Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Marco Iacampo: "Marco Iacampo"
Acustico e suadente, musica che accarezza
di Leon Ravasi


Ascolti collegati


Afterhours
Il Paese è reale

Davide Lajolo
Nirvana Market

Andrea Chimenti
Vietato morire

Dente
L'amore fa male

Evasio Muraro
Tutto o l'amore

Piccola Bottega Baltazar
Ladro di rose

Musicisti:
Marco Iacampo (voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, sintetizzatore, cimbalo, wurlitzer, organo, piano, archipad, rhodes, programmazione loop); Paolo Iafelice (programmazione, batteria elettronica, programmazioni loop, shakers, percussioni elettroniche, percussioni); Simone Massaron (chitarra acusti, chitarra elettrica); Andrea Viti (basso); Riccardo Di Paolo (piano rhodes, organi hammond e farfisa); Johannes Bickler (batteria).

Ospiti: Enrico Gabrielli (sassofono, flauto); Airin (voce): Vittorio Cosma (piano)


Testi e musiche di Marco iacampo
Produzione artistica di Paolo Iafelice
Registrato e mixato presso Adesiva Discografica, Milano da Paolo Iafelice.
Foto e progetto grafico A.M.

Tracklist

01. Che bella carovana
02. Uno
03. Miracolo eccezionale:
04. Dove ti vengo a prendere
05. Tutto a posto
06. Tornare a casa
07. Bellissimo universo
08. Navigo nell'oro
09. La stessa cosa
10. Quando arriva la pace
11. Il mio lavoro
12. Un solo passo
13. Cavallo bianco




Partiamo da un dato semplice: quando alla produzione c'è Paolo Iafelice, il suono è assicurato. Cristallino, pulito, nitido, adattissimo per le chitarre, soprattutto acustico. E quando un disco suona bene il primo lavoro è fatto. Poi c'è Marco Iacampo che, nonostante il nome non dica molto, non è ai primi passi. Ex leader di un gruppo che si chiamava gli Elle, ha avuto un moderato successo, a ma su scala europea, cantando in inglese con la pesudonimo di GoodMorningBoy che, nonostante le apparenze, era un progetto solista. Infine, ecco l'ultima reincarnazione, a 34 anni esce il primo disco a suo nome e cantato integralmente in italiano che, giustamente, visto che segna una ripartenza, è intitolato col suo nome e cognome.

In precedenza, lo scorso anno, un suo brano, che è poi quello che apre il disco, era stato inserito nella compilation degli Aferthours, uscita dopo la loro parrtecipazione a Sanremo, "Il Paese è reale": si tratta di "Che bella carovana" che, per me, ha anche una piccola storia curiosa. Tolgo il disco dalla plastica, lo metto sul lettore e mi chiedo: chissà chi è Marco iacampo? Però il disco mi intrigava. Metto su il disco, vergine di ascolti, partono le prime note e subito capisco che questo brano l'ho già sentito. Ma dove? Il disco era ancora sigillato! Come ho fatto a sentirlo? Poi viene l'illuminazione e una ricerca sul Google interno a Bielle lo conferma: era nella compilation di Manuel Agnelli e soci. Ed era uno dei migliori fichi del bigoncio.

Marco Iacampo è bravo. Su questo non ci piove. Le sue sono canzoni, molto semplice, molto piane, però sempre fornite di una strofa ben riconoscibile, il brige, il ritornello. Insomma canzoni classiche, ma fresche e originali che prendono ispirazione dalla tradizione della musica americana. Non è esattametne country, non è blues, ma è un insieme di sonorità che fanno bene ai bassi del cuore e anche ai suoi alti. Musica perlopiù acustica, che qua e là, ma in modo molto delicato, si sporca un po' di rock. Se vogliamo trovare dei paralleli immediati per Marco ci vengono più naturali da rintracciare oltre oceano: Devendra Banhart, Sufjan Stevens, Jack Johnson e, risalendo nel tempo Jackson Browne. Ha qualcosa di tutti costoro, ma non è un clone. Anzi. Il pregio è proprio quello: costruire canzoni che, quando le senti la seconda volta, te le ricordi di già. Forse in questo modo non si arriva alle alte vette dell'opera artistica (ma forse!), però di sicuro ci si diverte, si dà piacere e pure lo si ricava.

E poi sono brani rilassati, dove magari i testi sono più funzionali alla musica che non a storie da narrare e raccontare (non saprei dire di primo acchito di cosa parlano i testi di Iacampo, ma direi che picchiano sul versante dell'intimismo), ma presentano, proprio per questo una cantabilità che spinge ad amarli molto facilmente. Sono canzoni che vanno bene anche cantate tra amici, sulla spiaggia, attorno a un falò, dove arriva quello simpatico, impugna la chitarra e inizia a cantare e tutti lo seguono nei cori, anche se non sanno le parole. Tanto le si impara in fretta.

E non pensiate che tutto questo abbia un senso minimamente riduttivo. La musica è musica sia quando persegue il massimo impegno, sia quando invece si lascia cantare con piacere. Tutto sta nella convinzione con cui si propongono i propri lavori. E Marco suona bene la chitarra, canta meglio e intrattiene con naturalezza.

E così, senza nessun pudore, mi ascolto con piacere (e canticchio) brani come "Miracolo eccezionale", "Tutto a posto", "Navigo nell'oro", "Quando arriva la pace" e "Cavallo bianco" che sono quelli che mi piacciono di più (quasi il 50% dell'album!) anche se non capisco quasi mai dove vadano a parare i testi. Oh, attenzione, non escludo che l'incapacità possa essere mia e che la piacevolezza dell'insieme mi trattenga dall'indagare molto sotto. Ma i testi fanno più o meno così: "C'è un bel cavallo nero / aspetta dopo il sogno / e mi ricorda che la notte / pronta se ho bisogno / se ho bisogno. / C'è un bel cavallo nero / che mi attraversa il cielo / mi guarda dritto e ruba un po' del mio respiro / mentre l'ammiro" ("Cavallo bianco", nel ritornello diventa bianco). Oppure: "Oggi è fresco / il vento e i campi / inganno il tempo quando / guardo avanti / (cosa non si sa) / e faccio i conti / delle cose belle / che ho trovato tra le rose / e oggi resto qua. // E' tutto a posto / oggi sento che ho svegliato un morto /perché così sentivo il cuore spento / e tutto il male è andato in un momento" ("Tutto a posto"). O ancora "E poi / si è levato un coro / ehi tu / navighi nell'oro. // allora guardo fuori dalla barca / capisco che è tutto fuorché acqua / te lo giuro la mia testa era un tamburo / ho capito che era tutto oro puro" ("Navighi nell'oro"). E questo solo per citare le tre canzoni migliori.

Comunque l'ho detto e lo ripeto, "Marco Iacampo" è un bel disco, uno di quelli che si ascoltano con piacere anche più volte dall'inizio alla fine. E' un po' come, mutatis mutandis, quello che avveniva con Lucio Battisti, dove il prodotto, cioè l'insieme, è molto più forte delle sue singole parti. Se volete sentire della buona musica, suonata bene e registrata ancora meglio e delle canzoni come Dio si deve, questo disco c'è. Se cercate l'opera di impegno e testi pregni, cercate ancora.

Marco Iacampo
"Marco Iacampo"
Adesiva Discografica / Edel - 2010
Nei negozi di dischi o sul sito di Adesiva Discografica

Sul web

Ultimo aggiornamento 16-07-2010
HOME