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Le BiELLE RECENSIONI
Società del Chiassobujo: "Jacopo Bordoni, Muratore, Poeta, Ribelle"
Un disco antico e d'ora che sa di miracolo
di Leon Ravasi
Ascolti collegati

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Crediti:
Piero Lanini (voce); Sole Feltrinelli (fisarmonica); Vieri Bugli (violino); Edoardo Maugliani (chitarra classica); Leonardo Bondi (basso); Mauro Baldini (chitarra elettrica); Simon Chiappelli (trombone); Massimo Giuntini (flauto dolce, uillean pipes, carango, bouzouki, chitarra, low whistle, percussioni, tastiera)

Testi Jacopi Bordinio e attualizzazione Piero Lanini. Musica Piero Lanini
Produzione artistica Massimo Giuntini

Registrato e mixato presso lo studio di Massimo Giuntini, Le vignacce. Ortignano-Raggiolo (Arezzo)
Art director e design: Veronique Michalski


Su Bielle
Ascolti: "Dopo aver letto alcuni libri di M. Gorki"

Sul web
Sito Radici Records


Societò del Chiassobujo
"Jacopo Bordoni:
muratore, poeta, ribelle
"

Radici Music - 2010
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Sul Web

Tracklist

01 Casentino nell'antico e nel moderno
02 Agiatezza
03 Dopo aver letto alcuni libri di M.Gorki
04 Fata
05 Maggiolata
06 La sfida
07 Il fico di Buffon
08 Differenza d'idee
09 Ideale
10 Sopra un tumulo
11 Vendemmia
12 All'amico dello scolare
Questa è una bellissima storia. E sono contento di esserci incappato in un primo maggio di sole. Scartare un disco dalla plastica, inserirlo nel lettore e sentire dalle prime note che non è il solito prodotto. Poi iniziano le parole, il canto accorgersi che le parole che si snocciolano morbide non sono di oggi, non sono up-to-date (mano male!), ma hanno una patina di antico, una ingenuità di fondo che si di buono e di campagna e di sentimenti belli. Ma l'italiano è ricercato, per quanto antico, e peraltro si miscela a meraviglia con la musica che, a sua volta, sa di melodie già sentite, perché hanno le radici nella grande pianta della cultura popolare. E' il momento di fermarsi a guardare meglio con cosa abbiamo a che fare. Il titolo del disco sembra già un film di Lina Wertmuller: "Jacopo Bordoni: muratore, poeta, ribelle". Ma ancora meglio va con gli interpreti che è la Società del Chiassobujo. In copertina una foto antica e un signore dagli ampi baffoni che ci guarda con occhi attenti.

Quel signore è Jacopo Bordoni, vero poeta muratore, nato il 30 agosto 1860 e morto il 27 novembre 1936 a Poppi, nel Casentino, provincia di Arezzo. "Jacopo Bordoni è un muratore di Poppi: un muratore vero ed autentico; con le mani scabre; con la fronte arsiccia e con le palpebre e i baffi bianchi di calcina; il quale mantiene in vita sé e la sua famiglia coi trenta soldi della giornata e digiuna co' suoi se cazzuola stia inoperosa. Chi nasce a Poppi nasce poeta, così come chi non sia del tutto refrattario a farsi dominar dal paesaggio, andandoci lo diventa un pochino. E' Poppi il paese della ballata, dello stornello, della leggenda melanconica, le cui strofe nella sonnolente dolcezza delle cadenze si perdono tra i campi e le lame dell'Arno. Inp oche altre regioni d'Italia si è altrettanto sensitivi quanto in Casentino, ove una certa, tutta particolare arguzia, spesso pungente ed amara, si mischia alla tristezza tragica ed al languore della cantante anima del popolo". Così scrive Ersilio Bicci nella prefazione al libro "A colpi di martello" (1902).

E cosa succede ancora per arrivare al disco? Succede che Orlando Gelati, Orlandino per tutti, suocero di Piero Lanini, gli passa qualche anno fa i libri antichi del poeta muratore e, scrive Piero "quei testi immediatamente mi sono apparsi meravigliosi, attualissimi e con strutture meriche perfette per potere essere adattati a musiche popolari, fino a diventare canzoni".

Aggiungiamoci poi Massimo Giuntini, che tutti si ricordano per la lunga collaborazione (e militanza) coi Modena City Ramblers, che cura gli arrangiamenti e suona praticamente di tutti, altri sei musicisti che rispondono ai bellissimi nomi, così toscani, di Sole, Vieri, Simon, Edoardo, Leonardo e (il più normale) Mauro, aggiungiamoci la Comunità montana del Casentino che appoggia il progetto e Radici Music, sempre benemerita, che mette in pista il disco. Ed è così che noi ci troviamo per le mani una vera a propria chicca di canzoni popolari che, in parte sono state scritte adesso, in parte vengono dalla fine dell'Ottocento e in parte ancora più da lontano. Un viaggio nello spirito sano di un tempo che fu in un lugo che è. Ma che contemporanemente, mentre è, diventa anche una potenzialità: un luogo fatato e sospeso, un Macondo all'italiana, dove il miracolo è ancora possibile. E questo disco sa di miracolo.



