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Le BiELLE RECENSIONI
Mauro Ermanno Giovanardi: "Ho sognato troppo l'altra notte?"
Il fascino vintage di un crooner d'autore
di Silvano Rubino
Ascolti collegati

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La Crus
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La Crus
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Crediti:
Mauro Ermanno Giovanardi (Voce e Cori) ; Leziero Rescigno ( Batterie, Percussioni, Pianoforti, Organi, Chitarre e Cori) ; Marco Carusino (Bassi, Chitarre Acustiche, Elettriche e Cori) ; Paolo Perego (Bassi e cori in 5, 9 ) ; Massimo Zanotti (Trombone ) ; Daniele Giardina (Tromba e flicorno); Royal Beat Orchestra (Archi) ; Cecilia Syria Cipressi (Voce in 8 e Cori in 1, 6) ; Barbara Vignudelli ( Voce Soprano in 1 ) ; Violante Placido (Voce e cori in 5 ) ; Giulio Corda (cori in 5 ) ; Leziero Rescigno e Paolo Perego appaiono per gentile concessione Emi) ; Violante Placido e Giulio Corda per gentile concessione Benka Records
Produzione artistica Roberto Vernetti e Leziero Rescigno
con Mauro Ermanno Giovanardi
Arrangiamenti Archi e Fiati: Fabio Gurian
Mixati al SOLO Studio da Roberto Vernetti, assistente Cristian Milani 1, 2, 3, 4, 5 e 6
Mixati all' FM Studio da Raffaele Stefani 7, 8 e 9
Masterizzato alla Maestà Studio da Giovanni Versari

Registrato al SOLO Studio da Roberto Vernetti.
Overdubs: 5 e 9 CasaMedusa, Paolo Perego e Francesco Campanozzi - 4, 7 e 9 SOLO Studio, Cristian Milani - 1, 2, 3 e 6 Perpetuum Mobile, Gabriele Ponticello e Marco Tagliola
- 8 PKM Studio, Paolo Baltaro - 1, 2, 3, 5 e 8 Officine Meccaniche, Giovanni Versari, Antonio Cooper Cupertino e Jacopo Dorici

Foto: Silvia Rotelli - Concept: M.E. Giovanardi e Silva Rotelli
Post Produzione: Tiziano Fruet - Progetto Grafico: Davide Falzone
Abiti e styling: Fabio Di Nicola


Su Bielle
Ascolti: "Io confesso"
Rassegna: "Parole d'autore"
"La parola cantata"

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Mauro Ermano Giovanardi
"Ho sognato troppo l'altra notte?"

Sony - 2011
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Tracklist

01. Io confesso (feat Cesare Malfatti – La Crus)
02. Se perdo anche te
03. Il diavolo
04. Desio (il rumore del mondo)
05. Bang bang” (feat. Violante Placido)
06. Lascia che
07. Un garofano nero
08. La malinconia dopo l’amore (feat Cecilia Syria Cipressi)
09. Neil Armstrong
10. Bang bang (My baby shot me down) (Ok Corral version)
Almeno un motivo valido (per fortuna non l’unico, quest’anno) per guardare il Festival di Sanremo era ascoltare “Io confesso” di Mauro Ermanno Giovanardi (per l’occasione riunito a Cesare Malfatti sotto il marchio La Crus). Soprattutto ascoltarla accompagnata dalla grande orchestra del Festival (“un bell’applauso”, come direbbe Morandi... ) . Perché “Io confesso” è una canzone bellissima, la migliore in assoluto di questa edizione (non ce ne voglia Vecchioni), che ha proprio uno dei punti di forza nella dirompente forza emotiva dell’orchestra, degli archi. Il passaggio dalla strofa al ritornello, segnato da una piccola pausa prima di una vera e propria "esplosione" orchestrale, è di quelli che fanno compiere un piccolo balzo sulla sedia. Uno “stratagemma” che segna chiaramente l’impronta stilistica dell’intero disco, un disco che non ha paura delle emozioni, che anzi le suscita, le amplifica, le moltiplica senza remore.

Tutto il contrario di un certo minimalismo a suo tempo percorso dai La Crus, il secondo prodotto da solista di Giovanardi guarda alle grandi melodie degli anni 60 come suo esplicito modello, a Mina e alle canzoni live di Studio Uno, alle atmosfere cinematografiche di Ennio Morricone, alle grandi orchestrazioni dei fratelli Reverberi e della Ricordi di quegli anni, ad autori come Bindi e Tenco. Un’atmosfera vintage complessiva, rincarata dalla presenza di due cover “simbolo”. “Se perdo anche te”, cover della cover di “Solitary man” di Neil Diamond, portata al successo in Italia da Gianni Morandi (guarda il caso...) e “Bang Bang”, di Sonny Bono, cantata in Italia dall’Equipe 84 e da Dalida e riproposta da Giovanardi insieme a Violante Placido in due versioni (la seconda molto “spaghetti western”).

Giovanardi mette al servizio di queste atmosfere la sua grande voce, calda e intensa, e – nelle canzoni originali - un universo poetico molto personale, riflessivo e intimista, sognante, come il titolo stesso del disco esplicita. Testi sull’amore e dell’amore (e d’altro canto non potrebbe essere diversamente, visto l’immaginario musicale di riferimento di cui dicevamo), con un’attenzione al linguaggio che sembra l’approdo di un percorso individuale che già aveva mostrato una parte dei suoi frutti in “Cuore a nudo”. Un disco prevalentemente di cover, quello, dove però le passioni musicali e soprattutto poetiche di Giò erano, appunto, messe a nudo e dichiarate, quasi a volerne fare un manifesto per gli episodi successivi.




Prodotto da Roberto Vernetti e dal batterista/arrangiatore (ora negli Amor Fou) Leziero Rescigno, “Ho sognato troppo l’altra notte?” ha una serie di ospiti. Oltre alla già citata Violante Placido, Cecilia “Syria” Cipressi che duetta con Giò ne “La malinconia dopo l’amore”, mentre il soprano Barbara Vignudelli è quasi un marchio di fabbrica “morriconiano” nel delicato intarsio vocale che regala a “Io confesso”. Da segnalare i fondamentali archi della Royal Beat Orchestra, diretta da Fabio Gurian.

Il risultato è un prodotto di grande raffinatezza, di piacevolissimo ascolto, di arrangiamenti avvolgenti, di forte presa emotiva, cantato e suonato bene. Con alcune canzoni veramente ragguardevoli - oltre a “Io confesso”, segnalo “Desìo (il rumore del mondo)” – e nessuna che scende al di sotto della sufficienza. Soprattutto, un disco fortemente unitario, con un’idea forte alle spalle, quasi un concept-omaggio.

Archiviata definitivamente sul palco dell’Ariston l’esperienza dei La Crus, Giovanardi dimostra di essersi ben incamminato per il suo personale percorso d’autore, che abbina a un ammirevole impegno di operatore culturale, con la direzione artistica di una nuova e importante rassegna di canzone d'autore, "La parola cantata". Attendiamo fiduciosi il seguito. Per citare la frase simbolo del disco: “Può bastare un passo molto breve/ per lasciare tutto alle tue spalle”. E per aprire una strada tutta nuova.




Ultimo aggiornamento: 27-02-2011