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BiELLE Interviste
Canio Loguercio: "Amore ammaro"
"Le suppliche d'amore hanno esito infausto"
di Giorgio Maimone



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Canio Lo Guercio è un artista eclettico. Poeta, performer, cantante e musicista, non sceglie mai a quale arte dedicarsi, ma le mischia tutte insieme in spettacoli che poi, occasionalmente arrivano alla forma di cd. Il cuore pulsante è però il momento in cui vanno in scena, la comunione, il senso di comunità riunita per celebrare la scansione di un rito. E il rito quest'estate ha il nome magico della supplica d'amore. E' in questo che consente "Ammaro amore", lo spettacolo messo in scena da Canio per l'estate 2010 che chissà se diventerà mai qualcosa d'altro.

Canio Lo Guercio, "Ammaro amore" è uno spettacolo del tutto particolare. E' un reading collettivo di poesia, è un modo di fare poesia tutti insieme. Cosa è esattamente?

A volte me lo chiedo anch'io cosa sia esattamente (ridiamo). In realtà è un misto di queste cose messe insieme. Perché in fondo, quando si parla di poesia si parla di un oggetto abbastanza strano, perché in fondo la poesia è quella cosa che non ha una forma ben definita. Non pensiamo, che so, alla poesia del Duecento. Che era in fondo, quello che sostituiva la canzone. Poi la poesia è anche canzone, ma è anche immagine, poesia può essere anche un modo di relazionarsi con il resto del mondo, con gli altri, soprattutto col sentimento espresso dal mondo e dagli altri che stanno intorno e che in qualche modo si relaziona col tuo sentimento. La poesia è qualcosa ... anche quella più concettuale e anche quella più filosofica o piena di riferimenti colti, in realtà senza un supporto che ha a che fare con quello che sta nella sfera sentimentale non è poesia! E' quando scatta uqella cosa lì che nasce la poesia.

E tu hai messo in piedi un "raduno poetico itinerante sulle suppliche d'amore". Giusto?

Sì, ho scelto da tempo di occuparmi di cause perse (ridiamo), scrivendo da un bel po' poesie e canzoni d'amore appassionate, sulla scia della canzone d'amore napoletana, e visto che queste canzoni appassionate sono quasi sempre tragiche, quasi sempre non a lieto fine, la supplica è una forma di preghiera, di poesia sotto forma di preghiera che applicata all'amore, il che ha qualcosa a che vedere con le canzoni che faccio anch'io, diventa una cosa ancora più tragica. Di sicuro non a lieto fine, ecco (ridiamo). Però ci giochiamo unm po', ovviamente. Chi marcherebbe ...E quindi ho chiamato un po' di poeti coi quali già avevo collaborato, amici già coinvolti da me in altri progetti e soprattutto ho pensato di rivolgermi alla gente comune, quelli che poeti non lo sono perché nessuno magari mai gliel'ha detto però magari hanno qualcosa dentro per cui ritengono di esserlo. E quindi molti,a ttraverso il web, ma anche presso dei banchetti che fisicamente ho piazzato in giro (la prima tappa di questo lavoro è stata a Nettuno il 31 luglio - ma l'intervista è precedente - NdR), allora proprio a Nettuno, prima dello spettacolo, ho messo dei banchetti di suppliche d'amore dove la gente va e lascia la sua supllica. Si informa prima timidamente e poi, incoraggiati, lascia la sua supplica d'amore. Io adesso le sto raccogliendo un po' tutte quante e poi vediamo ... andiamo avanti. Fin quando ne avremo voglia.

E poi vedremo cosa succede ...

Vediamo cosa succede, innantitutto. Perché poi la cosa che mi diverte di più e che credo diveta anche le persone che lavorano con me è questa del work in progress, ossia un lavoro, un progetto che si modifica strada facendo, che raccoglie nuovi adepti, che diventa qualcosa d'altro. L'idea del progetto e della carovana.

Alla base c'è anche una tua canzone inedita che ha lo stesso titolo del progetto.

Nello spettacolo credo di farne un paio di canzoni inedite, tra cui "Ammaro amore", infatti. I maligni dicono che ho costruito tutto questo solo per lanciare una nuova canzone (ridiamo). Un'espediente per lanciare una nuova canzone! In realtà c'è questa canzone che faccio per la prima volta nello spettacolo anche se un pezzetto c'è già su You Tube per lanciare lo spettacolo, come promo di questa serata.

La serata hai già idea di come la farai svolgere o anche quello sarà work in progress, momento per momento?

La serata un suo assetto già ce l'ha. Grosso modo sarà strutturata in tre parti: una in cui si ascolteranno queste suppliche d'amore, attraverso diversi punti audio distribuiti e ci saranno dei ragazzi che avranno il compito di essere "portatori di suppliche d'amore". Avranno sulle spalle queste casse, simbolo di altri problemi che hanno avuto sulle spalle, e porteranno in giro le suppliche. Poi ci sarà una parte più consistente in cui poeti e musicisti che saranno lì quella sera dal vivo e daranno il loro controbuto: poeti come Gilda Policastro, Tommaso Ottonieri, Bianca Madeccia o musicisti tra cui Alessandro D'Alessandro della Piccola Orchestra La Viola, Maria Pia De Vito, Rocco De Rosa, Michele Rabbia...

