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Le BiELLE RECENSIONI
Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451: "Piragna"
Sarà anche reggae da dopolavoro, ma soddisfa
di Leon Ravasi


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Crediti:

Sir Oliver Skardy - voce e chitarre

Fahrenheit 451:
Christian "Chris" Enzo - batteria
Tonibassi - basso
Roberto "Sciubert" Pettenello - tastiere e voce
Andrea "Andyman" Manzo - chitarra e voce
Alessandro "Baby" Numa - sax e voce
Francesco "Frankie" Rizzo - tromba
Davide "La Birba" Costantini - trombone
Fabio "El Pope" Zambelli - percussioni

Tutti i testi sono disponibili su www.almamusic.it/skardy.htm
oppure www.skardy.it

Testi: Skardy
Musiche: Skardy, Pettenello, Manzo, Morelli, Duse. Tranne "Destra-Sinistra" di Gaber-Luporini

Edizioni musicali: Ossigeno Srl eccetto traccia 13 Edizioni Curci Srl

Prodotto da Fahrenheit 451 e Luciano “Fricchetti” Trevisan

Registrato da Toni Morelli e Roberto Pettenello presso "Studio Forfaituan" (Venezia)
Mixato da Paolo Baldini presso “Alambic Conspiracy Studio” (Pordenone) www.alambicconspiracy.com
Masterizzato da Bebo Best Baldan presso “Exit Studio” (Venezia) www.bebobestmusic.com
eccetto “Destra Sinistra”
Registrato, mixato e masterizzato da Giovanni Boscariol presso “Mosaico” (Venezia)

Copertina di Vauro Senesi
Fotografie di Umberto Grizzo www.grizzophotos.com
Grafica Patrizia Capizzi

Tracklist

01. Reggae da dopolavoro
02. Viagra
03. Mr. bim bum bam
04. Di gei
05. Ipocriti lend
06. Cammina cammina
07. Fame un spritz
08. Magna magna
09. Povero ricco
10. L'onorevole
11. Pentito
12. Radio zapping
13. Destra sinistra
14. Mr. bim bum bam
(alambic conspiracy dub version)





E' tornato e ci fa un gran piacere! Sir Oliver Skardy, al secolo Gaetano Scardicchio, bidello veneziano di vecchia razza ha portato ancora il suo reggae da dopolavoro da noi. Se "Na bruta banda" è stato un disco epocale e i Pitura Freska una band seminale, la carriera solistica di Skardy non ha seguito gli stessi ritmi. "Il grande bidello" del 2004 non ha rinnovato i fasti dei lavori di gruppo e successivamente non c'è stato niente se non qualche singolo, già assieme ai Fahrenheit 451, ma dopo tre anni di totale silenzio. Adesso, in pieno 2010 questo ritorno, questo salto indietro nel tempo. Skardy non è cambiato. qualche anno in più (ma è sempre sembrato con "qualche anno in più", anche se ha da poco compiuto 50 anni) ma grinta immutata e un pacchetto di buone canzoni.

Intendiamoci, niente di trascendentale, se si vuole ritenere "non trascendentale" passare 59' in compagnia di 14 brani tutti ben fatti, bel cantati, ritmati, prodotti e pensati. Una sola cover: "Destra sinistra" di Giorgio Gaber e Sandro Luporini (non uno dei brani più illuminati di Gaber), che però Skardy riesce miracolosamente a migliorare, fino a farne qualcosa di ascoltabile, pur nel suo qualunquismo immarcescibile di fondo. Forse è quel tono ironico che porta nella voce che invita a non prendere tutto sul serio, forse i suoni comunque reggaeggianti dei Fahrenheit 451 (che non fanno rimpiangere i Pitura Freska), forse un mix di tutto quanto sopra, ma anche "Destra Sinistra" riesce ascoltabile

Per il resto si passa da un brano piacevole all'altro, senza pericolo di perdersi. Le coordinate sono sempre quelle: reggae, ska e raggamuffin piacevole, d'annata, in salsa veneziana e tante canzoni da canticchiare allegramente, senza mai perdere di vista il significato. “Dato che il piragna è un pesce furbetto – afferma Skardy – non si poteva far altro che associarlo ai nostri politici. Il nostro governo è cannibale nei confronti della democrazia e dei cittadini. Ci siamo affidati a Vauro (per il disegno di copertina - NdR) perché è un maestro delle vignette e perché ci è sembrato il più adatto a interpretare questo tema, dal nostro punto di vista. Siamo perfettamente contenti. Basta guardare i pesci e si riconoscono i politici di oggi.

