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Le BiELLE RECENSIONI
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Milano 3.6.2005

Crediti:
Filippo Andreani (voce, chitarra acustica, organo, kazoo); Davide Lasala (chitarre acustiche, chitarre elettriche, cori); Fabio Andreani (batteria); Christian Tettamanti (pianoforte); Paolo Vullo (fisarmonica); Giulia Larghi (violino); Alberto Motta (basso); Francesco Chiapperini (clarinetto, sax soprano); Michele Ferrari (chitarre elettriche in "Mi chiamo Nessuno" e "Dal cuore alle labbra")

Prodotto da gianCarlo Onorato

Musiche e testi di Davide Tosches

Tracklist

01 Case
02. La tua stella
03. Completamente
04. I muri (strumentale)
05. Dove l’erba è alta
06. San Sebastiano / Ulan Bator (strumentale)
07. Il sentire
08. La sviolinata (strumentale)
09. Nell’aria
10. Deserto
11. Nell’ombra





Non è da tutti fare un concept! In Italia c'era un giovane autore genovese che ne era il miglior rappresentante. Ma dopo di lui ci hanno provato in pochi. Ogni tanto qualche voce si leva e, memore della lezione di Fabrizio De André, cerca di uscire dal vincolo dei tre minuti del brano per provare a raccontare una storia intera in un album. Una storia che, qualche volta, può anche essere sbagliata. Filippo Andreani è l'ultimo "matto" che ha cercato questo volo. E De André di sicuro l'ha tenuto ben presente in ogni momento. Nel comporre le ballate, nello scegliere le rime, persino nell'usare alcune sue parole ("Le vene celesti dei polsi", "il punto di vista di Dio").

"La storia sbagliata” è il primo lavoro di Filippo Andreani, che ne ha scritto le parole e composto le musiche. La pubblicazione, ad opera della casa editrice Nodo Libri, è del 26 marzo. Insieme al disco, la confezione (di formato simile a quello di un dvd) contiene un breve libro che riporta i testi delle canzoni, le note storiografiche e due interventi a commento: il primo a firma di Marino Severini, ed il secondo ad opera di Fabio Cani, ricercatore comasco, che descrive la cronaca storica della vicenda per agevolare la comprensione delle canzoni. Nel disco si raccontano le vite del Capitano Neri (al secolo Luigi Canali) e della collegatrice “Gianna” (al secolo Giuseppina Tuissi) – partigiani militanti nella 52esima Brigata Garibaldi, romanzate in tredici canzoni che ne individuano i momenti piu’ importanti e la ricostruzione della vicenda a metà tra verità e fantasia: a fine guerra, sospettati di tradimento, per un'evasione un po' troppo facile dalla prigionia fascista, sarebbero stati giustiziati dai loro stessi compagni.

"Una libreria ancora vuota e scatole di libri da riporvi. - Scrive Andreani su suo MySpace - Era la primavera di due anni fa. L’abitazione di ogni nuova casa è sempre preceduta dalla necessità di sentirla propria: a questo scopo, chi ama leggere ed ascoltare musica vi ci porta libri e dischi prima d’ogni altra cosa. Nel breve tragitto che dalla scatola porta al ripiano, i libri quasi ti guardano negli occhi, mentre li giri tra le mani per riporli nel senso corretto. E passano titoli che non ricordavi di avere, insieme a quelli che ti ricordano un’età, o il posto dove li hai letti e l’odore che c’era. Il cuore si ferma e riparte quando scorrono le copertine dei libri che hai quasi imparato a memoria. Tra questi, quelli che mi avevano svelato l’incredibile storia della “Gianna” e del “Capitano Neri”. Non so ancora dire perché mi sia perdutamente innamorato di questa vicenda: se sia stato piu’ per una curiosità diventata brama di riviverne i giorni, o se per un’emozione cullata sino a volerne riscrivere le sorti. Ma, di fatto, finivo di riempire la libreria con quei due nomi davanti, uno per occhio. Finché, terminato il lavoro, cominciai a scrivere su un foglio arrivato da chissà dove le prime parole….”se il punto di vista di Dio…”. L’inizio della prima canzone del mio primo disco".


Da lì in poi tutto è proceduto più veloce e questo avvocato 33enne comasco (dello stesso paese di Luca Ghielmetti, Valmorea: duemila anie e due cantautori!), che non esercita per non finire come il giudice di Spoon River e che appende alle pareti il poster di Joe Strummer, ma che conserva in ogni frase "il senso di De André per la canzone" si trova a riempire fogli su fogli di appunti, frasi, spunti per canzoni e inizia a ricreare la storia di Neri e di Gianna, ma dall'interno, ossia "come si esamina la bocca di una donna che si ama: volendola fino a caderci dentro". Suonatore, poeta, cantastorie, Filippo prosegue nei suoi tentativi fino ad arrivare alla stesura finale, mischiando letture, testimonianze, sogni.

"La storia che ne è uscita - scrive ancora Filippo - è “La Storia Sbagliata”. Non avrei saputo che altro titolo dare questo disco. Ne è “sbagliato” l’inizio, fondato sulla dolorosa sofferenza di chi è oppresso; ne è “sbagliato” l’epilogo, il cui disegno senza autore forma il ritratto della morte. In mezzo, ora, ci sono i vostri occhi e le vostre orecchie. Cascateci dentro". E
se questo è il consiglio, bisogna dire dall'esterno che è impossibile non cascarci. Per quanto si possa e si debba dare a Filippo il consiglio di mangiare De André, inghiottirlo, assimilarlo e poi dimenticarlo, per ridurre le possibili citazioni ed assonanze (l'effetto clone è in agguato! "Che il sangue non vi sia di vanto" "sulla via della Croce" "Il testamento", ma le citazioni riguardano anche Pavese, Ungaretti, Manzoni) non si può non riconoscere che abbia fatto un ottimo lavoro e che, già dal primo ascolto questo disco rubi l'attenzione. Sia perché non è solo un disco e non sono solo canzoni. E' un disco, ma è un libro, è un disco di canzoni, ma anche un'opera unica che va gustata nella sua intierezza. E' un disco che si può forse anche ascoltare senza sapere la storia, ma è un disco che guadagna molto dall'ascolto conoscendo o interessandosi alla storia. E in questo senso il lavoro che è stato fatto è ottimo, perché sul libro si trova tutto o quasi tutto, comunque tutto quello che ci può servire.

E' un disco acustico, un disco di chitarre suonate con passione, un disco ricco di passione e di suoni, prodotto artigianale, sì, ma di quella strana forma di artigianato che la passione colora di riflessi dorati e di quel particolare stato di grazia che permette di accedere all'arte. Se poi, per l'occasione, ci si trova anche ad approfondire la conoscenza di un momento della storia d'Italia poco noto, poco cantato, poco celebrato, se non, anche qui, dalla parte dei vincitori è ancora meglio. Neri e Gianna non hanno vinto. O meglio sì, hanno vinto la guerra, ma hanno perso la loro Storia sbagliata, quella che va cantando, continuando a sbagliare, Filippo Andreani. Lunga vita a tutti quelli che sbagliano o che scelgono di sbagliare!

Davide Tosches
"Dove l'erba è alta"
Contro Records - 2009
Nei negozi di dischi

Sul web
Sito ufficiale
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Ultimo aggiornamento 19-09-2010
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