Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


 
Le BiELLE RECENSIONI
Edoardo De Angelis: "SalediSicilia"
Un ritorno di gran classe per un vocione di lana merinos
di Mario Bonanno
Ascolti collegati

Edoardo De Angelis
Historia

Alessandro Mannarino
Il bar della rabbia

Franco Battiato
Un soffio al cuore di natura elettrica

Rita Botto
Stranizza d'amuri

Carlo Muratori
La padrona del giardino

Mario Venuti
Recidivo

Crediti:
Paolo Avvento: contrabbasso; Fabrizio Guarino: chitarre; Massimo La Guardia: percussioni, aggeggi, voce popolare; Carmelo Nicotra: violoncello; Antonio Putzu: aerofoni etnici, clarinetto, sax soprano; Antonio Vasta: pianoforte, fisarmonica, zampogna

Antonio Zarcone e Pietro Zarcone: suono - LabMusic, Palermo
Daniela Bombelli e Fabio Ferri: suono - Millenium Recording Audio, Roma

Hanno inoltre suonato: In “Saledisicilia”: Luca Lo Bianco (contrabbasso) e Salvo Compagno (udu). In “Speranza disperata”: Salvo Compagno (Cajon), Pino Ricosta (contrabbasso), Orchestra Canzoni di Confine (archi)

Produzione artistica e coordinamento: Francesco Giunta
Arrangiamenti: Fabrizio Guarino, con la collaborazione di Antonio Putzu e Antonio Vasta, eccetto 06. Mario Incudine, Antonio Vasta, Francesco Buzzurro, Giuseppe Greco
. Progetto grafico: Clara De Angelis

Un pensiero grato agli amici ospiti, in ordine di apparizione: Mario Incudine, Laura Mollica, Aida Satta Flores, Francesco Cafiso, Rosario Di Bella, Toti Basso, Valter Sivilotti, Giacomo Cuticchio, Mimmo Cuticchio, Giuseppe Greco, Neri Marcorè, Francesco Buzzurro, Gruppo Polifonico del Balzo, Vincenzo Pillitteri, Rosalia Pizzitola, Giuseppe Cusumano, Francesco Giunta, Andrea Camilleri, Franco Battiato

Su Bielle

Sul web
Sito ufficiale


Edoardo De Angelis
"Sale di Sicilia"

RaiTrade - 2011
Nei migliori negozi di dischi

Tracklist

01 SalediSicila
02 Benedetta
03 Rosario e Raffaella
04 Stella, stella mia
05 Una storia da raccontare
06 Speranza disperata
07 Abele
08 Con un sorriso
09 Il giardino di Giovanni
10 Nostra Signora del Golpe
11 Voglio un amore
12 La valigia dell'addio
13 Alloro
14 Parole che appartengono al mio cuore
15 Spasimo
E poi. Poi ci sono quelli che cantano nei dischi come Edoardo De Angelis. Qualcuno se ne ricorderà per le epiche “Lella”, “Sulla rotta di Cristoforo Colombo”, “Una storia americana”. I più attenti, sopravvissuti all’ipnosi pop, per una discografia ben più corposa, che abbraccia quarant’anni di storia della canzone d’autore, di quella con la S maiuscola.

Il tempo ha saputo essere galantuomo con lui. Nel senso della scrittura, smagliante per forma e contenuti. Senza contare la voce, tra le più “calde” e suggestionanti ancora in circolazione. Ballate come pagine di un diario, pubblico e privato come ai tempi che furono: ancora lì, a sfavillare di luce propria.

Ballate come queste, incastonate ad arte in “Sale di Sicilia” (Rai Trade, 2011), disco impeccabile, che non manca un colpo. Un cd senza batteria, con pochissima elettronica, e dunque umanista, terragno, di tamburelli, friscaletti, fisarmoniche, zampogne, aerofoni etnici: siciliani, africani, asiatici.

Che registra la rimpatriata ai climi nobili del Folkstudio, imbarcato com’è sulla rotta di colori, suoni, suggestioni di stampo popolare e dei suoi strumenti. Impreziosito dal novero delle partecipazioni illustri, tutte made in Sicily: Agricantus, Andrea Camilleri, Franco Battiato, fra tutti.



Un disco - ancora – che è una dedica esplicita all’isola per antonomasia. Un acquerello sentimentale in quindici stazioni. Dalla memoria lunga di "Saledisicilia", snodata nel tempo in cui i migranti (gli africani) eravamo noi (il tema della migrazione è anche in “Speranza disperata”), alle due storie vere intrecciate in “Rosario e Raffaella”, sullo sfondo di una Comiso e di una Festa dell’Unità del 1982. Da “Abele”, trasfigurata in versione teatrale per voce recitante di Mimmo Cuticchio (erede della tradizione siciliana del cuntu), a “Una storia da raccontare”, in bilico tra partenze e ritorni; fino all’invocazione laica, di sdegno civile, di “Nostra Signora del golpe”.

Per i più inclini alle canzoni pastello, non mancano nemmeno le romantic ballads, che se ne vanno a zonzo per l’album, sottobraccio alla poesia. Mi riferisco a “Parole che appartengono al mio cuore”, a “Benedetta” (che spiega come l’amore insegni anche a scrivere canzoni…beh, a qualcuno meglio a qualcuno peggio, se no Ramazzotti sarebbe Dante Alighieri), l’incommensurabile “Stella mia”, le sincere “Con un sorriso” e “Voglio un amore”.

Sale di Sicilia” è però - soprattutto - un disco indefesso, interminabile, copioso, in cui De Angelis non gioca al risparmio. Con quel vocione che ti avvolge come una coperta di lana merinos omaggia Endrigo con “Il giardino di Giovanni”, la madre con “La valigia dell’addio”, Palermo con “Alloro”, quindi si congeda in grande stile, con una “Spasimo”, che cala insieme gli assi di Battiato (che regala un frammento di “Stranizza d’amuri”) e di sua maestà del giallo Andrea Camilleri (che recita una lirica di Mariacristina Di Giuseppe, dedicata a Santa Maria dello Spasimo). Che ne dite può bastare per scrivere di ritorno di gran classe?



Ultimo aggiornamento: 18-08-2011