Partiamo con un manifesto programmatico: "Reggae da dopolavoro". "Ecco el novo disco, daghe 'na scoltada / ti lo ga fato ti eora xe 'na bueada ... O quante belle figlie avrebbe Briatore / se al posto del pilota faceva il pastore / Anna Falki no meteva l'aneo / se Stefano Ricucci faceva il bideo / Berlusconi non sarebbe magnate / sarebbe dove merita a pelar patate" e così via di amenità non gratuite, fino al prefinale "no soporto el marchio su la schiena / la vita dei gaìne me fa pena / l'etichetta messa dosso me da i nervi / no stago coi paroni né coi servi". E' un reggae da dopolavoro, ma molto meglio di tante cose più seriose.

Più buffa invece è "Viagra", a partire dall'incipit: "No te tira più, bibidi bobidi bu / no te tira più / ci vuole la pastiglia blu". Un sorriso, ma sempre con un fondo amaro. "Mr. Bim Bum Bam" invece è più seria, quasi moralista: "Boom de baby band, baby gang, baby dance / serial killer apre klub per tutti i so fans / luci , sipario, veleni e torture / gioco al massacro, emozioni sicure". Storia di ordinario malcostume, dove quelli che dominano sono sempre i valori sbagliati. "Di gei", così come si pronuncia, è uno dei brani migliori del disco: "Tu bambino, là distante / dimmi, che farai da grande? Una scelta assai importante / San Precario all'orizzonte / sior maestro farò i schei / ho un futuro da Di Gei". tra critica di costume e amara situazione lavorativa: "ma se a gente no gha schei / non sparate sul Di Gei". Tutto da cantare in coro con Skardy.

"Ipocriti land" ha un titolo che parla da solo e poi si spiega ancora meglio quando dice "La fortuna ha i posti prenotati / i privilegi vanno ai privilegiati". Che ricorda un po' la celebre frase di Brecht: «Cos'è rapinare una banca a paragone del fondare una banca?» ("L'opera da tre soldi"). "Di gran classe salutarsi con ild ito medio / in netto calo l'eros, al top l'omicidio". "Cammina cammina" invece parte citando "The lion sleeps tonight" ma se se ne distacca presto: "Io cammino, sì, è meglio camminare / senza una strada, una meta dove andare / Io cammino sì è meglio camminare / un passo e grido, mi devo liberare". Chicca.

"Fame un spritz" è il singolo elettivo, "ricordo di una “venezianità” di un tempo che ormai non c’è più", dice Skardy. "Costava poco un spritz ai nosri tempi / desso xe un lusso per fighetti dementi". Ti si inchioda al cervello, quasi quanto ti lega uno spritz. Poco da segnalare su "Magna magna", più carina "Povero ricco" e un'altra chicca "L'onorevole". "Pentito" e "Radio zapping" chiudono il disco leggermente in calando, prima della bella "Destra sinistra" mutuata da Gaber, di cui abbiamo già parlato e della consueta radio edit "Mr. Bim Bum Bam (alambic Conspiracy Dub Version)".

Uno potrebbe anche dire: "ma che siamo matti? Non piace Daniele Sepe e piace Skardy?" E' vero, che ci vogliamo fare? Skardy diverte e il suo disco, proprio pensato come disco, può rotolare all'infinito sul lettore. E' roba buona che fa un effetto pacifico e rilassante. Da ascoltare con calma, ma anche in macchina o prendendo un tram. Colonna sonora smagata e divertita, ma anche sulfurea il necessario. Come dire? Finché c'è prosecco c'è speranza! (copyright Fulvio Evas). Facciamoci uno spritz, di quelli buoni, con una fetta di limone. Prosecco, seltz, Aperol e una fetta di limone.

Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451
"Piragna"
Alma music / Venus - 2010
Nei negozi di dischi

Sul web
Sito ufficiale

Ultimo aggiornamento 18-10-2010
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