I brani sono le poesie di Jacopo Bordoni, risistemate con la musica da Piero Lanini e messe in musica dallo stesso Piero, che cerca di restarsene stretto sul lato positivo della musica popolare della zona, appena macchiata dalle spezie irlandesi che Giuntini, con le sue inseparabili uileean pipes e i suoi tin whistle, portà automaticamente con sé. Sì, ogni tanto ci sono piccoli echi di alcune soluzioni armoniche già proposte dai Modena, ogni tanto i brani sembrano addirittura già sentiti, quasi cover di altri brani popolari. Ma è invece come accade con la country music che sono gli stilemi popolari che si somigliano l'un con l'altro: gli stornelli, le ballate. E aiuta il tutto la voce di Piero così tanto in parte e gli interventi strumentali, di pura musica acustica (sì, è vero, c'è una chitarra elettrica), così puntuali, precisi e delicati che ti danno una volta in più la sensazione che tra gli Appalachi e gli Appennini la distanza sia meno elevata di quanto possa sembrare.

Country music italiana, toscana fino al midollo, anzi Casentinese, come i testi tendono a ripetere, fino dalla prima canzone: "Il Casentino nell'antico e nel moderno" che è già un gioiello. Ma perché non parlare allora anche di "Dopo aver letto alcuni libri di M.Gorki" o di "La sfida" o ancora di "Differenze d'idea", che sono i primi brani che mi colpiscono? E perché mai trascurare gli altri? E' vero, ci sono frasi inattuali e a cui siamo ormai impreparati come : "O casseri muti e nerastri. Sfidanti le fiere procelle / O linee di svelti pilastri. Reggenti le bifore snelle" ... "Cantate la bruna signora. Che all'ampio verone affacciata / e al biondo fanciul che l'adora, Fa scendere la sciarpa dorata". E abbiamo poi un "provvido nume", "un capanno silvestre", "La cella del mesto romito", i "novelli orizzonti / ai turpi tripudi d'amore" e "la valle ridente" e tutto messo opportunamente in rima concatenata (ABAB), rigorosamente in novenari. Un insieme, ripeto, così fuori dal tempo da diventare improvvisamente carne, cibo, vino e aria d'ora. Un sogno da ripercorrere ad occhi aperti. E' vero che "Sopra a un tumulo" assomiglia moltissimo a "Ruccano" di Ambrogio Sparagna, ma è questione di linea d'aria: sono 387 km, ma tutti in quota sul dorso dell'Appennino.

Non ci piove: siamo nell'ambito di grandissima musica popolare, dove i meriti vanno divisi tra tante persone: la voce di Lanini, gli arrangiamenti di Giuntini, gli interventi strumentali puntuali di tutti gli altri, le musiche, ancora una volta di Lanini, ma soprattutto le liriche di Jacopo Bordoni, davvero muratore, davvero poeta e davvero ribelle: un socialista di quelli di altri tempi che permea di nobili ideali si suoi versi "Se potessi calmar coi versi miei / la fame dei bambini sventurati / notte e giorni, signor, ne infilerei / e verrebbero giù tutti limati" ("All'amico dello scolare") o "L'Evangelo che dice: "O genti altere / date il pane a chi implora sulla soglia / e colmate di vino il suo bicchiere / onde possa salvar l'ardente voglia" ("Vendemmia"). Oppure in "Differenze di idee" quando descrive l'inverno del ricco: "Il ricco dal letto si leva ed esclama / guardando pei vetri - Che bel panorama / qui dentro, alla studa, l'inverno è diletto E' pieno di immagini / è un quadro d'effetto". E il povero invece? "Il povero, dentro la fredda bicocca / con l'acqua gelata in fondo alla brocca / Esclama - Che triste nevata nel prato: / Che velo funereo, che inverno dannato! ... Se seguita questo tempaccio da cani / fischiante, bufante, che mangio domani?" Certo, versi ingenui forse, ma quanto veri!

Non lo troverete mai. Se aspettate che vi piova in mano non vi pioverà. Se lo aspettate su YouTube non ci sarà. L'unica è cercarselo, l'unica è meritarselo, perché un disco così non bisogna perderlo mai. Una della migliori opera di musica popolare che mi sia capitato di incontrare in quest'anno avventurato. Ed è davvero un segno del destino che l'opera di un poeta muratore, un poeta lavoratore, arrivi sul mio lettore proprio il giorno della festa del lavoro! Una bella storia.


Ultimo aggiornamento:01-05-2011