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Vaghe stelle
in mostra

Louise Brooks tra bacari e bar

Il toto-Leoni
di Louise Brooks

Veramente difficili i pronostici per questa 68esima edizione, la più bella di sicuro almeno degli ultimi dieci anni. A detta di tutti. Stasera, il mio vicino alla solita cena, un architetto che vive fra Venezia e Berlino, mi raccontava che un paio di sere fa era al ristorante, a Berlino appunto, e al tavolo di fianco c'era Christoph Waltz che, anche lui, magnificava la Mostra. Insomma s'è fatto centro, almeno una volta nella vita succede, anche nel cuore degli stranieri. Quanto agli italiani, persino i cinefili più rompiscatole e i grandi critici snob giravano sorridenti felici per il film appena visto. Praticamente un miracolo: non succede MAI.

Allora, i premi... I miei

Leone d'oro a Le idi di marzo, di George Clooney, mi ha dato piacere in ogni istante, per la sceeggiatura, i dialoghi, le luci, la geometria del racconto, l'umanità. E la recitazione. Una meraviglia, il puro piacere del cinema come dovrebbe sempre essere.


Leone d'argento. Shame, per la grinta vorticosa e aggiungerei una bella coppa Volpi al protagonista Michael Fassbender (bravo lì, ma grande anche nel ruolo di Jung nel film di Cronenberg) Premio alla sceneggiatura Carnage di Polanski, impeccabile teatro della crudeltà, senza neppure il soffio di una sbavatura. Perfetto Coppa Volpi femminile... L'interprete del film cinese? Kate Winslet per il complesso dell'opera? (qui con due film + il magnifico Mildred Peirce per la tv)

Premio opera prima L'ultimo terrestre

Ma non si possono dimenticare A dangerous method di Cronenberg, Poulet aux prunes della Satrapi (un qualche premio "artistico"), l'immane messa in scena (da tagliarsi le vene, ma non che l'arte possa sempre far ridere) del Faust di Sokurov, una qualche menzione al giapponese Himizu, vero, esasperante per i suoi venti minuti finali (non si chiude mai, come se il regista si pentisse sempre di qualcosa), ma talmente potente nel suo aver recuperato l'apocalisse dello tsunami (il film è stata girato prima della catastrofe e le riprese del terremoto sono state aggiunte poi, modificando in parte la storia). Ma anche l'attore nero del film inglese ispirato a Cime tempestose - Wuthering heights - è davvero bravo. Sarà duro il verdetto per la giuria: qualcuno rimarrà - ingiustamente - escluso. Mais c'est la vie!




Il Faust di Sokurov

Ho avuto la malaugurata idea di vedere "Tutta colpa della musica" di Ricky Tognazzi. Peggio della peggio sit-com di Canale 5!

Vince la sezione Controcampo "Scialla" Menzione al documentario "Black block". Il film vincitore è l'unico della sezione che Louise avesse citato


Il "Faust" di Sokurov si apre con il primissimo piano del pene di un uomo sifilitico. Quando la camera si allontana vediamo l'antro di un medico impegnato in un autopsia; di fianco a lui Faust che si interroga sul luogo dell'anima. Tutti e due, Faust e il medico con le mani che frugano nelle viscere del ventre squartato. E tutti e due che dicono sappiamo, manipoliamo, ragioniamo, cerchiamo, ma quella, l'anima non siamo riusciti a trovarla. L'angoscia delle prime riprese continua in un film cupo, dai colori smorti e seppiati e un'atmosfera affollata e claustrofobica, con gente sguaiata, sporca che mangia mentre fruga in corpi e cadaveri, in mezzo a spazzatura topi e ottusità. Il popolo che sciama come un branco di roditori sembra ignorare l'esistenza di qualcosa che vada a di là dei corpi. Il diavolo, un vecchiaccio sformato con niente davanti e un piccolo orrido pene a fare da coda accompagna Faust nella sua ricerca. Lì la vita vale poco e la morte ancora meno. Ma Faust era davvero quella roba lì? Sì, anche, certo, ma non con tutta quella sgradevolezza. Un brutto film? No, attori bravissimi tutto che funziona, ma non consiglierei davvero a nessuno di andarlo a vedere.


Un modesto documentario di 12' - l'ho appena visto - introduce stasera il Leon d'oro alla carriera per Masrco Bellocchio. "I pugni in tasca" è del 1965 e resta un gran bel film!

Killer Joe



Applausi liberatori dopo "Killer Joe". Noir perfetto. Un omicidio su commissione per incassare l'assicurazione. Ammazzata la madre. Il che alza la temperatura di una famiglia disfunzionale. Ma ci si mettono di mezzo anche inaspettati buoni sentimenti. Grandi autori, grande regia.

Nota trash: una donna, peraltro una stronza, umiliata, costretta a fare un pompino a una coscia di pollo fritto. Coraggiosi protagonisti del fattaccio Matthew McConaughey e Geena Gershon.

"Killer Joe" ha avuto anche una bella versione teatrale in Italia, con Francesco Montanari nel ruolo di Joe. Scena trash compresa. Se in passato la letteratura la faceva da padrona, quest'anno la predominanza del teatro è indiscussa.

Israeliano sembrava un rumeno, cinese noiso, ma c'è chi dice potrebbe avere un premio. Greco brutto. Domani voto Leone

L'ultimo terrestre



Carino "L'ultimo terrestre"! Gli alieni sbarcano sulla terra in un paesino toscano. Un uomo mite, infelice ne avrà la vita cambiata. I buoni non avranno nulla da temere, i cattivi sì. Riassunto che impoverisce un'opera prima garbata e surreale, tratta da un fumetto. Bello, molto bello e interessante lo sguardo di uno che non ha mai fatto cinema. Pieno di idee delicate, molto molto originale. Film col cuore.


Dio è troppo impegnato per occuparsi delle paludi del Texas, dove anche gli indiani che ci eranos tati confinati nell'ottocento sono diventati cannibali. Non può che uscirne del male. Cupa vicenda di serial killer: una madre incapace di amare una figlia. Ma dal letame a volte nascono i fiori. Ana Canaan Mann, figlia di Michael Mann che le ha prodotto questo suo primo film sa raccotnare paure. Ma aggiunge di suo una pietas molto femminile. I poliziotti pregano davanti ai cadaveri e non conoscono il cinismo.

Ana Canaan Mann costringeva i suoi autori a passare il sabato all'obitorio per entrare nei personaggi.


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Vaghe stelle in mostra: il primo giorno
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Un paio di video: "Killer Joe "


"L'ultimo terrestre "


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