
Ascolti collegati
Musicisti:
Matteo Passante: voce
Giancarlo Pagliara: fisarmonica, piano
Ciccio Salonna: basso
Vincenzo Pede: batteria
Gianluca Bavarese: chitarre
Matteo Passante,
comandante di vascello, artefice del disastro; Giancarlo Pagliara,
"il rosso", il fisarmonicista, il musicista; Ciccio
Salonna, detto "Ciccio Ceglie", e la sua allegria, e
il suo basso; Vincenzo Pede, per gli amici "boccyno"...e
la sua batteria; Gianluca Savarese e la sua chitarra elettrica,
compagna di viaggio. E di letto.
Ospiti: Alessio Lega (1) e Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore
(3)
Prodotto
da Gabriele Rampino e Matteo Passante e Giancarlo Pagliara per
Controvento.
REgistrato, mixato e masterizzato da Valerio Daniele nel gennaio
2009 presso Chora Studi Musicali, Monteroni (Lecce)
I testi sono
scaricabili presso
www.dodicilune.it
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Negli
anni settanta era facile (e bello) riconoscersi tra individui
simili, dove la similitudine era prima di tutto politica e quindi
umana. Insomma "anche tu sei un compagno!" Quando capitava
(e capitava spesso) ti sentivi gonfiare dell'orgoglio, riconosciuto
e reciproco, dell'appartenenza. Ora siamo negli anni dieci, quarant'anni
dopo, e di appartenenza politica non ce n'è più.
Però ogni tanto capita ancora di trovare refoli di appartenenza.
Ad esempio questo cd della Piccola Compagnia Instabile l'ho trovato
da uno dei pochi residui spacciatori di dischi, mi è piaciuta
la copertina (ebbene sì, sono di quelli che ritengono che
chi "perde" tempo a fare una bella copertina non può
"buttarlo via" a fare un brutto disco), mi è
piaciuto il nome e pure il titolo. Difficilmente mi avrebbe deluso
sul lettore. E non lo fa. Evviva! Abbiamo trovato dei nuovi compagni
di viaggio!
Sarà per assonanza con l'acronimo (Piccola Compagnia
Instabile, ossia Pci) che mi è partita la similitudine politica?
Saranno per i temi trattati? Sarà perché come compagni
di viaggio si sono scelti artisti del calibro di Alessio Lega e
Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore, o ancora che tutto ciò
che è Piccolo è bello, come diceva Ernst Schumacher,
ma come insegnano anche la Piccola Bottega Baltazar, la Piccola
Orchestra Avion Travel, la Piccola Orchestra La Viola, il Piccolo
Teatro ... se poi, per giunta si aggiunge l'incertezza e il precario
dell'Instabile e il collante sociale della Compagnia ecco ancora
dilatarsi i rami del nostro favore preconcetto. Poi arriva la musica.
E il canto. La musica si dilata il giusto, si prende i suoi spazi,
girando tra il folk, il cantautorato più avvertito e qualche
limitato fraseggio jazz. Il canto è epico e collettivo. Uno
di quei canti che ti fa sentire parte di un insieme, parte del tutto,
membro eroico di una collettività, anche nella propria piccolezza
e irrilevanza personale.
L'unico peccato ( ce n'è uno e dobbiamo sottolinearlo)
è che la confezione eccessivamente spartanta non consente
di portare un libretto con i testi, rendendo più difficile
seguire le storie che meriterebbero invece di essere anche lette.
Sulla copertina del cd c'è scritto che i testi sono scaricabili
dal sito di Dodici Lune, la casa discografica, ma se ci sono sono
custoditi molto bene! Io non li ho trovati.
Dovessimo scegliere brano da brano? "Le nozze
del bluff", "Sedie bellissime"
e "Piccola compagnia instabile"
sono quelle che ci hanno colpito di più. Ma sono preferenze
marginali e individuali. Il disco è un bel disco proprio
nel suo complesso e nel suo svolgersi pacato e disteso che, attraverso
una durata consistente di 54'26" secondi, ti porta a transitare
attraverso diverse stazioni, alcune di provincia, altre principali,
alcune senza diritto di fermata e altre dove si cambia treno,
il tutto sotto il fascino della passione per la musica d'autore,
quella lunghissima ondata che va da Fabrizio De André a
Claudio Lolli e oltre. Si parte con la circense "Venti"
che potrebbe ricordare le esibizioni dal vivo della Bandabardò,
coinvolgente, rapida, frizzante. E a un certo punto la voce di
colpo sembra riconoscibile. Dici: sono pugliesi, ecco perché
sembra la voce del Lega! E invece è proprio Alessio Lega
che, inconfondibile, presta la sua voce.
