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Le BiELLE RECENSIONI
Paola Turci: "Giorni di rose"
Sette ritratti dell'amore al femminile (e una Lunaspina)
di Lucia Carenini


Ascolti collegati


Nada
Le mie canzoncine

Carmen Consoli

Elettra

Paola Turci
Attraversami il cuore

Marina Rei
Musa


Naif Herin
Flou immigration


Grazia Verasani
Sotto un cielo blu diluvio

Crediti:
Paola Turci (voce, chtarra acustica, cori); Carmen Consoli (chitarre acustiche);
Alessandro Canini (batteria, percussioni; chitarra elettrica e acustiche, virtual strings, basso, mandolino, banjo, mandola, vibrafono, rhodes, pianoforte, piccola orchestra virtuale, additional sound, minimoog, moog Taurus II);
Fabio Pignatelli (basso);
Marina Rei (batteria cori);
Fiorella Mannoia (voce);
Marco Rinalduzzi (chitarre acustiche);
Massimo Calabrese (basso);
Naif Hèrin (voce, cori);
Francesco Valente (chitarre acustiche);
Pierpaolo Ranieri (contrabbasso);
Niccolò Fabi (chitarra acustica)

Prodotto da Francesco Barbaro
Produzione artistica di Alessandro Canini e Paola Turci
Arrangiato, registrato e mixato da Alessandro Canini al Martina's Studio (Anzio RM)
Masterizzatoda Fabrizio de Carolis al Reference Mastering Studio (Roma)
Martina's Studio Manager Giampiero Sparagna
Assistente di studio: Angelo Maiozzi
Foto di Pax Paloscia
Progetto grafico www.molokplus.it

Tracklist

Cd
01. Danza intorno al sole
02. Il cielo sopra di noi
03. Lunaspina
04. Cuore distratto
05. Tours le jours
06. Goccia
07. Odiarti e amarti così
08. Giorni di rose





Dopo “attraversami il cuore” (primo capitolo del progetto discografico della cantautrice romana articolato sulla pubblicazione di tre album), è uscito “Giorni di rose” il secondo capitolo della trilogia, questa volta interamente declinato al femminile. Paola smette per un attimo i panni della cantautrice e indossa quelli dell’interprete (che peraltro sa portare con innata grazia ed eleganza - pensate alla sua versione di “Tu non dici mai niente” di Leo Ferré), cantando sette inediti scritte da Carmen Consoli, Nada, Ginevra Di Marco, Marina Rei, Grazia Verasani, Naif Herin, Chiara Civello cui si aggiunge una cover di Lunaspina (unico brano scritto da un uomo e in qualche modo si sente) eseguita in duetto con Fiorella Mannoia.

Un vero e proprio concept di canzone al femminile, e questo lo diciamo senza voler fare né delle distinzioni di genere né delle ghettizzazioni, ma semplicemente perché, proprio come tra uomo e donna ci sono delle differenze fisiche, anche nel modo di porgere le proprie emozioni il mondo femminile si differenzia da quello maschile.

Ma veniamo all’album: tema l’amore. Sono sette sfaccettature dell’anima viste da sette angolazioni diverse e tenute insieme dal collante marca Turci, che le avvolge nelle maglie della sua voce e per un qualche processo di osmosi le compenetra. Canzoni non sue che diventano sue pur mantenendo le caratteristiche intrinseche e il marchio di fabbrica delle loro autrici. Un po’ come la Trinità sono canzoni “une e bine”, se è concesso il termine. Come abbia fatto non si sa. Questione di fede, probabilmente.

I suoni sono omogenei, acustici e delicati, a partire dall’apertura, Danza intorno al sole una quasi filastrocca a doppia firma Nada-Carmen Consoli, scritta a quattro mani dopo Amiche per l'Abruzzo, che delle due cantantesse rivela il lato meno aspro e che spiega come un amore, per crescere e fiorire rivelando tutti i suoi colori, abbia bisogno di cure, di manutenzione e di dolcezza Dolce per l'occasione anche la chitarra acustica di Carmen Consoli, una delle ospiti di prestigio del cd.

