
Ascolti collegati

Maler
Dell'ora e del mai |

Ettore Giuradei
Era che così |

Pino Marino
Acqua
luce gas |

Roberto Angelini
La vista concessa |
Mannarino
Bar della rabbia |

Luca Ghielmetti
Luca
Ghielmetti |
Crediti:
Prodotto da Giancarlo Di Maria
Testi: M. Andreoli
Musiche: M. Andreoli – G. Di Maria
Arrangiamenti, realizzazione Giancarlo Di Maria eccetto “Il fantasma di Odessa” arrangiato da Giancarlo Di Maria e Ricardo Nanni
Chitarre elettriche ed acustiche: Marco Formentini Basso elettrico: Dado Neri in “Barrio dell’alba incerta” e “Melusina”
Tastiere, pianoforte e programmazioni Giancarlo Di Maria “Il fantasma di Odessa” Giancarlo Di Maria e Ricardo Nanni
Fisarmonica: Thomas Sinigaglia
Backing vocal: Fabiola Ricci
Violini: Franco Parisini, Stela Thaci
Viola: Enrico Celestino Violoncello: Eva Zahn Percussioni: Roberto Russo in “Barrio dell’alba incerta” e “Melusina”
Archi scritti e diretti da Giancarlo Di Maria
Registrato presso Parametri Musicali di Bologna da Riccardo Nanni
Mixato presso Parametri Musicali di Bologna da Riccardo Nanni
Masterizzato da Luca Bignardi presso Big’s Studio di Ozzano dell’Emilia (Bo)
Assistente alla pro
duzione per Parametri Musicali: Simona Grandi Ilustrazione copertina e art direction: Antonello Silverini
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Tracklist
01. Mutamento
02. Barrio dell'alba incerta
03. Shammatà
04. 1999
05. La perduta
06. Mara l'invisibile
07. Il fantasma di Odessa
08. Melusina
09. Yalizael
10. Amina
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Prosegue
il progetto Maler, dietro cui si nascondono il cantautore Mattia
Andreoli, che canta, scrive i testi e, a metà, le musiche
e Giancarlo Di Maria, che produce, arrangia e scrive, per l'altra
metà, le musiche. A quattro anni dall'ottimo esordio di
Dell'Ora
o del mai apprezzato e promosso da Fiorello in radio, il progetto
prosegue nel segno della continuità, anche se il titolo
del disco, Mutamento, potrebbe trarre in inganno.
Avevo
detto di Dell'Ora o del mai che era
un esordio importante perché inaugurava uno stile. La seconda
puntata non è che un'ulteriore conferma. Perché
in Mutamento ritrovo intatto (e affasciante)
l'universo poetico di Maler, che è un universo fantasioso,
capace di far viaggiare verso luoghi lontani, geograficamente
e mentalmente. Un universo personalissimo, evocatore, attraverso
un lingua immaginifica, ricca di metafore e di parole scelte con
attenta cura, d’atmosfere, profumi, colori, personaggi da
fumetto (lo ricordiamo anche qua, Maler ha un passato da fumettista,
e lo si capisce bene da come scrive), con una ricerca costante
sul linguaggio, quello delle liriche, così come quello
delle musiche. Che sono anch'esse potentemente evocatrici, capaci
di spaziare dal tango (1999) alle melodie slave (Il
fantasma di Odessa), dalle atmosfere mediorientali (Melusina)
a sonorità più spiccatamente pop (Mutamento,
La perduta).
Il tutto costruito - e qua sta uno dei tratti più
originali del progetto Maler - su un tappeto di sonorità
elettroniche. Che anzi, in questo secondo capitolo, sono ancora
più protagoniste. Un tappeto sintetico molto vistoso, a
tinte forti, una sperimentazione che continua, come si legge nella
presentazione del disco, su "una strada anomala e originale
nel panorama dell'attuale canzone d'autore italiana: quella del
poeta pop".
Io, in realtà, più che di poeta pop, parlerei di “cantautore elettronico”, visto che i riferimenti cantautorali di Maler continuano a essere ben presenti anche in questo disco (Conte, Fossati, Capossela, De Andrè...). Certo siamo di fronte un’esperienza piuttosto anomala, nel monto della canzone d’autore”. A me personalmente (pur non essendo affatto un amante dell’elettronica) intriga a affascina.
Sempre leggendo le note di accompagnamento alla presentazione del disco, scopro che le dieci canzoni hanno un filo conduttore, il “mistero dell’invisibile”. E in effetti il viaggio che Maler propone questa volta è affollato di creature magiche, elfi, streghe, figure femminili a metà tra realtà e fantasia, dai nomi esotici (Jolanda la puta, Shamamatà, Talita, Mara l’invisibile, Melusina, Yalizael), dalle provenienze più singolari. Un fumetto senza frontiere, pieno zeppo di personaggi. Fantasia al potere, pennellate a tinte forti: Maler è uno che preferisce il racconto per immagini al parlare di sé, l’esotismo all’intimismo, la fantasia alla realtà.
Il disco si apre con la title track “Mutamento”, forse la più pop delle canzoni (con una base ritmica quasi alla Depeche Mode). Prosegue con “Barrio dell’alba incerta”, un’ode all’immaginazione, ritratta come una santa puttana del sogno, che Maler ringrazia per i suoi doni. Il viaggio fa tappa nella tana di un’enigmatica dea marina (“Shammatà”), si esercita poi in un tango cantato in una sorta di esperanto linguistico che mischia inglese, francese, spagnolo (“1999”, «y jamais in mi vida I was solitair»), approda nell’inquietante patio di una certa Talita (“La perduta”) e tra le braccia di un’altrettanto misteriosa “Mara l’invisibile”. Si sposta a passo di marcetta slava verso la Crimea (“Il fantasma di Odessa”), ridiscende morbidamente su atmosfere mediorientali fino a una mitica donna pesce (“Melusina”), approda tra elfi, fauni, fate in “Yalizael”, dove l’incanto fa a meno dell’elettronica, ma si affida a un tappeto d’archi e una melodia classica, quasi operistica. La chiusa è ovviamente enigmatica, “Amina” - cito ancora dalle note di accompagnamento - “cantata in una lingua misteriosa, forse un antico rituale magico, forse l’idioma di qualche villaggio dell’Europa dell’Est sparito dalle mappe: Maler, per il momento, preferisce lasciare il segreto della canzone all’immaginario di chi ascolta”. Lascio anch’io la curiosità agli ascoltatori, ma faccio solo presente che Amina, letto al contrario...
Chiudo, non senza aver sottolineato di nuovo che Mattia ha anche una gran bella voce. Il progetto Maler mi convince di nuovo. Saprà farlo anche a una platea più vasta, anche senza l’aiuto di Fiorello? Lo scopriremo nei prossimi mesi ...
Maler
"Mutamento"
Parametri musicali – 2010
In tutti gli store digitali
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