Il secondo brano è "Piccola Compagnia
Instabile", brano epico e dall'evoluzione interessante.
Si parte molto lenti, in un brano dalle cadenze tristi, si accelera
come im una canzone allegra ... e si parla di morte e di guerra!
Eh s', perché questi sono i temi della PCI: dall'operaio
finito parte integrante dell'ecomostro che sta costruendo ("L'operaio
Mario"), fino all'amore che scocca "tra
un 15enne di Mantova e la giovane madre del suo compagno di banco
/ che lo circuirà, che lo corteggerà / forse un
giorno se lo sposerà" ("Le nozze
del bluff"), fino agli immigrati che vengono
salvati dai pescatori siciliani, che obbediscono all'immutabile
codice dei marinai e che per questo finiscono nei guai ("Tali
tali"), all'operaio che finisce in cassa integrazione
e non riesce a raccontarlo alla moglie incinta e finge di andare
a lavorare, ma intanto ruba, finché la moglie non lo scopre
e lo caccia di casa ("L'ideologia del Pa pa pa"),
fino all'uomo che "sembra un verso di Saba / gli occhi
cerulei io li ho presi da lui" che costruiva "sedie
bellissime" da un albero o anche "bellissimi
armadi e finanche bellissime bare / il resto è come vi
pare" della conclusiva e jannaciana "Sedie
bellissime", che si scusa perché non
ha "lasciato un segno" e non ha "lasciato
un soldo" e scusate, ma l'ho fatto "solo perché
ho preferito vivere". E avevamo dimenticato le figlie,
a loro volta bellissime o meravigliose, la cui madre è
morta "seppellita dal trapianto intelligente di una mano
intraprendente" che finiranno per "venderla
ad un nano in cambio di celebrità" ("Figlie").
Passando nel frattempo tra l'amante indecisa
di "Locanda Almayer" che afferma
"alla fiera delle parole uniche, alla fiera delle parole
eccentriche ho comprato sei sacchi di parole nuove li ho svuotati
e ci ho riempito le mie lettere d'amore per te. Mi hai scrtitto:
"no, non posso, lui vive per me. Lasciarlo per un altro,
lasciarlo per te, sarebbe come dire scavare la sua fossa. La pala
l'ho comprata, sì però ... rimango con lui"
e tornando al punto di partenza dove "un professore tedesco
col nome impronunciabile ci aggiungerà le x, ci aggiungerà
le altre mille incognite che altro non sono che le mille mille
volte in cui avremmo potuto cambiare il corso degli eventi ...
e gli eventi hanno cambiato me. Hanno cambiato anche te".
("Venti")
Insomma, da leccarsi i baffi per buona parte. Togliamo la mancanza
del libretto ed alcuni difetti di pronuncia irrinunciabili per
i pugliesi, qualche "s" troppo sibilata e le "o"
più sbagliate di quante ne sbaglia un lombardo (a sorprese
qui c'è un eccesso di "o" aperte). Ma ci resta
un rimpianto. Un disco di questo tipo, di buona musica, colta
e gentile, con testi importanti e che trattano di temi sociali
siamo costretti ad andarlo a scovare in fondo agli scaffali di
uno spacciatore di dischi? Se album del genere non arrivano neanche
a Bielle come fanno a circuitare un minimo? Non ci sono le radio,
non ci sono i giornali, non ci resta che la rete, dove però
la musica, la buona musica deve girare ed essere conosciuta.
La Piccola Compagnia Instabile esiste dal 2003 e si racconta così:
"La Piccola Compagnia Instabile si regge su un filo leggero,inconsistente,
invisibile... la P.C.I. stessa è quel filo sottile. Nasce
nell'estate del 2003 dove l'afa è regina e noi clown malinconici,
dove la Puglia era una certezza e ora per me, una terra da riconquistare...
Credetemi, non ne troverete di navi così: forse se cercherete
per anni ritroverete un capitano claustrofobico, un timoniere
cieco, un marconista balbuziente, un dottore dal nome impronunciabile,
tutti sulla stessa nave, senza cucine. Può darsi. Ma quello
che non vi succederà più, è di stare lì
seduti col culo su dieci centimetri di poltrona e centinaia di
metri d'acqua, nel cuore dell'oceano, con davanti agli occhi il
miracolo, e nelle orecchie la meraviglia, e nei piedi il ritmo
e nel cuore il sound dell'unica, inimitabile, infinita Piccola
Compagnia Instabile". No, non ne esistono tante. Coltivatele,
conoscetele, cercatele: è canzone d'autore.
Piccola
Compagnia Instabile
"Signora Clessidra e lo sposo bambino"
Controvento/Dodici Lune- 2010
Nei negozi di dischi e
per mail o su DodiciLune
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