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NEWS aprile 2010

I Tetes de bois escono con "Goodbike"

In circolazione dal 27 aprile per i tipi di "Ala Bianca"
Album interamente dedicato alla bicicletta e alle sue storie

dedicato al Tour de France - alle stranianti radiocronache di quattro inviati di lusso quali Claudio Ferretti, storica voce della radio, Marco Pastonesi della Gazzetta dello Sport, Alessandra De Stefano di Rai Sport e Maurizio Crosetti di Repubblica.

L’undicesima traccia, Goodbike Extra, è un documento giornalistico, quasi un trattato di sociologia della bicicletta reso attraverso le testimonianze preziose e diverse dell’antropologo Marc Augè (doppiato in simultanea da Marino Sinibaldi), dell’astrofisica Margherita Hack, del mitico ct Alfredo Martini e Chris Carlsson, l’ispiratore dei Critical Mass (tradotto da Silvia Baraldini e doppiato in simultanea da Paolo Lombardi, la voce di Alfred Hitchcock).
E persino il booklet del cd (firmato dalla sigla “unatandemartalicio” che nasconde Marta Dal Prato e Licio Esposito, ormai storico staff visivo dei Têtes de Bois) offre la sorpresa di un ospite con una sezione di vignette di Sergio Staino, che è stato compagno di Andrea Satta come inviato per l’Unità al Giro e al Tour dello scorso anno.

Insomma, una dichiarazione d’amore lunga sessantatrè minuti, un disco intero di canzoni, colori, voci e passioni. Goodbike!


19/04 - Uscirà il 27 aprile per Ala Bianca Records, con distribuzione Warner, “Goodbike” dei Tetes de Bois, un disco interamente dedicato alla bicicletta che contiene 11 brani, radiocronache e prezione testimonianze. La bici dei Têtes de Bois è un universo a tutto tondo, una lettura del presente, una dedica esclusiva. Un disco che minaccia di piacere non solo a tutti noi ciclisti della domenica, ma che per noi diventerà un piccolo mantra.

I Têtes amano e inseguono la bicicletta da sempre, sin dall’inizio delle propria avventura musicale – dai concerti fatti sulle bici dei panettieri - e, prima ancora, dall’infanzia, da quando il Giro d’Italia si ascoltava sulla radio sistemata sul tavolo di formica verde perché la tv era rotta.

Goodbike è il frutto di un lungo e approfondito percorso di indagine artistica, passato attraverso un reading musicale, uno spettacolo teatrale, un romanzo sulla bicicletta (I Riciclisti, Ediciclo) firmato dal cantante Andrea Satta - che è stato anche inviato al Tour de France e al Giro d’Italia per due quotidiani nazionali - l’ideazione di un festival e naturalmente l’esplorazione della realtà e dei luoghi che ruotano intorno alla realtà della bicicletta, in tutte le sue sfumature e declinazioni possibili.



Goodbike non è solo la corsa, ma un’economia possibile e sostenibile, un modo di guardare le cose, di aggirarsi nel tessuto urbano, di amare. La bicicletta ha la velocità del cervello, attraversa il mondo, l’assorbe e mette in memoria. La bicicletta è moderna e antica. La bicicletta è sole e acqua, profumo e puzza, sudore e ghiaccio, amore e addio, lavoro e vacanza. E’ rumore di catena, fruscio nell’aria, grida di folla, gracchio di radio. La bicicletta è bambini che imparano ad andare senza rotelle a caccia di un altro equilibrio dopo quello dei passi.

Goodbike contiene 11 tracce dal ritmo adatto al pedale, dieci canzoni (tra cui sei inediti) più un tributo extra, divise tra l’epica del ciclismo (“Alfonsina e la bici”, “Le bal des cols”, “Coppi”, “La canzone del ciclista”), l’esplorazione e l’impegno sociale (“Noi siamo il traffico”, “Corrosivo acido”, “La bicitrombetta”), la dimensione infantile del gioco (“Dai”) e l’amore (“La bicicletta”, “Mia cara Miss”).

Secondo la cifra ormai consolidata del gruppo nelle tracce e tra le tracce sbucano amici e compagni di viaggio ospiti: dal rap di Militant A degli Assalti Frontali nella traccia di apertura del disco “Alfonsina e la bici”, alla voce del giovane Karisa Kahindi, cantante e attore keniota, all'Orchestra delle donne del 41° Parallelo, che scorre sotto l'intervista ad Alfredo Martini nell'arrangiamento dei Têtes della “Bartali” di Paolo Conte, al megafono del giornalista Gianni Mura, che firma anche il testo di “Le bal des cols” - ovviamente

"Pace e male"

Avvince e convince

Uno dei dischi più belli dell’estate 2004. Non è immune da pecche questo “Pace e male” che però si porta dietro un bel titolo e un carico di idee degne di riempire 5 o 6 cd. I Tetes de Bois hanno dallo loro parte una buona capacità di scegliere le “compagnie giuste” e un ufficio marketing molto efficace. Nel senso di una grande capacità ideativa culturale che fa sì che le loro scelte non siano mai casuali, ma che procedano per progetti e che questi progetti abbiano sempre una dignità e un interesse che non possono lasciare indifferenti. “Pace e male” segue a due anni di distanza quel “Leo Ferré, l’amore e la rivolta” che tanto ha dato al gruppo romano (il Premio Tenco, il Premio “l’Isola che non c’era”, la partecipazione al Mantova Musica Festival, 4.000 copie vendute in Francia e 18 mila in Italia e un’altra manciata di conoscenze giuste).

Quando si parla di conoscenze si intende citare le persone che hanno collaborato al disco: una piccola pletora di nomi di qualità, quando si parla di progetti culturali si intende invece la capacità di scegliersi fonti di ispirazione elevate. E anche per questo disco la lista è lunga. Se poi ci aggiungiamo anche come ghost track “La canzone del ciclista” e ci si ricorda di dedicarla a Fabio Casartelli, ex campione olimpico di ciclismo, morto in corsa al Tour de France ecco che il quadro si completa. (segue)


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