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Le BiELLE RECENSIONI
Simone Cristicchi: "Grand Hotel Cristicchi"
Stanze differenti, tutte con servizio in camera
di Giorgio Maimone


Ascolti collegati


Simone Cristicchi
Fabbricante di canzoni
Simone Cristicchi
Dall'altra parte del cancello

Vinicio Capossela
Da solo

Ettore Giuradei
Era che così


Tricarico
Il bosco delle favole


Enzo Jannacci
The best

Crediti:
Francesco Musacco(Painoforte, tastiere, programmazione, arrangiamento archi); Simone Cristicchi (chitarra elettrica, acustica, classica, laud cubano, mandolino, voce); Olen Cesari (violino in "Tombino" e "Quattro minuti e 28 secondi"); Enrico Gabrielli (clarinetto basso,flauto traverso, sax, tiger e arrangiamento fiati in "L'ultimo valzer"); Alessandro Canini (batteria); Andrea Rosatelli (basso e contrabbasso); Coro dei minatori di Santa Fiora (coro su "Volemo le bambole"); Emiliano Terreni (voce in "Overgnure"); Gnu Quartet (Stefano Cabrera - violoncello e arrangiamento quartetto per "Come la neve", "Il pesce amareggiato", "Insegnami; Roberto Izzo - violino; Francesca Rapetti - flauto traverso; Raffaele Rebaudengo - viola):

Produzione esecutiva e supervisione artistica: Francesco Musacco
Produzione artistica e missaggi: Francesco Musacco
Arrangiamenti: Simone Cristicchi e Francesco Musacco

Testi e musiche di Simone Cristicchi (tranne 2- di Cristicchi/Negroni/Musacco; 3 - di Cristicchi/Di Gesù / Marcelli / Canini; 4 - di Cristicchi / Zappalà; 6 - di Gabriele Ortenzi; 9 - tradizionale)

Registrato a Muzak Studio, Nowhere Studios di Simone Defilippis. Preproduzione. StudioCasetta Circeo (grazie a Giovanni Zappalà), Masterizzato da Antonio Baglio allo Studio Nautilus (Milano)

Fotografie Angelo Trani. Artwork: Paolo De Francesco MoltiMedia.it
Edizioni musicali: Dueffel Music

Tracklist

01. Overgnure
02. Il pesce amareggiato
03. Meno male
04. La vita all'incontrario
05. L'ultimo valzer
06. Tombino
07. Insegnami
08. Meteora
09. Volemo le bambola
10. Quattro minuti e 28 secondi
11. Genova brucia
12. Come la neve




Non fidatevi di Simone Cristicchi! E soprattutto cercate di capirlo bene. Basta un attimo di distrazione e ci si trova a recensire come stronzate quelle che in realtà sono fini giochi di parole, calembour, paradossi.

Prendiamo il caso dell'ultimo Sanremo: uno sente "Meno male che c'è Carla Bruni / Siamo fatti così / Sarko-no, Sarko-sì / Che bella Carla Bruni / se si parla di te, il problema non c'è" e pensa "siamo tornati alle pinne, ai fucili e agli occhiali". Poi legge meglio il testo: perché se lo si ascolta si canta e si danza. E' meglio leggerlo e leggendo si trova: "C'è l'Italia s'è desta / dipende dai punti di vista / C'è la crisi mondiale che avanza / e i terremotati ancora in vacanza" oppure "Ci siamo rotti il pacco di sentire che va tutto male / della valanga di brutte notizie al telegiornale". E allora si pensa che c'è stato qualcuno (Qualcuno? Chi? "Quel" qualcuno?) che davvero aveva pensato di fare un telegiornale solo di belle notizie, quando ancora faceva l'editore tv. E c'è sempre qualcuno che ha detto che mandava i terremotati in vacanza, riempiendosi la bocca di promesse non mantenute.

Ma allora questa canzone non è così scema! Anzi, non è per niente scema. Andiamo a guardare sul libretto e scopriamo che è dedicata a Piero Ricca e Marco Travaglio. Vale a dire due spine nella scarpa (rialzata) del Nano di Arcore. Ma possiamo estendere l'esame alle altre canzoni: "Il pesce amareggiato" è dedicato a Greenpeace, "La vita all'incontrario" è ispirata a un aforisma di Woody Allen, "L'ultimo valzer" è ispirata al romanzo di Lorenzo LiCalzi "Che cosa ti aspetti da me?".

"Tombino", unica canzone non scritta da Cristicchi ma da Gabriele Ortenzi/Areamag, è intitolata ai bambini che vivono nelle fogne di Bucarest, "Insegnami" è dedicata a suo figlio Tommaso, "Meteora" alle vittime inconsapevoli e non dei talent show e della scena musicale indipendente, "Volemo le bambole", col coro dei minatori di Santa Fiora parla delle "Veline, Meteorine, Letterine, Siliconate / Calendariate, Candidate, Ministre".

"Quattro minuti e 28 secondi" è dedicata al pianista Luca Flores, quello morto suicida e ricordato nel libro di Walter Veltroni e nel film di Riccardo Milano "Piano, solo", "Genova brucia" è dedicata a Amnesty e parla di Carlo Giuliani. "Come la neve", infine, è dedicata "a te che resterai". Già solo dalle dediche un intero percorso e una possibile lettura dell'album, diviso tra momenti intimi e attimi sociali.

