Paola
e la trilogia, sviluppo di progetto di Leon Ravasi
"E'
difficilissimo parlare d'amore senza cadere nell'ovvietà
e nella retorica, sembrare semplicistici, usando sempre
gli stessi termini. Ho tentato di parlare dell'amore con
la A maiuscola, dell'amore che guarda in cielo e che non
sia un semplice rapporto tra due persone, ma che parta
da due persone. Perché un disco d'amore? Perchè
qualche anno fa durante i miei concerti mi è capitato
di annunciare delle canzoni che volevo cantare non mie,
dicendo che non ho mai scritto una canzone d'amore, se
non in coppia con qualcuno tanti anni fa per una canzone
che si intitola "Ti amerò lo stesso".
Non ho mai scritto una canzone 'd'amore e quindi devo
appoggiarmi a quelle scritte da altri. Lì mi sono
fermata e ho pensato: ma perché? Ora che mi sento
pronta. Ora che ce la potrei fare. E' stato difficilissimo,
ma sono qui. Poi ho cominciato a pensare a un disco nuovo,
ma volendo scrivere anche il mio prossimo disco ho scelto
di non fare confusione. Qui nasce il progetto: un disco
d'amore, uno sociale e uno al femminile".
"Giorni
di rose", il nuovo disco in arrivo di
Moka Dopo “Attraversami Il Cuore”
(primo capitolo del progetto discografico della cantautrice
romana articolato sulla pubblicazione di tre album), uscirà
il 16 aprile “Giorni Di Rose” (OTRlive/Universal),
il nuovo album di Paola Turci, secondo capitolo della
trilogia questa volta interamente declinato al femminile.
Paola vestirà qui i panni dell’interprete,
cantando sette canzoni inedite scritte da Carmen Consoli,
Nada, Ginevra Di Marco, Marina Rei, Grazia Verasani, Naif
Herin, Chiara Civello cui si aggiunge una cover: un prezioso
duetto con Fiorella Mannoia. Paola si conferma così
non solo interprete sensibile e autrice di razza, ma anche
arista a tutto tondo, capace di scegliere il meglio tra
le suggestioni artistiche che le girano intorno. Naif
è una delle artiste più interessanti emerse
nel 2010, Grazia Verasani, oltre che ottima scrittrice
(è l'autrice di "Quo vadis, baby?", da
cui sono stati tratti il film e la mini serie televisiva
di Gabriele Salvatores) è anche cantautrice in
prima persona e a fine marzo uscirà con un suo
disco. Fiorella Mannoia poi è nientepopodimeno
che "Nostra signora dei cantautori" . (segue)
Quando
Paola sceglie di parlare d'amore ...
di
Lucia Carenini
Pochi
mesi fa ha pubblicato un romanzo, “Con te accanto”,
scritto a quattro mani Eugenia Romanelli. Nel frattempo
Paola Turci non è rimasta con le mani in mano:
il due ottobre, infatti, è uscito "Attraversami
il cuore", il suo nuovo album di inediti. Il disco
è breve, quasi un ep: solo otto canzoni per poco
più di mezz'ora di musica; la spiegazione è
che si tratta del il primo capitolo di una trilogia
che sarà completata entro la fine del 2010. Con
“Attraversami il cuore”, Paola Turci svela
una parte poco nota di sè e si apre a un tema
sinora marginale nella scrittura dei suoi testi: l’amore.
Paola aveva finora preferito orientarsi verso il sociale:
"Non credevo nelle canzoni d’amore - spiega
- pur apprezzandone alcune. Non avevo mai scritto una
canzone d’amore - continua - ma pescando da altri
autori ho scoperto l’urgenza, la necessità
di raccontare l’amore con la A maiuscola".