Un progetto consistente!

Molto consistente! Dal punto di vista musicale soprattutto. Per cui si creeranno anche lì le tensioni che si tradurranno in spettacolo. Improvvisate in qualche modo. Che però è anche questo il bello dello spettacolo. Che si crea sul posto ...

Senti, ma le suplliche d'amore possono anche essere andate a buon fine o devono per forza essere infelici per entrare nello spettacolo?

No, no, no. C'è una percentuale, minima, ma c'è una percentuale di suppliche finite bene!

Insomma, c'è speranza?

Ma poi, posso dirti una cosa? Io poi che metto su sta roba, organizzo, in qualche modo faccio un po' da tramite perché persone che non si conoscono inizino a conoscersi. Magari faccio in modo che la persona oggetto della supplica sia in qualche modo poi raggiunta dalla supplica. Insomma sto dando una mano anche a risolvere dei casi, va! (ridiamo)

Avrà un futuro "Ammaro amore" o pensi che sia una serata unica? Oppure hai già in mente di portarlo in giro?

Già qualcuno mi ha chiesto come è organizzata, quanto costa, come si può fare. In effetti l'idea è di portarla in giro. Adesso vediamo come va. Ovviamente è necessario che si creino le condizioni così che nel posto dove si va ci sia un gruppo che ci lavori, che coinvolga le persone, perché è molto importante che la gente del posto partecipi. Poi io sono dell'idea che chi viene lì, sentirà la propria supplica e quella degli altri e si sentirà parte di una comunità, piuttosto che pubblico generico.

Comunque sia questo tipo di progetto è uno di quelli che ti rappresenta meglio, perché tutte le tue specificità entrano in gioco, tutte le tue anime. Tu non sei solo musicista, non sei solo compositore, non sei solo poeta. Ti piace maneggiare più arti e metterle insieme, vero?

Sì, questo è quello che mi piace di più fare e che faccio con maggiore interesse. In realtà poi ho un difetto: che non riesco a concentrarmi molto! (ridiamo) Mi piace spaziare e mi piace soprattutto che si creino relazioni con le persone con cui lavoro. E poi in fondo la vita cos'è se non, come diceva il compagno Vinicius De Moraes "l'arte dell'incontro"? Noi ci mettiamo un po' di arte ...

... e voi incontratevi!

E poi speriamo che le suppliche vadano a buon fine!

Lo spettacolo, comunque, a te sembra vincente rispetto al cd come risultato. Lo spettacolo in fondo è il vero motivo per cui si fa questa vita.

Ma sai, la musica, il cd ha tanti modi per essere veicolata. C'è sempre in qualche modo: nei telefonini, nella rete, in radio, nelle pennette ... Ormai si sente meno il bisogno di realizzare dei pezzi che poi andranno in un cd. Anche perché non avendo io particolari impegni discografici con case discografiche che mi pagano per fare questo, mi prendo tutte le libertà del caso (ridiamo).

Ovviamente. E poi andando in giro c'è davvero questa "arte dell'incontro" di cui parlavi prima.

Il tempo vola! Se io devo stare due anni a lavorare sulle canzoni per poi incontrate dopo due anni le persone che mi sono perso per strada .... io vado avanti! Le faccio le canzoni, le costruisco strada facendo. Le canzoni e non solo. Cerchiamo di essere sempre più o meno disponibili al confronto e ad imparare il sistema di relazioni instaurate con la gente che incontriamo.

Peraltro anche "indifferentemente" prima di diventare un cd era stato uno spettacolo itinerante, addirittura a domicilio.

Esattamente. "Indifferentemente" nasce come spettacolo, una performance che io facevo nelle case dove facevamo incontri: un'esperienza molto carina e talvolta mi capita anche di rifarla. Lì davvero c'è una comunità che decide di esserci, di partecipare a questa cerimonia collettiva, di mettersi ad ascoltare e di vivvere questo rito. Più o meno quello che facciamo anche adesso in spazi più grandi e con altra gente, ma per me il concetto è quello: di un rito collettivo che viene consumato tutti insieme. E poi sì, quello spettacolo divenne dopo un cd, ma su questa scia, più o meno è nato anche "Miserere" che è quest'altro mio spettacolo (e album) che ho portato in giro anche quello sotto forma di carovana in cui nelle varie tappe si aggregavano altri poeti e artisti.

E quindi restiamo a vedere cosa succederà di "Ammaro amore", magari crescerà.

Crescerà.... Spero

Potrebbe diventare un libro, un film, uno spettacolo e magari anche un cd ...

Devo dire che già una rivista che si occupa di poesia e di arti varie si è già dichiarata interessata a pubblicare qualcosa su "Ammaro amore". Vediamo cosa riusciamo a pubblicare, perché anche lì non è facile. Ci saranno delle immagini, delle foto, dei testi, delle canzoni, video ... adesso vediamo.

Sul web
Sito ufficiale indifferentemente
MySpace

Intervista rilasciata l'11-07-2010
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