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NEWS Febbraio 2010

Fabrizio fa settanta (e Roma lo celebra)

Il 18 febbraio 1940 nasceva a Pegli Fabrizio De André
In piazza De André a Roma un murales con le sue canzoni

Sempre in tema di famiglia De André e di ricorrenze le agenzie ci ricordano che "Cristiano De André è di nuovo in tour con ''De André canta de André'': un progetto iniziato come tournèe estiva in ricordo di Fabrizio nel decimo anniversario dalla sua scomparsa e sfociato il doppio album live (cd + dvd) ''De André canta De André''. Dopo Torino, Gemona (Ud), Lumezzane (Bs) e Padova, questa sera il tuor sarà Bologna, al Paladozza, in una data che di certo non passerà inosservata agli occhi dei fan di Faber: il 18 febbraio, giorno in cui Fabrizio De André avrebbe compiuto 70 anni. Una ricorrenza questa che verra' ricordata anche domenica 21 febbraio in uno special di ''Che tempo che fa'', la trasmissione condotta da Fabio Fazio su Rai 3, a cui prendera' parte anche Cristiano". Rispetto al progetto iniziale il tour, ''De Andre' canta De Andre''' 2010 sara' arricchito di nuove date e alcune novità, in un ricordo senza tempo di un padre e di un poeta che ha lasciato la sua impronta indelebile sulla storia della canzone italiana. In attesa di potersi dedicare ad un proprio album. Come poi ci ha ricordato Cristiano in una recente intervista, l'album "De André canta De André" avrà una seconda uscita dopo l'estate, dedicata a tutte le canzoni che non hanno trovato spazio nel primo volume. Successivamente Cristiano inizierà a lavorare al proprio disco di inediti. Per Natale uscirà invece il film sul progetto, con la regia di Daniele Pignatelli.

18/02 - Che ci manca lo abbiamo detto e scritto così tante volte che ormai non ci resterebbe che cantarlo. Fabrizio De André se ne è andato l'11 gennaio di 11 anni fa, ma oggi (e c'é sempre chi se lo ricorda, basti dare un'occhiata a Facebook) compirebbe 70 anni, un età in cui si è troppo vecchi per lavorare, ma non per scrivere canzoni o fare musica.
Il debutto di Fabrizio De André nel mondo musicale risale al 1960/61 quando uscì un 45 giri, presto dimenticato e dimenticabile, contenente "Nuvole barocche" e, sul lato B, "E fu la notte": due tentativi di imitare Domenico Modugno non ben riusciti (e uscite successivamente solo all'interno del cd antologico "Il Viaggio", ristampa del periodo Karim, uscito nel 1991. Nel 1961 esce il primi 45 giri degno di nota che porta sul lato A "La ballata del Miché" e sul lato B "La ballata dell'eroe". Seguirono nel 1963 "Il fannullone", "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers", scritta con Paolo Villaggio, e "Il testamento". Del 1964 sono "La guerra di Piero" e "La canzone di Marinella" e poi via via per altre 100 canzoni, fino alla "Smisurata preghiera" che, nel 1996, chiude "Anime salve" e la straordinaria carriera di Fabrizio De André.




Tre anni dopo la sua morte il municipio XV alla Magliana a Roma ha dedicato a lui una piazza, poi un premio e adesso anche i murales, ispirati alle sue canzoni dipinti sul muro che delimita l´area giochi per bambini. A realizzarli sono stati cinque giovani romani tra i 22 e i 34 anni - Alessandra Carloni, Stefania Eucalipti, Maria Chiara Orsini, Francesco D´Alessandro, Alessandro Morino - scelti con un concorso. I murales sono ispirati a Geordie, La città vecchia, Volta la carta, Bocca di Rosa, Il suonatore Jones, Le acciughe fanno il pallone e ne manca ancora uno su "La guerra di Piero".

"De André canta De André"

Nel nome del padre
Ascoltando il disco tratto dal tour di Cristiano De André, mi è venuto questo pensiero. Ho pensato che se il destino non fosse stato cinico e baro portandoci via Fabrizio troppo presto, sarebbe potuto tranquillamente accadere che fosse lui stesso a cantare queste canzoni con questi nuovi arrangiamenti, magari proprio insieme a Cristiano. Probabilmente avrebbe fatto un po’ di resistenza, all’inizio, come era capitato quando la Pfm gli aveva proposto il tour e gli arrangiamenti che poi sarebbero passati alla storia (“picchiate troppo forte”, aveva detto all’inizio a Di Ciccio & C), ma poi avrebbe accettato e si sarebbe divertito a vestire con nuovi abiti le sue canzoni, a rinverdirle con arrangiamenti più rock e meno etnici, avrebbe accettato la sfida di mettere ancora una volta alla prova la vitalità del suo canzoniere, lasciando, per un giro, spazio all’anima rock di Cristiano.
Ecco, mi sono immaginato questa cosa, che è come dire che il disco mi è piaciuto, quindi. Il disco è in effetti una degna rappresentazione del tour, di quel passaggio “ereditario” che ha rappresentato. Su questo ho già detto al tempo del concerto e non mi dilungo oltre Basti aggiungere che mi pare l’ideale coronamento di un’operazione impegnativa per Cristiano, finalmente riconciliato con l’ombra del padre. Un disco importante dunque dal punto di vista emotivo, con il portato di vissuto che si porta dentro, ma anche da quello musicale, con un coraggioso esperimento sul fronte degli arrangiamenti, che almeno in tre quattro casi porta a risultati eccellenti.
(segue)


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