L’avvicinamento è iniziato ascoltando canzoni
come Paloma negra di Chavela Vargas e Dio come ti amo
di Modugno, canzone quest'ultima che Paola ha voluto
includere nel lavoro. Decisivo è stato poi l’incontro
con Marcello Murru.Murru
aveva appena pubblicato il suo ultimo disco, che aveva
particolarmente colpito Paola per la sua intensità.
I due si sono quindi incontrati e Marcello le ha letto
i suoi quaderni. Dopo alcuni giorni, Paola gli ha chiesto
di poter trarre dai suoi scritti dei testi per le sue
canzoni. Colpita
dall'esortazione: “Attraversami il cuore”,
Paola ha deciso di dedicare un intero disco ai temi
del sentimento, “liberando” la sua scrittura
all'amore. ll lavoro - sia la prima parte che la seconda
- è stato scritto di getto lo scorso anno, non
appena pubblicato il romanzo. Il secondo album tratterà
temi sociali e il terzo riguarderà il mondo femminile,
con alcuni brani scritti da altre cantanti anche se
per ora non sono previsti duetti al femminile. (segue)
L'idea
semplice: una ragazza con la chitarra di
Marco Cavalieri
“Tra
i fuochi in mezzo al cielo” contiene anche il
pezzo premio Amnesty Italia 2006 che hai conquistato
precedendo in questa speciale classifica amici e colleghi
che stimi molto; eri davvero in ottima compagnia! E
mi raccontavi, all’indomani della proclamazione
di “Rwanda”, che la cosa che più
ti ha riempito il cuore di gioia è stata la motivazione
del premio. Ricordiamo brevemente che nel pezzo tu denunci
un genocidio che è costato la vita a più
di 900.000 persone (in prevalenza donne ed anziani)
che è stato colpevolmente e vergognosamente trascurato
dai media (sempre così morbosamente attenti,
invece, ai fatti di cronaca nera) ma anche dalle istituzioni
di tutto il mondo. Volevo chiederti allora se ti sei
resa subito conto dell’importanza che avrebbe
avuto la tua canzone come cassa di risonanza per un
massacro passato sotto silenzio…
“Mah,
sai, quando fai le cose, spesso non ne comprendi subito
la portata. Magari pensi che stai agendo in base ad
un moto di rabbia, ad un momento di sconcerto, ad una
forte emozione. Poi invece ti accorgi che sei un tramite
per le cose, sei uno strumento. La storia del Rwanda,
ad esempio, è stata portata alla ribalta soprattutto
dalla cinematografia. Tra l’altro, da quando ci
siamo sentiti, è uscito un altro film su quel
genocidio, presentato proprio alla Festa del Cinema
di Roma. Il cinema ha avuto un’importanza enorme
in questo dramma dimenticato. E questa canzone, che
mai avrei sperato potesse ricevere un premio così
importante, è nata di getto, proprio sull’onda
di un film (“Hotel Rwanda”, n.d.r.) che
mi ha letteralmente stravolta. Poi, sai, è sempre
difficile affrontare certi temi, per chi fa il mio mestiere;
parlare di guerra in una canzone ti dà una sensazione
di già sentito, di forzato. Invece l’ho
scritta proprio perché sentivo di doverlo fare
e non mi interessava nulla di eventuali giudizi negativi”.
(segue)
Hotel
Rwanda
“Non me lo sarei mai aspettato! Per me era già
un successo ritrovarmi tra i candidati ad un premio così
prestigioso, gente come De Gregori, Roy Paci, Subsonica,
che sono poi quelli che mi piacciono. Ero contenta che
un’associazione così importante avesse notato
la mia canzone. Ma addirittura vincere, con una motivazione
come quella che ha dato Amnesty Italia, è stato
un onore, sia a livello personale, sia per il fatto che
riporta a parlare di una tragedia della quale si è
parlato vergognosamente poco”.
So
che è nato tutto dopo che sei uscita dalla proiezione
del film “Hotel Rwanda”. Quale è
stato il clic che è scattato?
