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Le BiELLE RECENSIONI
Michele Gaziche e la Nave dei Folli : "Il giorno che la rosa fiorì"
Si chiude la trilogia con un disco dedicato all'amore
di Salvatore Esposito (in collaborazione con Blogfoolk)
Ascolti collegati
Michele Gazich
La nave dei folli

Michele Gazich
Dieci esercizi per volare

Luigi Maieron
Une primavere

Luigi Maieron
Si Vif

Massimo Bubola
Segreti trasparenti

Massimo Bubola
Quel lungo treno

Crediti:
Michele Gazich (viola, violino, voce); Marco Lamberti (chitarra, voce); Anna Petracca (voce); Fabrizio Carletto (basso)

Testi e musica di Michele GazichProduzione artistica Michele Gazich
. Registrato tra marzo e dicembre 2010 da Paolo Costola al McWave recording studio di Brescia. Masterizzato da Paolo Costola
Cooperatina e disegni di Alice Falchetti
Progetto grafico di Fabrizio Carletto
T raduzioni inglesi con la supervisione di Eric Andersen

Su Bielle
Ascolti: "La tua mano, il mare, le stelle"
Il concerto di Oggiono de La nave dei folli

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Michele Gazich
"Il giorno che la rosa fiorì"

FonoBisanzio - 2011
Nei negozi di dischi

Tracklist

01 Verso Damasco
02 Il giorno che la rosa fiorì
03 L'ultima estate
04 Scuola di ballo
05 La tua mano, il mare, le stelle
06 Elogio della rosa
07 Quando te ne andrai un giorno
08 Fuoco nero su fuoco bianco
09 Scene da un matrimonio
10 Il mio mattino
11 Ultima canzone d'amore
Michele Gazich è senza dubbio uno dei più interessanti musicisti ed autori italiani, e questo non solo per i suoi prestigiosi trascorsi artistici spesi tra la nostra penisola e gli Stati Uniti, ma sopratutto per l'originalità delle sue composizioni, dove confluisce tutta la sua ricca esperienza non solo musicale ma anche prettamente letterari. Quando nel 2009, quasi a sorpresa, il polistrumentista e produttore bresciano, debutto con il progetto La Nave dei Folli, salutammo con grande piacere la sua idea di voler dare forma e sostanza alle tante canzoni scritte negli anni, si trattava infatti del suo ritorno alla vita, un riappropriarsi della propria creatività che era finalmente libera di esprimersi a pieno.

La principale caratteristica che aveva quel disco era la formula che voleva una voce femmile come interprete delle canzoni composte da Gazich, un elemento di rottura importante al quale si accompagnava una scrittura piena di suggestioni che spaziavano dal cinema all'arte fino a toccare la poesia da sempre uno dei suoi amori più grandi. Insomma Gazich aveva intrapreso un percorso musicale musicale teso ad esplorare un modo nuovo ed originale di concepire il cantautorato, che ha trovato nel secondo disco, "Dieci esercizi per volare", una sua ulteriore evoluzione.

Si trattava infatti di un disco dai toni poetici, dove gli angeli diventavano lo strumento per l'autore di avvicinarsi al cielo, a quell'azzurro più azzurro della copertina, una sorta di lasciapassare che veniva concesso anche all'ascoltatore offrendogli un'occasione per immergersi nell'introspezione e nella riflessione ma con la legerezza di un bambino.

Il 2011 è stato invece l'anno della chiusura della trilogia con lo splendido disco "Il giorno che la rosa fiorì", che vede anche l'ingresso all'interno della formazione della Nave dei Folli, della talentuosa Anna Petracca alla voce, che si affianca all'ottimo bassista Fabrizio Carletto e del versatile chitarrista e pianista Marco Lamberti. Il disco non chiude affatto un ciclo ma piuttosto è il completamento di un progetto a lungo meditato e studiato e senza dubbio rappresenta l'opera più completa e cantautorale di tutta la trilogia. L'ispirazione di Gazich è viva e brillante come dimostra il colto intreccio di suggestioni che pervadono i vari brani toccando ora l'Antico Testamento ora i Vangeli passando attraverso la poesia del Cinquecento e la poetica cinematografica di Ingrid Bergman.

Rispetto ai due dischi precedenti, il suono ora è più ricco e meno minimale, segno evidente di come la ricerca musicale del musicista bresciano sia continua e punti dritto verso una caratterizzazione sempre più marcata e personale. Non esistono, infatti, termini di paragone per Gazich e la sua Nave dei Folli, sfuggono volutamente alle classificazioni e questo gli ha consentito di essere recensiti ed apprezzati sia da riviste di informazione rock sia da quelle di audiofili sia sopratutto da testate che si occupano di musica classica, segno evidente di come nulla sia lasciato al caso.




Durante l'ascolto si viene letteralemnte catturati dal fluire di musica e poesia, che intrecciandosi ci guidano in un viaggio carico di emozioni guidato dal violino di Michele Gazich che tiene ferme le redini della linea melodica.

A dare ulteriore spessore alle canzoni c'è la splendida voce di Anna Petracca e in qualche episodio anche quella di Marco Lamberti, altro importante punto di svolta di questo disco. Ad aprire il disco è l'epica "Verso Damasco", che da subito il polso di quello che sarà tutto il disco con il suo testo visionario dove c'è un chiaro rimando alla conversione di San Paolo, l'apostolo delle genti. Arriva poi la title track, una ballata folk che racchiude il tema cardine del disco ovvero l'amore e a cui segue prima l'intensa "L'ultima estate", cantata da Marco Lamberti, e poi la splendida "Scuola di ballo", dove attraverso una particolare struttura musicale viene raccontata la Festa delle Leve di Vernante (Cn).

Chiude la prima parte del disco, che segue lo schema tipico dei vinile, la struggente "La tua mano, il mare, le stelle" nella quale Lamberti duetta magistralmente con Anna Petracca. La seconda parte del disco si apre con la poetica "Elogio della rosa" ispirata all'Asino D'Oro di Apuleio, che ci introduce alla malinconica "Quando tu te ne andrai un giorno", ma è con "Fuoco nero su fuoco bianco" che si tocca uno vertici del disco, si tratta infatti di una ballata folk rock nella quale si apprezza il dialogo tra la chitarra elettrica di Lamberti e il violino di Gazich a fare da sfondo alla eccellente interpretazione di Anna Petracca.

Sul finale arrivano prima "Scena da un matrimonio", ispirata all'omonimo film di Bergman e caratterizzata da uno dei testi più belli ed intensi di Gazich, e "Il mio mattino", un brano già noto per essere stato inserito nell'Ep "Collemaggio" (di cui consigliamo vivamente l'ascolto) in un missaggio differente. Il brano conclusivo, l'envoi, "Ultima canzone d’amore", che rappresenta il congedo finale della trilogia e non è casuale che lo stesso Michele Gazich abbia scelto di interpretare lui stesso questa canzone densa di poesia e passione.

Un segnale importante questo che certamente lascia intravedere un ulteriore evoluzione di quello che potrà essere il percorso artistico del musicista bresciano. Spiace notare che nonostante le eccellenti vendite questo disco non abbia riscosso l'apprezzamento della giuria del Tenco, forse un'ascolto più attento da parte di una certa stampa non avrebbe guastato.



Ultimo aggiornamento: 27-09-2011