Una Brigata
di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
Le
BiELLE RECENSIONI
Carlot-ta:
"Make me a picture of the sun" Quando il
trattino diventa un meno e gli agoni tonni di
Moka
Ascolti collegati
Patrizia Laquidara
Il canto dell'anguana
Naif Herin
E' tempo di raccolto
Giulia
Millanta
Dropping down
Susanna Parigi
La lingua segreta delle donne
Airin Il
regalo
Cristina Donà
Torno a casa a piedi
Tracklist
01
Make
me a picture of the sun
02
Sables
mouvants
03
Both
with thee
04
Fèroce
et ridicule
05
Ai
giochi addio
06
Chill
07
14th
august, a summer storm
08
Bleedin'
09
Pamphlet
Si
sa e si dice da un po. E un po' ce lo si aspetta. Che Carlot-ta
(bizzarria del trattino) sia una delle stelle emergenti della musica
d'autore italiana al femminile. Finalmente arriva il primo disco
(questo) e tutte le buone impressioni raccolte dal vivo, nelle decine
di festival in cui si è esibita vengono confermate. Il disco
è indubbiamente valido, ben strutturato, con armonie interessanti,
non scontate, canzoni costruite con sapienza, ampi spazi per la
musica e un uso interessante della voce. I testi sono costruiti,
tra l'altro, tenendo conto di poesie di Emily Dickinson, William
Shakespeare, William Blake e Charles Baudelaire, quando non sono
direttamente tratti da Jacques Prevert e Thomas Stearnes Eliot,
che è come dire il Gotha della Poesia, ma, vai a capire perché,
sono in inglese! Tranne Prevert e Baudelaire che con la nobile lingua
di Albione c'entrano come gli agoni in carpione con la cucina Mediterranea!
Un pesce di lago non sarà mai un tonno.
Porca miseria Carlot-ta (e se il trattino fosse un meno?
A me verrebbe voglia di affibbiarglielo) mi cadi sull'inglese? Come
una provinciale qualsiasi? Come un qualunque coglioncello convinto
che la nostra lingua non sia bella o musicale e chissà cosa
due secoli di canto lirico ci stanno a fare? No, mi dispiace: io
il 10 te lo assegno, perché te lo meriti, ma la lode no.
Almeno finché non ti metterai a cantare in italiano e a farmi
capire cosa stai dicendo. Posso darti fede che ci sia il meglio
della poesia di ogni epoca, ma come lo hai trattato? E chi lo sa?
I testi non sono nemmeno riportati nel cd. Perché comodo
sarebbe dire che, in fondo, hai rispettato la lingua originaria
delle poesie. Eh no, perché le poesie sono elaborate da te
e una canzone è proprio tutta tua. Peccato, perché
un esordio così, ma in italiano, sarebbe stato da Targa Tenco
immediata. La musica di Carlot-ta (qui torna a essere un trattino
e non un meno) è sghemba, obliqua: ricca di theremin, carillion,
accordion, viole, violini e violoncelli, più centinaia di
piccole percussioni. E' senz'altro memore di studi di musica contemporanea
(Satie?) e contemporanemente deve più che qualcosa a Nick
Drake. Una miscela più che suggestiva e il brano sei, "Chill",
è forse il più rappresentativo. Un solo titolo è
in italiano, il 5, "Ai giochi addio",
ma non fidatevi: il testo è in inglese (mai odiato tanto
una lingua quanto oggi!): è la musica che rimanda a una canzone
omonima di Nino Rota , suonata dai carillon (una delizia!). Un gusto
quasi caposselliano della musica, molto giocoso e a tratti anche
divertito, al termine del quale si avverte il piacere di fare musica..
E poi, proprio nel finale, la gradita sorpresa: la bonus track,
"Pamphlet", che, a dispetto
del titolo straniero, porta un testo in italiano, del tutto opera
di Carlot-ta. E questo varrebbe la lode di cui per ora ci eravamo
voluti privare. E' il pezzo più bello dell'album, ma rende
ancora più amaro il gusto di fiele di tutto l'inutile inglese
che abbiamo dovuto sorbirci. Un po' più di fiducia nei propri
mezzi e qualche maschera in meno. Ma questo resta comunque un'esordio
da non perdere!
Un consiglio? Massì correte a prendervelo questo cd dall'insopportabile
titolo inglese e poi mandate mail a Carlot-ta (toh, è tornato
ad essere un meno e non più un trattino) perché
desista da questa deriva. Per aver successo all'estero? Ma se
prima pensassimo alla nostra lingua (bellissima) e al suono e
al senso delle parole non sarebbe meglio?
Crediti:
Carlot-ta
(vocals, piano, rhodes, synths, theremin, acoustic guitar, beatbox,
carillons); Giulia Eletta Braschi (recorders); Sara Calvanelli
(accordion); Andrea Cortesi (violino); Glori Ferdinandi (violino);
Elga Ciancaleoni (viola); Ermanno Vallino (violoncello); Salvatore
Piediscalzi (violino); Patrizio Castiglia (violino); Elisa Floridia
(viola); Giacomo Gaudenzi (violoncello); Gianni Maestruzzi, Leonardo
Ramadori, Gianluca Saveri (Tetrakis Percussioni) (marimba, drums,
cymbals, wa-daiko, cajon, bird calls, wooden, metal and plastic
percussions); Tommy Bianchi (programming); Maurizio (additional
drums). Tutte le musice composte da Carlot-ta (eccetto 5: i carillos
suonano la melodia di Ai giochi addio, composta da Nino Rota,
Jan Brimhall, Eugene Walter). "Pamphlet", testo di Carlot-ta;
Sables mouvants and Chill, testi di Carlott-ta ispirati da Jacques
Prevert e Thomas Stearns Eliot. "14 august, a summer storm"
testo di Carlot-ta e Lorenzo Maria Colombo. Le altre liriche sono
prese a prestito dalle seguenti poesia: Make me a picture of the
sun di Emily Dickinson, Feroce et ridicule di Charles Baudelaire,
Both wih thee di William Shakespeare, Bleedin' di William Blake.
. Loro non lo sanno, ma sono sicura che avrebbero apprezzato.
Prodotto da Gianmaria Ciabattari. Arrangiato da Gianluca Cangemi.
Mixed by Tommy Bianchi and Gianmaria Ciabattari.Mastered by Tommy
Bianchi. Recording during the not-so-hot summer of 2010. Foto:
Emanuele Marchese. Artwork: Benedetta Ciabattari.