“Mah,
guarda, quando sono uscita dal cinema ho provato una
sensazione che raramente, per non dire mai, avevo provato
prima. Evidentemente il film aveva toccato una mia zona
emotiva delicatissima. Ero ammutolita, non riuscivo
a pensare neanche al futuro più immediato. Questo
per una serie di ragioni: non solo perché avevo
visto scene agghiaccianti, ma per l’indifferenza,
denunciata nel film, dell’Occidente e di tutto
il mondo rispetto a quel che accadeva. E’ stata
questa forse la molla della quale parlavi, che mi ha
spinto a tornare subito a casa a scrivere di quel che
avevo visto”. (segue)
L'interpretazione A proposito di intimità, Il tuo ultimo
lavoro è molto intimo: parli di dolcezza, ma
anche di perdita, abbandono, debolezza e violenza, tutti
temi che non avevi mai toccato prima. Cosa ha fatto
scattare la molla che ti ha consentito di aprirti così
a fondo?
"E’ stato il perdono. Il perdono nei
confronti di me stessa. Mi hanno aiutato molto anche
due anni di analisi e sono arrivata a un punto in cui
ho deciso che era ora di far combaciare quello che volevo
far vedere di essere con quello che sono davvero. Una
presa di coscienza, ecco. Così ho lasciato uscire
tutto quello che mi provoca emozione, in senso dolce,
ma anche in senso forte. E ho buttato fuori temi pesanti,
la violenza, la guerra, la pedofilia. Facendo un bilancio
due anni dopo sono sicura di aver fatto la cosa giusta".
Un po' di tempo fa circolava la voce di un tuo
progetto di un album- tributo alla canzone d’autore
anni ’60, con cover di Bindi, Endrigo, Paoli e
Ferrè.
"L’interpretazione
è una delle mie passioni, fin da piccola. Mi
piace proprio, imparo subito le canzoni che ascolto
e provo a ricantarle. Quindi questo album prima o poi
ci sarà". (segue)
"Con
te accanto" di Paola Turci e Eugenia Romanelli
A volte sono gli incontri più casuali
e fortuiti a raccontare ciò che noi siamo. Accade
a tutti prima o poi. A Dora e Adele succede nel reparto
di rianimazione di un ospedale. Adele veglia il fidanzato
Andrea, in coma dopo un incidente. Dora è immobilizzata
nel letto accanto. In quella stanza asettica, satura
di silenzi, dolore, viavai di medici e parenti, le due
donne capiscono di essere l'una necessaria all'altra
"come un regalo inaspettato". Nasce un'intesa
imprevista, fatta di sguardi e di piccoli gesti, un'amicizia
nutrita non solo dalla sofferenza che le accomuna nel
presente ma da quella che emerge dal passato di entrambe,
testimoniata dalle cicatrici indelebili sul volto di
Adele e nel cuore di Dora. Le due donne forti, determinate,
libere, eppure tremendamente fragili, si parlano come
non hanno mai fatto prima. Imparano a conoscere prima
di tutto se stesse e ognuna, a suo modo, ritroverà
la forza di ricominciare. Adele rimette ordine nei suoi
pensieri e nella sua vita grazie alla tenacia della
sua nuova amica. Dora impara giorno dopo giorno a parlare,
a mangiare, a fidarsi degli uomini e dell'amore.
Paola, cosa ti ha spinto alla scrittura? "Probabilmente il desiderio recondito di non
avere limiti di spazio. E la curiosità, una costante
della mia vita, di esprimere me stessa attraverso diversi
“linguaggi artistici”. Cosa
c’è della tua vita in questo romanzo?
"E’ stato naturale attingere al mio vissuto,
ma come in un gioco di carte ho mescolato e distribuito
esperienze, tratti fisici e caratteriali un po’
ovunque, tra tutti i personaggi raccontati nella storia,
donne e uomini, indistintamente. Ma è certamente
la protagonista, Adele, il personaggio che mi assomiglia
di più".