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NEWS Marzo 2010

Pooh: esce il dvd, ma non entra ancora
un nuovo batterista al posto di D'Orazio

Dal vivo i tre Pooh rimasti saranno affiancati anche da un chitarrista e un tastierista. In preparazione un nuovo album

"E poi, qualunque nuovo elemento - conclude Dodi - non sarebbe mai uno dei Pooh, legati da quarant’anni di equilibri e alchimie".
In realtà, non solo i Pooh non lasciano, anzi raddoppiano. Se uno se ne è andato, altri tre musicisti sono in arrivo: oltre al batterista, unico nuovo elemento che entrerà in sala di registrazione, anche un tastierista e un chitarrista per gli appuntamenti live. Non è però la nostra nuova formazione – precisano – ma una compagine con cui parlare di musica in un progetto specifico che prevede oltre l’album, un tour anticipato da 5 date di cui, già decise, il 27 e il 30 novembre a Roma e Milano.
Non fanno che ribadire la loro indipendenza i tre. Non solo dalla Warner, che li aveva gestiti fin’ora, ma soprattutto nella musica che, ponendosi a metà strada tra il rock e il pop sinfonico degli inizi, non accetterà di rispettare i canoni radiofonici dell’airplay: "Vogliamo fare quello che ci piace – afferma Facchinetti – fuori dai soliti schemi della musica pop. I brani saranno liberi di durare anche 6-7 minuti, sulla scia di Parsifal che ne durava 11".
"Non abbiamo il fisico per andare in pensione" dice ancora Roby. I fans possono stare tranquilli: potranno passare con loro ancora molte notti insieme


di Alessandra Comotto

04/03 - Per i Pooh il tre è ormai il numero perfetto, almeno per questo 2010 (la somma delle cui cifre, ci fanno loro notare, è guarda caso tre).
Chi si fosse affezionato all’idea di vederli in quattro potrà farlo solo attraverso le immagini di “Ancora una notte insieme – L’ultimo concerto”, il doppio dvd distribuito da Artist First, che celebra una carriera artistica che ha visto insieme per quarant’anni Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Red Canzian, fino all’ultimo concerto del 30 settembre 2009 a Milano.

Una data che se da un lato segna la dipartita artistica del batterista storico Stefano D’Orazio, dall’altro vuole coincidere con una rinascita dei Pooh ed un nuovo corso della loro storia. "Dal 30 settembre – racconta Red Canzian - ci siamo messi a scrivere ininterrottamente. Ne sono già usciti una quarantina di brani, per quello che forse sarà l’album più bello dei Pooh, perché quello di un amore ritrovato per la musica".



L’intenzione che guida questa svolta verso l’album di inediti in uscita ad ottobre, spiega ancora il bassista, è quella di dare più attenzione alla musica e meno ai Pooh per quello che solitamente ci si aspetta da loro, e rivalutarsi in primo luogo come musicisti. "Stiamo tornando al mood delle origini, con lo spirito della band. Ma per far questo rimaniamo in tre. Non c’è alcuna speranza di sapere ora il nome del nuovo batterista, ma non si tratterebbe di una strategia di gioco a carte coperte. "C’è una rosa di nomi da cui dobbiamo ancora scegliere – spiega Dodi Battaglia - Siamo ai semifinalisti. Si tratta comunque di una scelta a livello internazionale. In ogni caso, se non vogliamo dire il nome è perché non vogliamo che la nostra svolta si risolva in esso.

"Beat re-generation"

Ma che colpa abbiamo noi?
Bisogna averne voglia. Per essere sulle scene da 40 anni ininterrottamente e rimettersi in discussione, prendendo il passato, nemmeno il proprio, e facendone una rilettura, non filologica, ma attuale. Ed è proprio quello che i Pooh hanno fatto con “Beat ReGeneration”. Se Fabrizio De André sentendo le sue canzoni arrangiate dalla Pfm disse: «Ecco, hanno messo la minigonna», questi classici del beat italiano rivisitati dai Pooh si può dire che abbiano messo i muscoli.
L’inizio infatti è chitarre elettriche sguainate, batteria e basso che pompano, e le note inconfondibili di “È la pioggia che va” dei Rokes che riempiono l’aria. “Eppur mi son scordato di te” della Formula Tre viene rivoltata come un calzino: parte “a capella” e prosegue con gli archi. Robusta “La casa del sole” dei Bisonti, scelta come primo singolo e delicati gli intarsi di chitarra acustica che Dodi Battaglia ricama sul corpo di “Nel cuore e nell’anima” dell’Equipe 84. Non è un’operazione nostalgia. Sono canzoni di ieri con la musica di oggi. Rigenerate. (segue)


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