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Le BiELLE RECENSIONI
Cristiano De André: "De André canta De André - Vol.2"
Nel nome del padre ... e così sia
di Leon Ravasi
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Cristiano De André
De André canta De André - Vol.1

Cristiano De André
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Fabrizio De André
In direzione ostinata e contraria 2

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Canti randagi 2

Crediti:
Cristiano De André (chitarre, bouzouki, pianoforte, violino); Luciano Luisi (piano, tastiere e programmazione): Osvaldo Di Dio (chitarre);
Davide Pezzin( basso e contrabbasso); Davide Devito ( batteria)

Tutte le canzoni sono di Fabrizio De André
Produzione artistica:
Luciano Luisi e Cristiano De André
Arrangiamenti:Luciano Luisi
Produzione esecutiva:F.Raspanti per MT Opera&Blue's

Un progetto di Michele Torpedine
e Bruno Sconocchia

DVD
"NOTTURNO DELL'AMISTADE"
Registrato l'8 luglio 2010 al Castello Pallavicino di Varano De' Melegari (PR)
DISAMISTADE, FRANZISKA e VALZER PER UN AMORE. Con l’orchestra Vianiner Philharmoniker diretta da Giancarlo Guarino e il coro della Cappella Farnesiana diretto da Antonello Aleotti

Su Bielle
Ascolti: "Nella mia ora di libertà"
Intervista: "Le canzoni del padre"

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Cristiano De André
"De André canta De André - vol.2"

Mt Blues/Universal (2010) - (cd+dvd)
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Tracklist

01. Anime salve
02. Nella mia ora di libertà
03. Don Raffaè
04. Cose che dimentico
05. 'A Dumenega
06. Medley: Andrea, La cattiva strada, Un Giudice
07. La collina + Reprise
08. Creuza De Ma
09. Bocca di rosa
10. La canzone dell'amore perduto
Gli abbiamo fiducia quando ha fatto il primo disco della serie. "Se non canta lui le canzoni del padre, lui che ne è l'erede, quando lo stanno facendo tutti, compresi cani e porci, chi è che le deve cantare?". Possiamo anche dargli buona la seconda: "insomma le canzoni lasciate in eredità sono poco più di cento ... dai potrebbe cantarne ancora dieci!". Abbiamo storto un po' il naso perché in entrambi i casi la strenna è uscita esattamente sotto Natale (tutte e due le volte) e sotto Natale negli ultimi anni sono usciti i due cofanetti di "In direzione ostinata e contraria", il dvd col fil "Faber", il concerto del Carlo Felice, i due dischi dal vivo postumi di Fabrizio. Ora però basta. Con questo secondo disco delle canzoni del padre chiudiamo la serie e ricominciamo a considerare Cristiano De André come cantautore.

Tra il 2009 e il 2010, per circa due anni, Cristiano De André è andato in giro con un tour di concerti dedicato al padre che ha fatto oltre 500.000 spettatori con continui sold out. Dopo di ché ne è nato il buon disco dello scorso anno e, a cascata, disco e dvd di quest'anno, anch'esso, sotto tutti gli aspetti un prodotto di assoluta dignità. Cristiano De André canta bene, con una voce che, non solo a tratti, riecheggia quella del padre (cromosomi che non passano invano!), inoltre è un ottimo musicista e le canzoni ... beh, le canzoni ... se dobbiamo stare qui ancora a spiegare i meriti, i contenuti, i sottotesti, la musicalità delle canzoni di Fabrizio De André non finiremmo più. Basti dire che due brani di quelli compresi in questa raccolta risalgono agli anni '60 ("Bocca di rosa" è del 1967 e "Canzone dell'amore perduto" ancora precedente, del 1966), viaggiano ossia verso la boa dei 50 anni.

Non c'è un solo brano tra quelli proposti da Cristiano che non meriti di finire nella discografia ufficiale, tra i monumenti del settore. Non c'è, per intenderci, nessuna "Verdi pascoli" e nemmeno "Titti" o i faticosi esordi con "Nuvole barocche" ed "E fu la notte". "Anime salve", "Nella mia ora di libertà", "Don Raffae'""La collina". "Creuza de ma" e i due brani di cui sopra sono altrettante pietre miliari. Personalmente adoro "A Dumenega" che potrebbe anche essere ritenuto un brano minore (minore si fa per dire), mentre il medley è sempre un esercizio di stile, un po' fine a se stesso, ma comunque di classe. Infine "Cose che dimentico" è l'unico brano di Cristiano presente in questo album, che, ricordiamolo, è un live. E, sinceramente, è una canzone che ci sta bene anche in così illustre compagnia.



Se vogliamo invece esprimere una critica (e vogliamo) resta il fatto che la scaletta di questo, ma anche dell'altro album, è quanto meno casuale. Non c'è o non emerge alcuna logic anell'assemblaggio. Chessò: una sintonia per temi trattati o quantomeno una scansione cronologica dei brani (quella che avrei preferito) e non pare motivata la scaletta, nemmeno dalla consueta alternanza di un brano lento e uno "mosso", sempre che ci siano canzone "mosse" nel repertorio di De André.

Cristiano comunque riesce a restare sempre credibile, sia nei brani che ha già eseguito dal vivo a fianco al padre e che ha visto nascere in maniera più o meno diretta (ai tempi di "Anime salve" Cristiano era il principale partner musicale del padre), sia in quelle del passato remoto come "Bocca di rosa", che peraltro è proposta nella versione ormai divenuta storica delle Pfm e non nella forma di tarantella originaria. Forse lo stacco maggiore con la versione di Fabrizio si sente dentro "Nella mia ora di libertà", dove 'anima più rock di Cristiano arricchisce di chitarre roventi il pezzo, che, pur tuttavia ne guadagna in robustezza.

Prendendo l'insieme dei due dischi per valutare il corpus dell'opera (ecco un'idea di strenna anche per il prossimo Natale!) troviamo che Cristiano ha utilizzato tre brani da "Nuvole", "L'indiano" e "Anime salve", 2 da "Creuza", "Volume VIII", "Storia di un impiegato" e "Non al denaro non all'amore né al cielo", uno da "Rimini" e quattro dai primi 45 giri. Totalmente assente "La buona novella" che pure Cristiano ha suonato e orchestrato per il padre nei due ultimi dischi dal vivo, quelli postumi. Inoltre, rispetto al concerto dal vivo, al tour biennale insomma sono rimaste fuori "Oceano", "Amore che vieni, amore che vai" e "Zirichiltaggia". Delle tre esclusioni quella che colpisce è la prima "Oceano", visto che il tour era proprio stato lanciato dalla storia di questa canzone, inserita in "Volume VIII" e scritta da De Gregori, dedicandola proprio a Cristiano. Strana scelta escluderla. A meno che ... non funga da bonus per il cofanetto collettivo: Come dite? Penso male? Ma a pensare male spesso la si azzecca.

Finiamola qui. Sia noi con la recensione che Cristiano con le canzoni del padre. Un disco va bene, il secondo pure, un terzo sarebbe troppo.

"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno del male?". "Così son diventato mio padre / ucciso in un sogno precedente / il tribunale mi ha dato fiducia / assoluzione e delitto lo stesso movente".





Ultimo aggiornamento: 11-01-2011
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