Una Brigata
di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
Le
BiELLE RECENSIONI
Fabio
Abate: "Itinerario precario" La musica
gentile sponsorizzata da Carmen di
Giorgio Maimone
Ascolti collegati
Mario Venuti Recidivo
Carmen Consoli
Elettra
Sulutumana Arimo
Sulumana La
Danza
Carmen Consoli
Eva contro Eva
Avion Travel
Nino Rota, l'amico magico
Musicisti:
Fabio Abate – voce, bouzuki, chitarre,
basso, piano, organetto
Gionni
Allegra– contrabbasso
Giuseppe
Nicotra – chitarre
Enrico
Luca – flauto
Salvo
Farruggio – batteria
Daniele
Zappalà – tromba
Giuseppe
Liggieri – trombone
Antonio
Vitali – tromba
Puccio
Castrogiovanni – mandolini, zampogna, fisarmonica, mandoloncello,
fischio, piano Rodhes, banjo
Adriano
Murania – violino
Alfio
Antico – tamburo
Carmen
Consoli – basso elettrico, bouzuki, chitarra elettrica
Giovanni
Caruso – percussioni
Enzo
Di Vita – batteria
Salvo
Baffumo – contrabbasso
Vincenzo
Cavalli – fischio
Massimo
Roccaforte – cori, piano Rodhes, hammond, bouzuki
Roberto
Fuzio – cori
Nello
Toscano – contabbasso
Produzione: Massimo Roccaforte e Puccio Castrogiovanni (Lautari)
e Carmen Consoli
Testi e musica di Fabio Abate
Tracklist
01. Precario
02. Davanti a te
03. Povero pagliaccio
04. La bestia che c'è in noi
05. Guapo
06. Angela
07. Maddalena
08. Senza farsi male
Per
lui si è scomodata anche Carmen Consoli. Che l'ha voluto
in tournée con sé come apripista, ma anche come interprete
comune della bella canzone di Adamo "La notte". E Carmen,
in questi ultimi anni, si sa, è persona che non sbaglia un
colpo. Non l'ha sbagliato nemmeno questa volta perché Fabio
Abate ha stoffa buonissima dentro il suo abito da cantautore. Anche
lui, come altri più o meno illustri predecessori (dagli Avion
Travel ai Sulutumana) sembra rivolgersi al tempo antico della musica
all'italiana, quella che parte dal melodramma, dalla canzone ottocentesca
e arriva, passando per il tempo delle radio a galena, poi di quelle
a valvole e infine a transistor, fino a noi. E in questo suo vagare
si dispiega una sorta di piccola enciclopedia della canzone italiana.
“Cari
amici – ha scritto Carmen Consoli nella nota di presentazione
- è un mio piacere presentarvi “Itinerario
precario”, l’album d’esordio di Fabio
Abate, un cantautore catanese che ho prodotto con la mia etichetta
discografica, la Narciso Records. Si tratta di un progetto indipendente
nel quale credo perché nasce da un vero e proprio laboratorio
di idee e musica a cui lavoro da qualche anno insieme alla mia etichetta.
Il primo singolo estratto dall’album s’intitola “Angela”.
E’ il racconto di un amore dolce e spensierato, una passione
che emoziona e toglie il fiato al protagonista della vicenda. Buon
ascolto!”.
Così Fabio Abate è stato conglobato nella tournèe
invernale della cantantessa catanese, col ruolo di aprire le serate.
A sipario ancora chiuso esce Fabio con la sua chitarra e inizia
a proporre le sue canzoni, poi si uniscono altri musicanti, il minimo
indispensabile. Ma non è nemmeno indispensabile arrivare
alla seconda canzone. Già dalla prima Fabio ha la platea
dalla sua parte e poi non può che migliorare. Tant’è
che a metà spettacolo quando Fabio esce a cantare con Carmen
“La notte”, cover del celebre
brano di Adamo, gli applausi, convinti, vanno ad entrambi gli interpreti.
Fabio Abate persegue una linea musicale che potremmo anche definire
“italiana”, laddove “americana” è
il termine di utilizzo comune per indicare chi affonda le proprie
competenze musicali nelle radici della musica di oltre Oceano. Abate
è invece inserito in quella corrente, con illustri e meno
illustri predecessori, come gli Avion Travel o i Sulutumana, che
si sono abbeverati alla fonte del melodramma, della canzone all’antica
italiana dell’ottocento, passando per lo swing, il melodico
degli anni Trenta, le canzoni del tempo di guerra e quelle del boom
economico.
Ed ecco che, per una misteriosa alchimia, tutto quanto si concretizza
in una meravigliosa cavalcata attraverso gli anni, quasi un sunto
di quanto di meglio la creatività italiana abbia squadernato
sul pentagramma nell’ultimo secolo. Resta quasi, all’ascolto,
una leggera patina degli anni sui solchi, come nel guardare un dagherrotipo
o una foto virata seppia, ma non è polvere che si posa e
appanna la musica che invece esce sicura, al servizio di una manciata
di piccole storie tutte da seguire.
Il disco di esordio di Fabio Abate, “Itinerario precario”,
è un piccolo album che non dura nemmeno mezzora. Ha tempi
da vecchio vinile, ma la capacità di stupire per freschezza
di temi e maturità dell’autore, che invece, ricordiamolo,
è un esordiente assoluto. “Povero pagliaccio”
è forse il brano che coglie prima l’attenzione, riuscendo
a giocare sul tema, già usato, del circo, ma con accenni
del tutto personali e coinvolgenti. “Tutte le sere arriva
il lestofante / con l’orologio d’oro al polso e la donzella
poco intelligente / Il cameriere con calici d’argento / imbarazzato
gli versa il brodo sul cappello / e lui con frasi morali si drizza
su quei pochi capelli / Povero pagliaccio parla sempre a vanvera
/ Povero pagliaccio gonfia la sua bambola / la folla lo applaude
con tanto di inchino / lui si cala le braghe …”,
ma da notare anche “Angela” e
"La bestia che c'è in noi",
mentre nella conclusiva e delicata "Senza farsi
male" c'è ancora da segnalare il cameo
di Carmen Consoli. Il brano è stato inserito nella colonna
sonora del film “L’uomo che ama”
di Maria Sole Tognazzi, curata appunto da Carmen.
Tra i debutti di quest'anno quello di Fabio è da segnarsi
con l'evidenziatore, perché le qualità ci sono ed
emergono già al primo ascolto e non decadono nemmeno di fronte
a ripetuti ascolti. Canzoni tenui con anima di ferro, un porgere
gentile che accende di ottimismo sul futuro immediato della canzone
d'autore.
Fabio
Abate
"Itinerario precario"
Narciso Records - 2010 Nei negozi di dischi o in libreria