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Le BiELLE RECENSIONI
Sulutumana: "... La storia cominciò"
Le favole che accorciano le distanze
di Silvano Rubino


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Crediti:
Testi: Gian Battista Galli,
Giuseppe Adducci
Muscihe: Nadir Giori, Francesco Andreotti, Gian Battista Galli, Giuseppe Adducci
Musicisti:
Andrea Aloisi: violino
Francesco Andreotti: pianoforte, tastiere
Marco Castiglioni: batteria
Samuel Elazar Cereghini: percussioni, batteria
Angelo Galli: Flauto traverso, cori
Gian Battista Galli: voce, disarmonica
Nadir Giori: contrabbasso, basso elettrico Synth soundù
Simone Mauri: clarini
Beppe Pini: chitarre
Produzione escutiva: Società artistica La Corda
Produzione artiscita: Sulutumana, Giuseppe Adducci (Teatro Gruppo popolare)
Illustrazioni e grafica, Elisa Cesari
Resgistrato e mixato a Canzo (Co) gennaio aprile 2010 da Nadir Giori
Mastering: HJKL Audio Como




Tracklist
01. La storia cominciò
02. Il bambino e Comparuccio
03. Le nozze di Pollicino
04. Gira volta pagina
05. Il processo alla Giubiana
06. Topo curioso
07. Il cuore della madre
08. Nato senza camicia
09. Qua per di Qua
10. Giricò
11. Dove non si muore mai
12. Arriva la banda




Ci sono dei momenti nella vita in cui a uno viene la tentazione di buttarla in favola. Di ritrovare un po’ di incanto, di fantasia, di leggerezza, di magia. Di filastrocche e rime, streghe, orchi e lupi cattivi, fate, principesse, re e regine, anatroccoli e topolini. Capita di avere voglia di fiaba, di quel mondo incantato che è stato per tutti il primo incontro con il racconto. Capita di ritrovarla, magari grazie alla presenza di un pargoletto che gira per casa e ti costringe ad avere a che fare con quel mondo incantato. Capita. E se capita, meglio avere sottomano gli strumenti giusti. Un libro di Gianni Rodari, di Esopo o dei Fratelli Grimm, Le mille e una notte... O un disco come “...La storia cominciò”, ultima fatica dei Sulutumana.

Che ridurre semplicemente a un disco di canzoni per bambini sarebbe oltreché semplicistico, ingiusto. È un’operazione culturale raffinata e accurata (dai Sulutumana c’era da aspettarselo, è vero, ma non si sa mai..). Lo si capisce già scorrendo il libretto (utilizzabile anche come un piccolo “gioco dell’oca”) e vedendo le fonti da cui sono state tratte le fiabe messe in musica e versi dal gruppo con la collaborazione di Giuseppe Adducci, animatore del Teatro Gruppo Popolare e ormai da qualche anno compagno di strada del gruppo: nella maggioranza arrivano dalle Fiabe italiane di Italo Calvino, con l’aggiunta di tre di classici (Hansel e Gretel e I musicanti di Brema dei Fratelli Grimm, che diventano “Gira volta pagina” e “Arriva la banda”, Il brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen in “Qua per di qua”), di una tradizione locale brianzola (“Il processo alla giubiana”), di una favola persiana (“Il cuore della madre”) e di una dei nativi americani (“Topo curioso”).

Lo spiega bene Giambattista Galli nell’intervista: il progetto, nato nell’ambito dei laboratori scolastici che da anni costituiscono una seconda gamba dell’attività musicale dei Sulutumana (e che sono sfociati in altri due dischi, “Il Lago di Como 7+” e “Ciao piccolo principe”), realizzato e prodotto per intero all’interno dell’officina artigianale del gruppo, è cresciuto in corso d’opera, trasformandosi in qualcosa di più di un sopporto su cd di quell’attività, diventando un disco “a tutto tondo” dei Sulutumana, un’altra tappa nel percorso, niente affatto una deviazione. Un disco di canzoni, in cui le canzoni sono favole. E non c’è nulla di male. Anzi.

Il bello della fiaba sta nella sua universalità, nel suo raccontare il bello e il brutto della vita tramite il filtro dell’incanto. Per dirla con Italo Calvino “le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna”.

E nelle storie scelte dai Sulutumana per questo disco c’è proprio questa varia casistica di cui parla Calvino: c’è la felicità e la morte, c’è la debolezza e c’è la forza, c’è il buono e il cattivo, c’è la scoperta del mondo e le sue insidie.

Il risultato è un disco che può parlare a tutte el fasce di età. Godibile, allegro ed emozionante, di (appunto) calviniana leggerezza, quindi facile ma non banale, mai. Che insegue la semplicità senza facili effetti, sia nei testi che nelle musiche. Che parla ai bambini senza guardarli dall’alto in basso, senza fuggire anche i contenuti più difficili, magari anche drammatici e violenti (che Cappuccetto Rosso sarebbe senza Lupo Cattivo?), senza usare un linguaggio fintamente infantile, senza ricorrere a marcette o giri melodici stucchevoli stile Zecchino D’Oro sul fronte musicale.
L’equilibrio tra facilità di ascolto e qualità, tra semplicità e spessore è un costante rovello di chi fa (bene) canzoni (lo spiega Giambattista nell’intervista). Ma nel caso di chi fa canzoni per bambini il rovello dev’essere ancora più acuto, se l’obiettivo è arrivare ai bambini e contemporaneamente piacere agli adulti. “...La storia cominciò” è, in questo senso, un disco perfettamente in equilibrio.

Frutto di quel sapiente lavoro artigianale, collettivo, da bottega con tante teste e tanti mani che ormai da anni caratterizza i Sulutumana e che ne costitusce un po’ la cifra. Un lavoro che si inserisce a pieno titolo nella nobile (e oggi un po’ negletta) tradizione della canzone d’autore in versione per ragazzi, quella che passa per il Quartetto Cetra, Sergio Endrigo, Bruno Lauzi.

Ben scritto, ben suonato, ben arrangiato, ben interpretato da Giambattista Galli (che fa qualcosa di più di cantare, scandisce, recita, racconta). L’ideale da mettere in auto durante uno spostamento vacanziero, con i bambini sui sedili posteriori. Passerà pochissimo tempo prima che vi sorprendiate a canticchiare. Perché la fiaba annulla le distanze, come dice la serva al re nella canzone che apre il disco: «Ma prima di partire/ a raccontar la storia/ la serva disse sire/ voi fatemi un favore / scendete da quel trono /venite qui vicino /e fatevi bambino/ che per sentirla bene / a vostra altezza, tocca/ di scender giù in basso / e mettere l’orecchio / accanto alla mia bocca / C’era una volta un re...»

Sulutumana
"... La storia cominciò"

Società artistica La Corda/Venus - 2010
Nei negozi di dischi, Sul sito www.sulutumana.net, ai concerti

Sul web
Sito ufficiale
MySpace

Ultimo aggiornamento: 28-06-2010
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