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Le BiELLE RECENSIONI
Peppe Voltarelli: "Distratto ma però"
Leggero ma però … ricco
di Fabio Antonelli


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Crediti:
Peppe Voltarelli: voce, fisarmonica (4, 8, 9), chitarra elettrica (6), tamburo (9)
Am Finaz: basso (1, 2, 3, 4, 10), chitarra elettrica (1, 2, 3, 4, 6, 7,10, 11), mandolino (1, 2, 6, 9, 10), keyboards (1, 2, 4, 8, 11), chitarra classica (3, 4, 8, 9), guitar (3, 6, 10, 11), sinth (3, 6, 9, 10, 11), chitarra slide (4), violoncello (6), organo (10)
Raffaele Brancati: sax soprano (1, 6, 7, 8, 11), sax tenore (1), sax baritono (1), clarinetto (6, 11)
Roy Paci: tromba e filicorno soprano (1, 7)
Bandaò: percussioni (1)
Alessandro Guasconi: loops (1, 2, 3, 4, 9)
Tony Pizza, Luigi Dion, Rota Aiello: voci (1)
Sergio Cammariere: pianoforte (5)
Luca Necciari: contrabbasso (6, 7, 11)
Gianni Cerone: scatole di cartone e grancassa (7) batteria (11)

Testi: Peppe Voltarelli (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11), Bruni (1)
Musiche: Peppe Voltarelli (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11), Bruni (1), Finazzo (1, 4, 8, 9, 10, 11)
Produzione artistica e arrangiamenti: Am Finaz , Peppe Voltarelli tranne (5) arrangiata da Sergio Cammariere
Produzione esecutiva: KomArt srl
Masterrzzato al Reference Studio di Roma da Fabrizio de Carolis

Tracklist

01. italiani superstar
02. ciao come stai
03. leggero leggero
04. aria
05. l'anima è vulata
06. scendo
07. turismo in quantità
08. distratto ma però
09. la luna ride
10. come faccio con te
11. sollevato





Ci sono vini complessi e strutturati che per essere apprezzati devono essere decantati, necessitano di tempo per liberare profumi e sviluppare sentori altrimenti nascosti, ci sono invece vini di pronta beva godibilissimi da subito ma per questo non meno appetibili, anzi.

Se questo "Distratto ma però", primo disco da solista di Peppe Voltarelli (ex voce dei Parto delle Nuvole Pesanti), fosse un vino apparterrebbe senza dubbio a questa seconda categoria, perché si lascia gustare sin dal primo ascolto, per ritrovarti immediatamente a canticchiare qualche ritornello. E' il caso ad esempio di "Italiani superstar" accattivante brano d'apertura, piacevolissimo, introdotto dai fiati di Roy Paci in veste di ospite. Occorre però fare attenzione, perché come certi vinelli leggeri ti frega, e il rischio è di trovarsi a riascoltarlo all'infinito. Il tema è d'attualità, visto che si parla di immigrazione; in questo caso quella degli italiani migrati in passato in America "al di la del mare tra bugie di verità bruciano d'america", quindi un diverso punto di vista, direi ribaltato, di un problema però sempre presente.

Altrettanto piacevole è "Ciao come stai" che parla con ironia della bellezza dell'amicizia "un'altra scusa per potersi dire ancora per potersi dire ancora ciao come stai bene te".

Leggera fin dal titolo "Leggero leggero" è la successiva canzone, leggera ma non banale: ecco un esempio "che fatica correre a cercare il sole quando il sole il sole non c'è / il sole dov'è / il mare fa la schiuma con il vento / rosso sul tuo viso è un tradimento / passi sulla sabbia da seguire che di certo io non seguirò".

In dialetto calabrese è "Aria". Il titolo sembra ancora suggerire leggerezza, impalpabilità, l'atmosfera è decisamente mediterranea, l'andamento un po' sghembo ma con sonorità molto calde e piacevoli.

Ancora in dialetto è "L'anima è vulata", scelta dal regista Mimmo Calopresti per la colonna sonora del suo film "L'abbuffata". Il registro qui è totalmente diverso, siamo alla presenza di una splendida e romantica canzone d'amore realizzata dalla sola voce graffiante, quella di Peppe assieme al pianoforte, questa volta molto ispirato, di Sergio Cammariere, che ne ha curato anche l'arrangiamento.

Con "Scendo" si torna all'uso dell'italiano e dell'accompagnamento degli altri strumentisti, il tempo è un 4/4 sospeso tra rumba e beguine, molto sinuoso grazie a percussioni e guitar e con richiami alla tradizione dati dal mandolino. Si tratta di una storia d'amore presumibilmente finita "scendo per la strada a recitare / il ritmo il suo segreto è una risata / rido bene lo so / è un complimento un alibi / ah quante cose che ti direi / ah quante cose che ti farei / sono cose così / ancora per illuderci".

"Turismo in quantità" è sospeso in perfetto equilibrio tra ritmo e melodia, ma adattissimo alla diffusione radiofonica. Anche qui non lasciamoci deviare dall'immediatezza del brano, in realtà è un desiderio mai esaudito di innovazione e sviluppo per sud d'Italia, ma è applicabile ad ogni sud del mondo "Turisti a volontà / sviluppo ed onestà dignità autoricambi colazioni bibite panini matrimoni cerimonie cresime gioielli tagli di capelli sale da ballo curve parcheggi bombole di gas / turismo in quantità / sviluppo e civiltà / turisti a volontà / mah" e quel mah finale la dice lunga.

La title track "Distratto ma però" è un tango un po' anomalo, una canzone d'amore, un amore fatto di dedizione totale "sei la vita mia e non ti lascerò / ovunque tu sarai sei mia / camminerò distratto ma però / dovunque te ne andrai ti prenderò / qualsiasi cosa tu farai io la farò / dovunque tu sarai io ci sarò".

"La luna ride" è un tuffo nel passato, una poetica tarantella cantata con uno stile che ricorda Modugno in "Cosa sono le nuvole" colonna sonora dell'omonimo film di Pier Paolo Pasolini "La luna ride dei nostri mali ancora giorni di festa legati a un filo di colore la vita insieme nelle luci della sera senza rispettare il tempo a un passo di felicità ballando".

L'organo fa di "Come faccio con te" una "canzone a manovella" da cantare per le strade per sbandierare ai quattro venti la propria solitudine "studiare come fare per ritrovare il posto / parcheggiare dove cia siamo conosciuti / dove ci siamo innamorati / dove ci siamo divorati".

Chiude "Sollevato", titolo evocativo ancora una volta di leggerezza, all'insegna di quell'amore che è motore del mondo "sera dopo sera tienimi le mani / tu che cambi faccia che trasformi questa vita così nera / passeggiamo ed ammiriamo le bellezze / camminando scivoliamo / sulle scale delicatamente / come piace a te / ottimo per sentirsi vivi".

In definitiva un esordio solistico convincente per Peppe Voltarelli che, grazie anche al contributo notevole di Finaz della Bandabardò negli arrangiamenti, ha saputo creare un disco di facile ascolto ma ricco di poesia, di ironia e di rispetto delle proprie tradizioni. Tanto di cappello dunque!

Peppe Voltarelli
"Distratto ma però"

Alabianca-KomArt Label / Venus 2007
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Sul web
Sito ufficiale
Voltarelli su MySpace

Ultimo aggiornamento: 23-05-2010
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