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Musicisti:
Marco Iacampo (voce, chitarra acustica,
chitarra elettrica, basso, sintetizzatore, cimbalo, wurlitzer,
organo, piano, archipad, rhodes, programmazione loop); Paolo Iafelice
(programmazione, batteria elettronica, programmazioni loop, shakers,
percussioni elettroniche, percussioni); Simone Massaron (chitarra
acusti, chitarra elettrica); Andrea Viti (basso); Riccardo Di
Paolo (piano rhodes, organi hammond e farfisa); Johannes Bickler
(batteria).
Ospiti: Enrico Gabrielli (sassofono, flauto); Airin (voce): Vittorio
Cosma (piano)
Testi e musiche di Marco iacampo
Produzione artistica di Paolo Iafelice
Registrato e mixato presso Adesiva Discografica, Milano da Paolo
Iafelice.
Foto e progetto grafico A.M.
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Tracklist
01. Che bella carovana
02. Uno
03. Miracolo eccezionale:
04. Dove ti vengo a prendere
05. Tutto a posto
06. Tornare a casa
07. Bellissimo universo
08. Navigo nell'oro
09. La stessa cosa
10. Quando arriva la pace
11. Il mio lavoro
12. Un solo passo
13. Cavallo bianco
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Partiamo
da un dato semplice: quando alla produzione c'è Paolo Iafelice,
il suono è assicurato. Cristallino, pulito, nitido, adattissimo
per le chitarre, soprattutto acustico. E quando un disco suona bene
il primo lavoro è fatto. Poi c'è Marco Iacampo che,
nonostante il nome non dica molto, non è ai primi passi.
Ex leader di un gruppo che si chiamava gli Elle, ha avuto un moderato
successo, a ma su scala europea, cantando in inglese con la pesudonimo
di GoodMorningBoy che, nonostante le apparenze, era un progetto
solista. Infine, ecco l'ultima reincarnazione, a 34 anni esce il
primo disco a suo nome e cantato integralmente in italiano che,
giustamente, visto che segna una ripartenza, è intitolato
col suo nome e cognome.
In precedenza, lo scorso anno, un suo brano, che è
poi quello che apre il disco, era stato inserito nella compilation
degli Aferthours, uscita dopo la loro parrtecipazione a Sanremo,
"Il Paese è reale": si tratta
di "Che bella carovana" che,
per me, ha anche una piccola storia curiosa. Tolgo il disco dalla
plastica, lo metto sul lettore e mi chiedo: chissà chi è
Marco iacampo? Però il disco mi intrigava. Metto su il disco,
vergine di ascolti, partono le prime note e subito capisco che questo
brano l'ho già sentito. Ma dove? Il disco era ancora sigillato!
Come ho fatto a sentirlo? Poi viene l'illuminazione e una ricerca
sul Google interno a Bielle lo conferma: era nella compilation di
Manuel Agnelli e soci. Ed era uno dei migliori fichi del bigoncio.
Marco Iacampo è bravo. Su questo non ci piove. Le sue sono
canzoni, molto semplice, molto piane, però sempre fornite
di una strofa ben riconoscibile, il brige, il ritornello. Insomma
canzoni classiche, ma fresche e originali che prendono ispirazione
dalla tradizione della musica americana. Non è esattametne
country, non è blues, ma è un insieme di sonorità
che fanno bene ai bassi del cuore e anche ai suoi alti. Musica perlopiù
acustica, che qua e là, ma in modo molto delicato, si sporca
un po' di rock. Se vogliamo trovare dei paralleli immediati per
Marco ci vengono più naturali da rintracciare oltre oceano:
Devendra Banhart, Sufjan Stevens, Jack Johnson e, risalendo nel
tempo Jackson Browne. Ha qualcosa di tutti costoro, ma non è
un clone. Anzi. Il pregio è proprio quello: costruire canzoni
che, quando le senti la seconda volta, te le ricordi di già.
Forse in questo modo non si arriva alle alte vette dell'opera artistica
(ma forse!), però di sicuro ci si diverte, si dà piacere
e pure lo si ricava.
E poi sono brani rilassati, dove magari i testi sono più
funzionali alla musica che non a storie da narrare e raccontare
(non saprei dire di primo acchito di cosa parlano i testi di Iacampo,
ma direi che picchiano sul versante dell'intimismo), ma presentano,
proprio per questo una cantabilità che spinge ad amarli molto
facilmente. Sono canzoni che vanno bene anche cantate tra amici,
sulla spiaggia, attorno a un falò, dove arriva quello simpatico,
impugna la chitarra e inizia a cantare e tutti lo seguono nei cori,
anche se non sanno le parole. Tanto le si impara in fretta.
E non pensiate che tutto questo abbia un senso minimamente riduttivo.
La musica è musica sia quando persegue il massimo impegno,
sia quando invece si lascia cantare con piacere. Tutto sta nella
convinzione con cui si propongono i propri lavori. E Marco suona
bene la chitarra, canta meglio e intrattiene con naturalezza.
E così, senza nessun pudore, mi ascolto con piacere (e canticchio)
brani come "Miracolo eccezionale",
"Tutto a posto", "Navigo
nell'oro", "Quando arriva la
pace" e "Cavallo bianco"
che sono quelli che mi piacciono di più (quasi il 50% dell'album!)
anche se non capisco quasi mai dove vadano a parare i testi. Oh,
attenzione, non escludo che l'incapacità possa essere mia
e che la piacevolezza dell'insieme mi trattenga dall'indagare molto
sotto. Ma i testi fanno più o meno così: "C'è
un bel cavallo nero / aspetta dopo il sogno / e mi ricorda che la
notte / pronta se ho bisogno / se ho bisogno. / C'è un bel
cavallo nero / che mi attraversa il cielo / mi guarda dritto e ruba
un po' del mio respiro / mentre l'ammiro" ("Cavallo
bianco", nel ritornello diventa bianco). Oppure:
"Oggi è fresco / il vento e i campi / inganno il
tempo quando / guardo avanti / (cosa non si sa) / e faccio i conti
/ delle cose belle / che ho trovato tra le rose / e oggi resto qua.
// E' tutto a posto / oggi sento che ho svegliato un morto /perché
così sentivo il cuore spento / e tutto il male è andato
in un momento" ("Tutto a posto").
O ancora "E poi / si è levato un coro / ehi tu /
navighi nell'oro. // allora guardo fuori dalla barca / capisco che
è tutto fuorché acqua / te lo giuro la mia testa era
un tamburo / ho capito che era tutto oro puro" ("Navighi
nell'oro"). E questo solo per citare le tre canzoni
migliori.
Comunque l'ho detto e lo ripeto, "Marco Iacampo"
è un bel disco, uno di quelli che si ascoltano con piacere
anche più volte dall'inizio alla fine. E' un po' come, mutatis
mutandis, quello che avveniva con Lucio Battisti, dove il prodotto,
cioè l'insieme, è molto più forte delle sue
singole parti. Se volete sentire della buona musica, suonata bene
e registrata ancora meglio e delle canzoni come Dio si deve, questo
disco c'è. Se cercate l'opera di impegno e testi pregni,
cercate ancora.
Marco
Iacampo
"Marco Iacampo"
Adesiva Discografica / Edel - 2010
Nei negozi di dischi o sul
sito di Adesiva Discografica
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