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Le BiELLE RECENSIONI
Giulia Millanta: "Dropping down"
Tutto bello, tutto a posto, ma ... l'inglese?
di Giorgio Maimone


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Tracklist

01. Right Between the Eyes
02. Madame
03. The Tunnels of My Brain
04. Dropping Down
05. A Long Dark Road
06. Satan's Speech
07. Skulls And Crossbones
08. Intro
09. The Old Man
10. Hotel
11. Paranoid
12. Floating

Eccoci qui con un disco di cui non potremmo se non parlare bene. Giulia Millanta è brava e pure bella, che non guasta. Canta con proprietà e personalità ed ha messo assieme un gruppo che suona come Dio comanda. Ogni suono ha una sua giustificazione e un suo posto e "Dropping down" tutto sembra tranne che un demo chitarra-voce. Basta guardare la lista degli strumenti che vanno dall'ukulele alla slide, alla chitarra baritono, viola e violino, flauto, sax, rhodes ed hammond oltre alla sacra triade basso-chitarra (a volte elettrica) e batteria. Ne discende un luminoso disco di rock acustico, con musiche affatto banali né scontate, dal piacevolissimo ascolto, con alcune perle assolute. Ma ... abbiamo l'inglese!

Bella lingua l'inglese! Musicale poi. Oddio, non sempre. La lirica ad esempio dell'inglese ne ha sempre fatto a meno. Il rock no. Il rock dipende dall'inglese e l'inglese è la lingua d'elezione per il rock, con tutte le sue parole corte, le terminazioni tronche, quelle vocali e consonanti che si mischiano tanto bene in un coacervo unico. Ma, mi chiedo, fare canzoni non dovrebbe significare condividere emozioni, storie, sensazioni? Non dovrebbe essere un modo per comunicare le tue radici, le tue paure, le aspirazioni? Non si scrive per un pubblico che, in un modo o nell'altro, ti sta ad ascoltare e reagisce con te e su questa empatia scatta il fatto artistico? Per me sì: le domande nelle recensioni sono sempre e per forza retoriche. Quasi inutili come un testo in inglese.

Giulia Millanta però, se non millanta, crede in quello che canta. Spiega che scrive in inglese perché lei è praticamente bilingue (e allora, benedetta ragazza, usa l'altra lingua!) e così perde l'occasione di farsi capire meglio. Ed è un peccato, perché pochi dischi possono vantare tanti meriti come "Dropping down". Una pretesa di internazionalità^ Può darsi, ma se non riusciamo neanche a farci sentire in Italia? Meglio calcare i nostri palchi e parlare come si mangia, a meno che non si mangi hamburger. Chiudo citando le perle: la cover di "Paranoid" dei Black Sabbath, delicata e morbida come nei loro peggiori incubi (stiamo parlando dei padri dell'hard rock!), con una vena di psichedelia filtrata da voce, viola e violino. "The old man", meraviglioso country con slide guitar. "Hotel", uno dei pezzi più strutturati e intriganti e la delicata ma non tenue "Floating" che chiude l'album. Ottima prova, Giulia. Ma lasciaci la speranza di sentirti cantare le tue storie in italiano.

Crediti:
Giulia Millanta: voce, chitarra acustica, chitarra baritona, ukulele e cori; Paolo Loppi: chitarre elettriche ed acustiche; Lorenzo Forti: basso; Donald Renda: batteria; Fulvio A.T. Renzi: violino; Paolo Clementi: viola; Matteo Addabbo: organo hammond e rhodes; Ed Gherard: weissenborne guitar; Michael Manring: fretless bass; Ettore Bonafè: percussioni; Lorenzo Bertocchini: cori; Stefano "cocco" Cantini:sassofono; Paolo Perego: tamburine e shaker; Gianfilippo Boni: snaps.


Giulia Millanta
"Dropping Down"
Ugly Cat Music - 2011
Nei negozi di dischi

Su Bielle
Ascolti: "Paranoid"


Sul web
Sito ufficiale

Ultimo aggiornamento: 08-03-2011
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