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Tetes de bois escono con "Goodbike" |
| In circolazione dal 27
aprile per i tipi di "Ala Bianca"
Album interamente dedicato alla bicicletta e alle sue storie
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| dedicato al Tour de France
- alle stranianti radiocronache di quattro inviati di
lusso quali Claudio Ferretti, storica voce della radio,
Marco Pastonesi della Gazzetta dello Sport, Alessandra
De Stefano di Rai Sport e Maurizio Crosetti di Repubblica.
L’undicesima traccia, Goodbike Extra, è
un documento giornalistico, quasi un trattato di sociologia
della bicicletta reso attraverso le testimonianze preziose
e diverse dell’antropologo Marc Augè (doppiato
in simultanea da Marino Sinibaldi), dell’astrofisica
Margherita Hack, del mitico ct Alfredo Martini e Chris
Carlsson, l’ispiratore dei Critical Mass (tradotto
da Silvia Baraldini e doppiato in simultanea da Paolo
Lombardi, la voce di Alfred Hitchcock).
E persino il booklet del cd (firmato dalla sigla “unatandemartalicio”
che nasconde Marta Dal Prato e Licio Esposito, ormai
storico staff visivo dei Têtes de Bois) offre
la sorpresa di un ospite con una sezione di vignette
di Sergio Staino, che è stato compagno di Andrea
Satta come inviato per l’Unità al Giro
e al Tour dello scorso anno.
Insomma, una dichiarazione d’amore lunga sessantatrè
minuti, un disco intero di canzoni, colori, voci e passioni.
Goodbike!
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19/04 - Uscirà il 27 aprile per Ala Bianca
Records, con distribuzione Warner, “Goodbike”
dei Tetes de Bois, un disco interamente dedicato alla bicicletta
che contiene 11 brani, radiocronache e prezione testimonianze.
La bici dei Têtes de Bois è un universo a tutto
tondo, una lettura del presente, una dedica esclusiva. Un
disco che minaccia di piacere non solo a tutti noi ciclisti
della domenica, ma che per noi diventerà un piccolo
mantra.
I Têtes amano e inseguono la bicicletta da
sempre, sin dall’inizio delle propria avventura musicale
– dai concerti fatti sulle bici dei panettieri - e,
prima ancora, dall’infanzia, da quando il Giro d’Italia
si ascoltava sulla radio sistemata sul tavolo di formica
verde perché la tv era rotta.
Goodbike è il frutto di un lungo e approfondito percorso
di indagine artistica, passato attraverso un reading musicale,
uno spettacolo teatrale, un romanzo sulla bicicletta (I
Riciclisti, Ediciclo) firmato dal cantante Andrea Satta
- che è stato anche inviato al Tour de France e al
Giro d’Italia per due quotidiani nazionali - l’ideazione
di un festival e naturalmente l’esplorazione della
realtà e dei luoghi che ruotano intorno alla realtà
della bicicletta, in tutte le sue sfumature e declinazioni
possibili.
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Goodbike non è solo la corsa, ma un’economia possibile
e sostenibile, un modo di guardare le cose, di aggirarsi nel
tessuto urbano, di amare. La bicicletta ha la velocità
del cervello, attraversa il mondo, l’assorbe e mette in
memoria. La bicicletta è moderna e antica. La bicicletta
è sole e acqua, profumo e puzza, sudore e ghiaccio, amore
e addio, lavoro e vacanza. E’ rumore di catena, fruscio
nell’aria, grida di folla, gracchio di radio. La bicicletta
è bambini che imparano ad andare senza rotelle a caccia
di un altro equilibrio dopo quello dei passi.
Goodbike contiene 11 tracce dal ritmo adatto al pedale, dieci
canzoni (tra cui sei inediti) più un tributo extra, divise
tra l’epica del ciclismo (“Alfonsina e la bici”,
“Le bal des cols”, “Coppi”, “La
canzone del ciclista”), l’esplorazione e l’impegno
sociale (“Noi siamo il traffico”, “Corrosivo
acido”, “La bicitrombetta”), la dimensione
infantile del gioco (“Dai”) e l’amore (“La
bicicletta”, “Mia cara Miss”).
Secondo la cifra ormai consolidata del gruppo nelle tracce e
tra le tracce sbucano amici e compagni di viaggio ospiti: dal
rap di Militant A degli Assalti Frontali nella traccia di apertura
del disco “Alfonsina e la bici”, alla voce del giovane
Karisa Kahindi, cantante e attore keniota, all'Orchestra delle
donne del 41° Parallelo, che scorre sotto l'intervista ad
Alfredo Martini nell'arrangiamento dei Têtes della “Bartali”
di Paolo Conte, al megafono del giornalista Gianni Mura, che
firma anche il testo di “Le bal des cols” - ovviamente
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Avvince
e convince
Uno
dei dischi più belli dell’estate 2004. Non è
immune da pecche questo “Pace e male” che però
si porta dietro un bel titolo e un carico di idee degne di riempire
5 o 6 cd. I Tetes de Bois hanno dallo loro parte una buona capacità
di scegliere le “compagnie giuste” e un ufficio marketing
molto efficace. Nel senso di una grande capacità ideativa
culturale che fa sì che le loro scelte non siano mai casuali,
ma che procedano per progetti e che questi progetti abbiano sempre
una dignità e un interesse che non possono lasciare indifferenti.
“Pace e male” segue a due anni di distanza quel “Leo
Ferré, l’amore e la rivolta” che tanto ha dato
al gruppo romano (il Premio Tenco, il Premio “l’Isola
che non c’era”, la partecipazione al Mantova Musica
Festival, 4.000 copie vendute in Francia e 18 mila in Italia e un’altra
manciata di conoscenze giuste).
Quando si parla di conoscenze si intende citare le persone che
hanno collaborato al disco: una piccola pletora di nomi di qualità,
quando si parla di progetti culturali si intende invece la capacità
di scegliersi fonti di ispirazione elevate. E anche per questo disco
la lista è lunga. Se poi ci aggiungiamo anche come ghost
track “La canzone del ciclista” e ci si ricorda di dedicarla
a Fabio Casartelli, ex campione olimpico di ciclismo, morto in corsa
al Tour de France ecco che il quadro si completa. (segue)
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