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NEWS Marzo 2010

Shel Shapiro: "Io sono immortale"

Un autobiografia dai tempi della swinging London
fino a quattro decenni d'Italia: cronaca di una rockstar

La foto di copertina rimanda alla trasgressione propria del rock, ma è anche un’ulteriore dimostrazione dell’autoironia di quest’uomo: lo spirito ribelle e provocatorio che si può avere a 15 o 20 anni, è ancora più ribelle – sorprendentemente, e più divertente a 66 anni. Inoltre, l’immagine di Shel (quasi) nudo, è concreta e metaforica al tempo stesso: nel libro infatti si mette letteralmente a nudo, raccontando sogni, sentimenti, speranze, emozioni, gioie e dolori della sua vita.

Shel Shapiro, anima e voce degli indimenticabili Rokes, è tornato prepotentemente alla ribalta dello spettacolo in Italia in questi ultimi anni come icona culturale, musicale ed intellettuale di “quegli anni lì”. Ma non solo. Shel è la dimostrazione che l’età non è un limite alla creatività “in tutti i sensi”, e continua infatti a cimentarsi con esperienze sempre nuove: si diverte girare con il concerto live “Acoustic Circus” divenuto un vero e proprio cult; con Edmondo Berselli ha scritto (e interpretato) lo spettacolo teatrale musicale “Sarà una bella società”; con Moni Ovadia è attualmente protagonista di “Shylock – il mercante di Venezia in prova”, ispirato all’opera di Shakespeare; infine è tra i protagonisti della nuova serie di “Capri 3” su Rai 1, interpretando il magnetico principe indiano Rajiv.


30/03 - Si intitola “Io sono immortale” il primo libro di Shel Shapiro pubblicato il 23 marzo da Mondadori:

“ […] Il che ci riporta a oggi. È la pioggia che va? Ritornerà il sereno? […] Oggi mi sembra impossibile non andare avanti a sognare. Uno potrebbe dirmi: “Hai sessantasei anni Shel, che cazzo sogni a fare?” Sì ho sessantasei anni. Ma se uno mi chiedesse: “Che cosa vuoi ancora dalla vita?”, gli risponderei: “Vorrei fare la rockstar”. “Sei scemo?” potrebbe a quel punto domandarmi la persona che mi sta interrogando. “Sì, sono scemo” […] Potrei tingermi i capelli, come fanno tanti, ma mi prenderei per il culo da solo…”

Tra le pagine di “Io sono immortale”, Shel racconta con un sorprendente senso della storia e con accattivante ironia la sua vita, che è la vita di una generazione: dal grigiore della Londra del dopoguerra, ai primi approcci con il rock’n’roll, alla magia degli anni ’60 con il loro carico di splendore e contraddizioni. Mentre l’incubo del nucleare lascia il posto all’inferno del Vietnam, mentre Bob Dylan annuncia in America il tempo nuovo e una moltitudine di ragazzi urla “peace and love” nel fango di Woodstock, per Shel nascono e muoiono amori, amicizie e anche qualche sogno.


In mezzo a tutto questo la Swinging London, la nebbia, il freddo di Amburgo tra il porto e la strada delle puttane, a suonare dieci ore di fila negli stessi locali dove si esibivano anche i Beatles. E poi l’Italia vista da Milano – quando i taxi erano la Seicento multipla – e da Roma, quella di Fellini e della Dolce vita, un Belpaese ancora in bianco e nero e bigotto, dove per una sconfitta a Sanremo ci si poteva anche giocare la carriera. E ancora il Piper, il successo, il divismo, il sesso, il “tutto”…

Ma tra le righe di questo libro, non c’è spazio solo per la memoria: c’è l’idea di futuro, ci sono sogni e progetti ancora da realizzare, c’è quell’energia vitale e creativa che rende Shel “immortale”. Non un semplice racconto della vita di una rockstar quindi, ma le parole di un uomo e di un artista che ha ancora molto da dire.

“[…] Per fortuna l’incoscienza sopravvive ancora […] Nulla è cambiato dunque, salvo aver perso l’innocenza. La cosa terribile è che anche i ragazzi, oggi, superati i cinque anni d’età, perdono l’innocenza. Sono in buona compagnia, dunque…”

"Acoustic circus "

Rock tra musica e storia

Imponente, abbronzato, capelli lunghi color cenere raccolti in una coda di cavallo e orecchino. Un pirata. Un pirata che ti guarda dritto negli occhi e ti parla con quel suo accento inglese strascicato che non ha perso – o non ha voluto perdere – nemmeno dopo 40 anni di Italia e che non perderà mai. Shel, il mitico leader degli altrettanto mitici Rokes – la band che cantava della ribellione giovanile contro il mondo degli adulti e che fu uno degli idoli dell’Italia anni ‘60 – è tornato. Ed è tornato con un disco live – il suo primo - con 15 canzoni vecchie e nuove, sue e non sue, per ripercorrere in un’operazione che sa più di ritorno che di nostalgia le trace di un viaggio che ha fatto sognare una generazione.

Il cd può essere anche acquistato assieme al libro “Storie sogni e rock ‘n roll” di Edmondo Berselli (edizioni Promomusic, euro 22,90) è stato registrato al Teatro comunale di Modena e propone in veste acustica alcuni vecchi successi (Che colpa abbiamo noi, È la pioggia che va, C’è una strana espressione nei tuoi occhi, Bisogna saper perdere) e nuove canzoni tra le quali si nascondono piacevoli sorprese.Così, dopo Quante volte, scritta a quattro mani con Mia Martini, ecco la cover di Dylan Master of War che nella traduzione italiana di Rudy Assuntino diventa L’uomo che sa. (segue)


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