Cambio di atmosfera nel secondo pezzo firmato Marina Rei. Il cielo sopra di noiParla dell'insostituibilità della persona amata,” ha dichiarato Paola in un’intervista - del bisogno di essere abbracciate. Parla di amore sentimentale per un uomo, è il canto del desiderio per un uomo come isola irraggiungibile, come posto più bello del mondo”. La stessa Marina Rei, altra ospite del disco, sottolinea la canzone con batteria e cori.

Lunaspina è l’unico brano non originale del disco. Paola canta in duetto con Fiorella Mannoia un brano maschile declinato al femminile. La differenza si sente: ascoltare per credere. La canzone non era un compito non facile dal momento che il brano di Ivano Fossati era stato per così dire cucito addosso alla Mannoia, ma Paola canta in una tonalità più alta del suo solito per staccare meglio le parti e il risultato è inedito ed elegante.

Chiara Civello forse è l’artista meno nota del gruppo, o meglio è più nota tra il pubblico dei jazzisti che in quello della canzone d’autore. La cantante romana vive infatti ormai da molti anni a New York, dove è abbastanza conosciuta e incide per la Verve Records, etichetta-monumento della discografia jazz americana e casa discografica di personaggi del calibro di Charlie Parker, Duke Ellington, Billie Holiday ed Ella Fitzgerald, tanto per fare qualche nome. Il suo pezzo Cuore distratto viaggia sul tema dell’illusione. Illusione di essere amata, illusione che una storia duri per sempre o che diventi quella in cui si costruisce un progetto insieme. Illusione che ognuna di noi ha avuto e che troppo spesso ci si racconta che no, ma ci si ricade e ci si ricade ancora.

Dall’amore-illusione all’amore quasi-materno. Naif Hèrin è giovane e le sue canzoni hanno molto di internazionale. Valdostana bilingue, in Tous les jours duetta con Paola nelle parti in francese di una canzone-mantra dedicata a un figlio non ancora nato, alle speranze in lui riposte e all’augurio per la sua vita. Poi, subito dopo, una virata stretta. Goccia, la seconda canzone composta da Naif è molto più “leggera” e tira fuori la sua ironia scanzonata su una ritmica post-anni ’60 da da pop d’autore di gran classe.

Odiarti e amarti così, il pezzo di Grazia Verasani, spalanca le porte a tutta un’altra atmosfera. Odi et amo è un tema noto sin dai tempi di Catullo. L’amore che gioca e l’amore che ferisce, l’amore che assalta e di cui non si sa/può fare a meno. L’amore da cui si cerca di difendersi, perché si sa in anticipo che prima o poi ci farà male, ma al quale non si sa/può resistere.

Giorni di rose, la title track che conclude il disco porta la firma di Ginevra di Marco e, in tema con la sua autrice introduce profumi di spezie e un’atmosfera elettro-world e si chiude con un urlo e una speranza: “Seguirò il tuo passo/e salirò con te/la fine mai arriverà/domani saremo liberi”.

Per quanto riguarda la parte musicale, oltre alle notazioni inserite qui e là, occorre dire che Paola ha raccolto attorno a sè una pletora di musicisti. Colonna portante l'asso piglia tutto Alessandro Canini, l'intessitiore della trama musicale che suona tutto il suonabile e costruisce una solida base su cui si stagliano il contrabbasso di Pierpaolo Ranieri, il basso di Fabio Pignatelli, le splendide chitarra di Niccolò Fabi e Carmen Consoli e la già nominata batteria di Marina Rei.

E mentre ci godiamo i Giorni di Rose, non ci resta che attendere il “Mondo che vorrei”, che racconterà la libertà di espressione e di pensiero, per completare la trilogia della cantautrice romana

Paola Turci
"Giorni di rose"

Otrlive/Universal - 27/04/2010
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Sito ufficiale di Paola Turci

Ultimo aggiornamento: 14-05-2010
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