / e mano nella mano / quando nessuno vede / e il cuiore che non parla / la bocca che non chiede"

"Cambio" racconta invece di un viaggio in treno alle sette e mezzo del mattino sul locale. "Tu che ci fai / Perché ritorni / nei miei pensieri? / Lasciamo in pace / lasciami qui / tra i passeggeri / ma li hai mai visti tu i vagoni pieni / l'odore di sudore / ma ci si abitua e poi si viaggia insieme / e si divide il pane e anche il liquore". Le prime tre sono forse i testi più belli. "Goccia a goccia", che ancora si affida al bouzouki di Cordini, fino quasi a sfociare in un sirtaki nella lunga frase strumentale, è invece un bijoux di canzone, una di quelle che ti prende il cuore. Anche "Dall'altra parte dell'Atlantico" è una di quelle canzoni che ti si attaccano addosso. Quasi jingle jangle, d'altra parte si parla di America ed è proprio ricca di colori americani, sottolineati dall'hammond di Pippo Guarnera.

Indovinate invece che ritmo sfodera "Lentamente". Un lento, come di prammatica. Canzone di solitudine, ma dolce e quieta: una notte dove non c'è spazio per la gelosia. "Chissà tu dove guardi, in quale direzione / chi tiene la tua mano, quale sarà il suo nome / Ma penso "non importa ..." e dopo aspiro il fumo / "il nome di una notte è il nome di nessuno ...". E' country invece la successiva "Mi ricorderò di te": musica allegra scandiota di violino e mandolino e parole da cuore solitario. Il lamento del cowboy della Maremma.

"Come un soffio di vento" è invece la canzone che meno mi dice. Testo un po' qualunque, alla portata di un qualsiasi: Mazzoni può fare di meglio. E musica che non lascia il segno. Certo, che anche in un disco pressoché perfetto le pause ci stanno. Oh, intendiamoci, in un altro disco forse la avremmo apprezzata di più. Ma diciamo tranquillamente che manca il graffio, il gancio. Tutta un'altra cosa invece "Solo come un cane", puro divertissement, in tema di solitudine, giocata assieme e in stile con Luigi Grechi. Disco per l'estate ad honorem! Una goduria come un'anguria al termine di una calda giornata di sole.

Avviciniamoci alla fine di questo disco di mediometraggio (50 minuti circa) con "Quando il cielo lava il viso alla città" (un bonus per il titolo!). Si parla di pioggia e di ubriachi, temi già ampiamente usati, ma Tiziano li fa suoi con maestria a coronare un blues urbano di ottima efficacia. Uno dei testi più belli: "E la pioggia batte forte / sulle tende e le cerate / le baracche ormai non ce la fanno più / e i signori delle auto / che sbadigliano annoiati / mentre fuori il finimondo viene giù". Strana è "La casa della strega" che riecheggia un po' "La casa del pazzo" di Giorgio LoCascio e Francesco De Gregori. Un racconto. Però è anche l'unico che non rientra nel concept azzardato di album che si è dipinto fin qui. Chiude la lunga "Vien'mi incontro nel buio" di 6'31" di durata. Canzone ambiziosa e di ampio respiro. Un piccolo film, al termnine del quale, forse, ci può essere un ritrovarsi. O una speranza di ritrovarsi.

Ma sì, lo sapete
anche voi. E' uno di quei dischi che quando finisce si avverte il bisogno di rimettere da capo. Tanto non stanca. Non stanca mai. Forse anzi, la levigatezza e la piacevolezza assoluta dell'ascolto, può rappresentare alla fine un neo. Un graffio nella voce, una nota fuori posto, una canzone sghemba avrebbero dato forse un po' più di anima a un disco che resta comunque perfetto. Cinque stelle senza esitazioni. E alè, tra gli imperdibili del 2011!


Ultimo aggiornamento: 08-08-2011