A domanda diretta sul suo disco, in tempi non sospetti, Simone aveva risposto così. "Uscirà a
febbraio, credo. E' un disco che raccoglie un po' tutte le esperienze che ho fatto in questi ultimi tre anni, tra cui anche il coro ... "

E anche gli Gnu Quartet? Hai lavorato a lungo con loro.

"Sì, loro saranno presenti con quattro canzoni. Il coro canta una canzone con me. E' un disco sempre variegato, come lo sono gli altri due, però la differenza è a livello musicale. Non ho voluto usare l'elettronica qui, ma solo strumenti acustici: il quartetto d'archi, c'è molto pianoforte ... è diverso proprio a livello musicale. Credo che sia un po' più maturo". E se lo dice il professore gli si può credere! Non è solo questione di maturità, ma di spessore. Contrariamente agli effetti di un primo ascolto passeggero non ci sono canzoni in soprannumero o riempitive. Persino la tenue "Come la neve" finale raccoglie uno spaccato di vita, peraltro molto personale. Così come è personale "Insegnami" che tenta il difficile compito di cantare l'amore per un figlio, resistendo alle sirene della retorica e riuscendoci abbastanza bene per quanto possibile.

Poi, se vogliamo, focali restano le canzoni sociali: "Genova brucia" e "Tombino". "Genova brucia" è scritta dal punto di vista di "un poliziotto del reparto celere pronto alla guerra", che però inizialmente resta deluso dal fatto che "più che una battaglia in strada sembra un carnevale", ma "vuoi vedere che a sto giro scappa il morto?" E infatti a un certo punto "squilla il cellulare / con la suoneria di Faccetta nera, sono fascisa / non credo sia una cosa di cui mi debba vergognare" ... "Parte la carica, voi ve la date a gambe / temete il manganello o la pallottola vagante? / Tu ti rifugi nel cortile / prenderai più botte che se fossi nato in Cile / la Costituzione è come carta igienica / usale per pulirti il culo o tamponarti le ferite!". "Canta la mia filastrocca, siamoa Bolzaneto / "Uno, due, tre, viva Pinochet / quattro, cinque, sei, fossi in te non parlerei / sette, otto, nove, il negretto non commuove" / Ne è morto uno solo, ma potevano essere cento / i mandanti del massacro sono ancora in Parlamento". Esplicito, nevvero? Fantasia? No, realtà di Genova 2001. La musica è un duro rock d'autore.

"Tombino" è una canzone di Gabriele Ortenzi, ossia Areamag (altro cantautore di orbita romana): "Tombino, il mondo visto da una grata lascia i segni in bella vista / una riga sul volto, un solco, una ruga da bambino / il torcicollo permanente /sperando che alla gente cada qualche soldo per la strada e poi se ne vada / senza dire niente, non reclami il suo denaro / non denunci la mia condizione / a un poliziotto, alla stampa, alla pubblica opinione / di un bambino dodicenne, mendicante tra la folla /indifferente se si incolla regolarmente il naso in un vaso / sniffando la sua cena / per sopportare meglio il fato, il destino, il caso / e non lanciare l'S.O.S. / non dire in giro che forse ho l'A.I.D.S / Non dirlo soprattutto a chi ha pagato / a chi mi sta vicino per essere appagato ... sshhsss!! / E' così da quando sono nato e mi ci sono abituato / per questo sarò muto come un tombino". Altro testo duro come una pietra.

Insomma un album che è sì puro divertimento, ma che parla di anche di cose dure e tremende: l'inquinamento del mare nel "Pesce amareggiato" (e viva il gioco di parole!), l'inquinamento delle coscienze in "Meno male", la solitudine dei vecchi in "L'ultimo valzer", le bambola che fan carriera in "Volemo le bambole", la triste parabola delle "Meteore" create dai Talent Show, la strada che porta al suicidio in "Quattro minuti e 28 secondi" e due piccoli momenti personali dedicati alla propria donna e al figlio. In coda, dopo oltre sei minuti di silenzio, due ghost track: il divertissement "Bruno" ("con il tuo navigatore salernitano") e le cronache di "Radio Flavia, la radio che non ti fa fare da cavia".

Ce n'è d'avanzo per confermare che Cristicchi è una presenza certa nel mondo del cantautorato maggiore, a fianco di nomi come Vinicio Capossela o GianMaria Testa, complici in un rinnovamento generazionale delle poesie cantate che accompagnano la nostra storia.

Ascoltatelo, godetevelo, ma anche interrogatevi. In un Grand Hotel ci sono arrivi e partenze, ma pure angoli discreti dove raccogliersi a pensare e guardare il mondo. Prima che la cena sia servita. Sempre che non si sia scelto il servizio in camera ...


Simone Cristicchi
"Grand Hotel Cristicchi"

Sony - 2010
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Sito ufficiale
Sito Grand Hotel Cristicchi
MySpace

Ultimo aggiornamento: 27-02-2010
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