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NEWS Gennaio 2010

Francesco De Gregori e Lucio Dalla

Work in progress. Vox Nonantola(Mo), 22/01/2010
A 30 anni di distanza dallo storico tour "Banana Republic"

A grande richiesta i protagonisti della serata tornano subito sul palco con un inedito: “Non basta saper cantare”(si parla con insistenza anche di un disco a quattro mani) che ad un primo ascolto sembra davvero all’altezza dei capitoli migliori dei due. Infine Il clima da tetè à tetè spinge verso un ultimo bis (nonostante Dalla improvvisi un siparietto sforzandosi di spiegare al pubblico che non ci sono proprio altri pezzi pronti): “4 marzo 1943” proposta in stile “Buskers”, De Gregori chitarra felpa e cappuccio e Dalla alla tastiera. Forse, altre due, tre canzoni in questa falsariga non sarebbero davvero guastate anche a costo di esecuzioni non perfette, visto che probabilmente sono proprio gli episodi che il pubblico di aficionados che stipava il locale ha più voglia di portarsi a casa. Dopo un’ora e venti in totale la porta dell’immaginaria sala prove si chiude tra gli applausi e la consapevolezza di aver assistito ad una serata davvero unica, con i due protagonisti apparsi davvero ispirati, pronti ad impreziosire il repertorio dell’altro e felici di rimettersi in gioco e di percorrere un nuovo pezzo di strada insieme; ne è la prova la rinnovata intesa e la voglia di condividere palcoscenico e pezzi che sono stati tutti interpretati da entrambi. Ottimo l’apporto della band, già buona inoltre è sembrata l’intesa tra i musicisti lato De Gregori (Arianti, Valle e Guglielminetti) e lato Dalla(Iscra Menarini, Coppini, Dei Lazzaretti, Mariani, Alemanno e Colaprisca). Dall’improvvisata conferenza stampa del piano di sopra sono giunte voci di date in sequenza agli Arcimboldi di Milano e al Gran Teatro di Roma nel mese di Maggio. E poi speriamo che ritornino i grandi spazi all’aperto e che siano sere d’estate; i due di Banana Repubblic sono più in forma che mai (si, più bravi e soprattutto più amalgamati a livello di mondi creativi rispetto all’esperienza passata) e sarebbe davvero un peccato fermarsi qui.

di Luca Bartolini
22/01 - Lucio Dalla e Francesco De Gregori finalmente di nuovo sullo stesso palco per una data ufficiale a 30 anni dallo storico tour “Banana Repubblic”; il 2010 appena iniziato ha regalato un evento atteso davvero da tantissimo tempo . E’ vero, c’era stato il capodanno 1997 ad Assisi, un’intensa “Santa Lucia” cantata insieme lo scorso 24 giugno durante la rievocazione della battaglia di Solferino ed una breve apparizione a Benevento qualche giorno, però erano sembrate occasioni estemporanee non la ripresa di un progetto. Invece una “vera” data insieme che oltretutto si chiama: “work in progress” sembra proprio suggerire l’idea della preparazione di un nuovo tour,al quale magari, potrebbero fare nuovamente da cornice le atmosfere all’aperto.

Proprio le date del 1979 avevano restituito la musica ai grandi spazi e pubblici degli stadi, una boccata d’aria fresca dopo i tristi anni ’70 delle contestazioni ai cantautori che avevano visto lo stesso De Gregori protagonista di uno degli episodi più assurdi al Palalido di Milano nel 1977. Ieri sera però la cornice scelta è stata quella del Vox di Nonantola la sua atmosfera intima e i suoi 1500 spettatori, accorsi da tutta Italia, accalcati ed anche un po’(eufemismo) accaldati! L’atmosfera che si respira a pochi minuti dall’inizio però è quella del grande evento tra giornalisti noti, politici (Bobo Craxi e Franceschini) e altri colleghi venuti a sbirciare i maestri (Ligabue, Antonacci, Carboni).



