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Le BiELLE RECENSIONI
Dente: "Iotradinoi"
La sottrazione compete ai pochi, l'ironia a Dente
di Alberto Marchetti
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Ritornano quelli di ...

Crediti:
Dente (chitarra e voci, cori); Tommaso Colliva (Glockenspiel); Gainluca Cambini (batteria, percussioni, cori); Andrea Cipelli (piano Wurlitzer, organo, Fender Rhodes, cori); Nicola Faimali (basso, cori); Enrico Gabrielli (sax contralto, flauto, cori); Raffaele Kohler (tromba); Luciano Macchia (Trombone); Daniel Plentz (percussioni, shaker, cori); Tommaso Sacchi (cori); Rodrigo D'Erasmo (violini); Massimo Martellotta (dulcitone); Daniela Savoldi (violoncello);

Canzoni scritte da Giuseppe Peveri, detto Dente
Arrangiamenti Dente, Gianluca Cambini, Andrea Cipelli, Nicola Daimali
Archi in "Saldati" e "Giudizioni universatile" arrangiati da Massimo Martellotta

Fiati in "Pensiero associativo " e Casa mia" arrangiati da Enrico Gabrielli
Prodotto, registrato e mixato da Tommaso Colliva
SAM Studio di Lari (PI) e Che Studio di Milano
Campane tubolari registrate al Dal Verme di Milano
Foto di copertina e progetto grafico di Dente

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Ascolti: "Da Varese a quel paese"

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Dente
"Iotradinoi"

GhostRecords/Venus - 2011
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Tracklist

01 Due volte niente
02

Piccolo destino ridicolo

03 Saldati
04 Casa tua
05 Cuore di pietra
06 Giudizio universatile
07 Da Varese a quel paese
08 Io sì
09 Puntino sulla i
10 La settimana enigmatica
11 Pensiero associativo
12 Rette parallele
La sottrazione è di pochi, si tende a riempire, a saturare, a non lasciare i vuoti. Nel vuoto invece risalta l’eccezione, nel piano l’asperità, il suono nel silenzio. Alla quinta opera, 4 regolari e una fantasma, Dente realizza un album che è un po’ la sintesi del percorso fatto fin qui, nel bene e nel male. Molto bene e poco male. Per farlo è tornato a capo, a chiudere il cerchio nel luogo del suo primo inedito album, a riannodare e a sciogliere definitivamente il filo di un discorso amoroso.

Citando nel titolo l’Aznavour di "E io tra di voi" che diventa per l'occasione "Io tra di noi", a segnare il nuovo interno traguardo amaro, in tempi di comunicazione assoluta, dell’incomunicabilità di coppia. Ma se ci fate caso sul disco è scritto tutto unito "Iotradinoi", in modo che si insinui anche il dubbio sottile che "io" tradì "noi".

L’ironia diventa sarcasmo e calembour diabolico, come per il fratello sonoro Brunori Sas, con il quale condivide sonorità e scelte armoniche, e si divide le tematiche lasciandogli lo sguardo al mondo esterno, alle storie degli altri. Dente affetta, seziona e pone sulla tavolozza dei suoi quadri, 12 in questo caso, i colori autunnali della delusione d’amore, della resa di fronte al difficile se non impossibile tentativo di essere, almeno un po’, felici in due. Non c’è un solo brano dal testo felice in questo album anche se questa presa di coscienza non coincide con le atmosfere cupe che ci si potrebbe aspettare, anzi, la melodia le contrasta e le salva sempre, accompagnata da quello sguardo tipicamente obliquo che permette anche un sorriso, magari amaro, ma necessario, e tutto risulta etereo, surreale, di insostenibile leggerezza.

Le melodie, pur pagando un credito ai grandi del passato, Battisti, Endrigo, Dalla, Battiato, e a certo folk rock americano dei 70, hanno originalità e freschezza; l’amore resta il fuoco nelle narrazioni, la parola è gioco e costruzione, il colpo di scena finale continua a essere elemento forte e portante, l’attrazione per suoni, atmosfere e costruzioni musicali tipiche dei sessanta settanta diventa qui dominante.

"Due volte niente", voce e chitarra, ipnotico, malinconico, a segnare già l’andare dell’opera sull’amore disilluso: “non serve a niente fare finta di niente, come se io e te non esistesse più”
"Piccolo destino ridicolo", cattiva descrizione di un amore nato per sottrazione, testa vuota, poeti poveri, galeotta l’adsl: brano ritmico di forte connotazione anni 70, con un cantato che ricorda il Brunori Sas con cui ha collaborato. "Più che il destino è stata l'Adsl che vi ha unito / e poi milioni di migliaia di chilometri / più che il destino è stata la tua amica scema che vi ha unito / e poi il peso di una vita così inutile".

"Saldati"è il singolo, parafransando ungaretti e le onomatopee del futurismo, con un faffaraffa assassino.
"Casa tua" è Battiato, poetica e delicata descrizione di un corpo femminile come nuova Allegria di naufragi, con sviluppo musicale finale che sorprende.






"Cuore di pietra" è un pensiero che vola, un ricordo e una voglia.
"Giudizio universatile" è dance anni 70, con gli archi a cesellare bene un’epoca, e un amore che segna.
"Da Varese a quel paese" con un finale dei versi a sorpresa, giocando tra il “siamo una persona sola”, prima parte, e il “sono una persona sola” finale.

"Io sì", battistiana, una poetica serie di ricordi di una storia che fu, che si vorrebbe, almeno quelli, in comune.
"Puntino sulla i" ci regala un bel gioco di parole, ancora, annotando le interpunzioni della vita come segni di un tema senza lieto fine: Punto, punto e virgola, pausa di riflessione, puntini di sospensione, punto esclamativo, trattino, lineetta, virgola, virgoletta…”

"La settimana enigmatica", dove torna il nome di una donna già presente nei precedenti album, tra giochi e definizioni da cruciverba, (Irene: nel verso "I re ne vogliono di più semplici", in puro stile enigmistico),
"Pensiero associativo" è la dichiarazione di un amore totale, senza salvezza, senza limite.
"Rette parallele" traccia l’impossibile incontro tra due universi paralleli, tra due spazi non comunicanti, tra tempi che non coincidono mai, dentro un crescendo brasiliano che della presa d’atto dell’assunto fa il suo karma. Il brano è davvero molto bello e chiude lasciando presagire un nuovo capitolo spostato di latitudine e di epoca.

Un album nel complesso bello e godibile, più ricco musicalmente rispetto alle opere precedenti, anche per l’apporto diretto della band, l’importante lavoro del duo Gabrielli-Martellotta per gli arrangiamenti liberi di archi e fiati, più la grande capacità di arrangiatore di Colliva, ideatore del progetto Calibro 35, che allarga lo spettro dei suoni.

Dente è un ottimo autore, che incuriosisce per abilità e capacità di analisi, interessante sarà a questo punto lo sguardo che potrà dare in futuro al mondo esterno, una volta uscito dal circolo ormai completato sull’amore e i suoi derivati. Voto 7



Ultimo aggiornamento: 03-11-2011