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Le BiELLE RECENSIONI
Il Parto delle nuvole pestanti: "Slum"
Musica e teatro per una storia nuova anzi antica
di Lucia Carenini


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Il Parto delle Nuvole Pesanti

Il Parto

Il Parto delle Nuvole Pesanti
Magnagrecia

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Da solo


Roy Paci
Parola d'onore


Bandabardò
Tre passi avanti

Crediti:
I Musicisti: Salvatore De Siena, voce e percussioni Amerigo Sirianni, chitarra elettrica e classica Mirco Menna, voce, chitarra classica e percussioni Mimmo Crudo, basso elettrico
L'attrice: Milvia Mariglano
I testi: Pierfrancesco Maiorino
La regia: Milvia Marigliano

Tracklist
01. Uomini Stupidi (Recitato)
02. Diciammillu
03. Il Vampiro (Recitato)
04. Figghiuma
05. Acqua
06. Villaggio Turistico (Recitato)
07. Bossa Africana
08. Ambulanza (Recitato)
09. La Peste
10. Furbo E Fesso (Recitato)
11. Il Pesce
12. Gli Amanti (Recitato)
13. Il Funerale
14. Mi Presento (Recitato)
15. Rahid
16. Slum Calabro
17. Mirna
18. Da Una Città All’Altra (Recitato)
19. Acqua Salata (Recitato)
20. Prova A Respirare
21. Jungiali





"Ho sospeso per un attimo il significato urbanistico e sociologico della parola 'slum'. Mi sono venuti in mente il rumore di una porta sbattuta in faccia, un labirinto di fango da cui si può tentare solo di fuggire, migrare. Siamo tutti migranti. Gli uomini e le donne si spostano da sempre. Quando il Cosv mi ha proposto di realizzare uno spettacolo sull'Africa, sull'aids, ho pensato che per illuminare certi problemi, dovevamo guardare nello specchio noi stessi. Abbiamo creato una drammaturgia non propriamente teatrale ma letteraria, abbiamo lavorato su musiche della nostra tradizione mediterranea. Ho cercato storie antiche e moderne, sagge, primitive raccontate con le nostre lingue, i nostri suoni, i nostri silenzi. Ho voluto parlare di peste. Una peste universale non intesa solo come malattia ma come guerra, violenza, lutto, perdita, ingiustizia. Siamo in mezzo al mare e il pubblico che ci ascolta si fa molo, banchina, terra da cui dolorosamente staccarsi. Parole e musica per una 'nostra' Africa che parte da lontano, si incrocia con le nostre radici, penetra nei nostri ritmi e nei nostri pensieri. Il Parto delle Nuvole Pesanti suona canta recita in napoletano e in calabrese. Io sono in mezzo a loro e mi faccio madre, barbara, regina degli stracci".

Le note di regia di Milvia marigliano da sole basterebbero a descrivere cos'è Slum, opera teatraleora proposta in cd e dvd. Il Parto delle Nuvole Pesanti non è nuovo a esperienze teatrali; ricordiamo infatti il loro “Roccu U Stortu”, in cui avevano affrontato il tema della guerra costruendo una performance d'impatto e accattivante. In Slum, accompagnati e sostenuti dalla voce e dalla mimica di Milvia Marigliano, i ragazzi del Parto danno vita a una performance che è una specie di "migrazione all'incontrario" che parte dalla Calabria e da Napoli per arrivare all’Africa seguendo il percorso inverso dei gommoni che traghettano i clandestini.

La storie di Myrna, che fugge dopo la morte di suo figlio Thomas per mettere in salvo l’altro e quella di Nisa, una vecchia che ha vissuto la sua vita attraverso i piaceri della carne. si intrecciano con fiabe antiche in una serie di quadri che sono veri e propri pezzi di un puzzle da completare.

La musica dal Parto segue il lavoro fatto con i testi e pesca riferimenti da più "mari": dalla tradizione di Roberto Murolo e Matteo Salvatore alla sperimentazione e all'emotività di David Byrne e dei i Talking Heads con una strizzata d'occhio al Brasile di Joao Gilberto e Antonio Carlos Jobim (ne la “Bossa Africana”).

Al centro di tutto l'acqua, che diventa vita, ma la vitai degli "utimi", quelli che che vivono nelle bidonville, tra i rifiuti, il dolore, la polvere, afflitta da malattie come l’Aids, la nuova ‘peste che si consegna in mille direzioni’, tanto che la ritroviamo anche nel nostro ‘mondo civilizzato’.

“Slum” è una favola moderna, costruita in modo intelligente unendo in un collage ben composto diversi stili e generi. Slum vuole raccontare un mondo lontano ma vicino e invitarci a riflettere che, proprio poco più in là, esiste una realtà molto diversa dalla nostra fatta di beni voluttuari e di bisogni indotti. Slum, in fondo, come dichiarato da salvatore di Siena “č la nostra storia, di poveri, emigrati, baraccati, desertificati, privati dei diritti fondamentali e della dignitą, sfruttati e umiliati. Slum č il nostro album fotografico. Č uno specchio in cui il bianco si tinge di nero. Ed è proprio questo, forse, che ci fa paura”.

Il parto delle nuvole pesanti
"Slum"

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Ultimo aggiornamento: 23-05-2010
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