Alle 9 in punto fanno il loro ingresso De Gregori con berretto grigio e felpa con cappuccio blu e Dalla con un gessato avana a righe scure sopra una polo. Il primo all’armonica, il secondo al clarinetto attaccano una strumentale “Over The Rainbow” e l’attesa si scioglie in applausi convinti e anche un po’emozionati. L’apertura quasi doverosa è per “Dove vanno i marinai”, manca però “Cosa sarà” e molte altre canzoni del tour del 1979; insomma non ci siamo trovati di fronte ad uno scontato e triste revival se qualcuno avesse avuto dei dubbi a riguardo. La scaletta anzi è tutt’altro che prevedibile, il secondo brano è del repertorio di Dalla che si siede alla tastiera(accompagnandosi anche con un rasoio elettrico) e De Gregori che intona i primi versi di “Tutta la vita”(uno degli episodi più felici del già citato capodanno ad Assisi). Segue “I Matti” canzoni tra le più struggenti del repertorio ”de gregoriano” ma non certo tra le più conosciute al grande pubblico. Con l’andare dei minuti sembra davvero di essere piovuti per caso in una sala prove che ieri sera si è aperta al pubblico per mostrare un cantiere aperto che da moltissimo tempo gli appassionati della canzone d’autore avevano voglia riaprisse. “Canzone”,è accolta da un boato, “Anna e Marco” emoziona con un De Gregori davvero superlativo, “L’agnello di Dio” è arrangiata come negli ultimi tour con la sostanziale aggiunta di Dalla al sax pronto a graffiare magistralmente sugli atti d’accusa del testo e pronto ad ammorbidire la preghiera laica dell’inciso. Poi è la volta dell’unico pezzo che tutti erano sicuri sarebbe stato suonato: “Santa Lucia” che il bolognese introduce confessando nuovamente l’invidia per non averla scritta lui. “L’anno che verrà”, una vibrante “I muscoli del capitano” (con gli accordi del canto popolare “Il tragico naufragio della nave Sirio” che ne costituiscono il “telaio” musicale) che virano nel verso il coro di“Que sera sera” a testimoniare un’intesa e una voglia di scherzare ritrovata tra i due.“Com’è profondo il mare” è forse l’episodio più intenso di tutto il set con De Gregori che quando si cimenta con canzoni altrui si conferma sempre più anche un grande interprete; “Buonanotte Fiorellino” è presentata nella ormai usuale veste rock, “Viva l’Italia” e “Piazza Grande” chiudono poi l’ora di prova aperta.

Banana Republic

Un disco, un'epoca

"Banana Republic" è stato qualcosa in più di un semplice disco (rigorosamente in vinile, allora l'epoca era quella). Nel 1979 il cd era di là da venire, ma i concerti dal vivo no. era assai più raro che questi concerti finissero registrati e uscissero poi in formato album e in questo campo, anche in questo campo, "Banana Repubblic" è stato un precursore. Era anche la prima volta in cui due cantanti famosi e di successo decidevano di fare un tour assieme e questo tour trasformavano in un'occasione per cantare insieme, per scrivere nuove canzoni, per allevare un talentino come Ron (che a tutti gli effetti era il terzo del duo e che ha preso spunto dall'occasione per scrivere, traducendo benissimo in italiano Jackson Browne, "Una città per cantare"), per produrre un disco e un film e per lasciare una traccia di sé, destinata a non essere dimenticata. A quanto pare nemmeno da loro stesso. La formazione prevedeva Lucio Dalla: (voce, sax, clarinetto, piano elettrico); Francesco De Gregori (voce, chitarra acustica); Ron (pianoforte, chitarra acustica, cori); Giovanni Pezzoli (batteria); Franco Di Stefano( batteria); Marco Nanni (basso); Ricky Portera (chitarra elettrica); George Sims (chitarra elettrica); Gaetano Curreri (piano elettrico, organo, synth); Fabio Liberatori (minimoog, fender rhodes). La scaletta provedeva due inediti come "Banana republic" (traduzione di Francesco De Gregori da un pezzo del cantante country Steve Goodman) e "Ma come fanno i marinai" di Dalla/De Gregori, più "Gelato al limon" di Paolo Conte, non ancora ai vertici delle classifiche, "Bufalo Bill, "Quattro cani"" e "Santa Lucia" di De Gregori, "Piazza Grande", "4/3/1943" e "La canzone di Orlando" di Lucio Dalla e un "Addio a Napoli", poco più che un accenno a due voci a un classico della canzone napoletana.

Imperdibile? Forse sì. I due non cantano molto assieme (De Gregori canta i suoi pezzi e Lucio Dalla i suoi e fa i cori in "Quattro cani", ma quello che finisce su disco è solo un piccolo pezzo della tournée che li ha tenuti impegnati per tutta l'estate del 1978. Peraltro De Gregori aveva appena fatto "Generale" e Lucio Dalla "L'anno che verrà", ma in "Banana Republic" ovviamente non ce n'è traccia. Resta un documento. E ora pare che non resterà solo.


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