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Musicisti:
Direzione Artistica: Alberto Cantone
Produzione e realizzazione: Alberto Cantone, Sandro Gentile, Roberto
Riosa
Alberto Cantone:
Voce e chitarra
Gianantonio Rossi: Chitarra Classica
Stefano Maroelli: Chitarra Acustica Solista
Mario “Zivas” Cavacece: Tromba
Gerardo Pozzi: Batteria
Paola Cordoni: Voce
Giacomo Li Volsi: Pianoforte
Andrea Bolinelli: Chitarra Classica
Fabio Mion: Fisarmonica
Nicola Casellato: Violino
Stefano Andreatta: Basso elettrico
Iseo Pin: Cabassa shaker
Leo Miglioranza: Voce Ospite
Sandro Gentile: Pianoforte da pollice
Marco Napoletano: Armonica
Mirko Benedetti: Batteria
Gito’s Horns
Euro Michelazzi: Sax
Davide Camerin: Basso
Claudio Lolli: Voce in La Mia Città
Luca Sferrazza: Basso
Giulio Tonon: Pianoforte
Testi
e musiche di Alberto Cantone eccetto "Terapia" di Marco
Napoletano
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Tracklist
01. La Notte di Hemingway
02. Il Talento
03. La Saggezza
04. C’era
05. Lo Specchio
06. Una Nave D’Amore
07. Una Moneta Nella Testa
08. La Mia Città
09. I Sogni
10. Volevo Dribblare Una Stella
11.
Terapia
12. Mal Di Luna
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Il viaggio
musicale di Alberto Cantone, cominciato nel lontano 1982 e sempre
diviso tra impegno politico e concerti, nel 2005 aveva finalmente
trovato finalmente una sua dimensione anche discografica con il
disco di debutto Angeli e Ribelli, inciso con Sandro Gentile e Gianantonio
Rossi. All’epoca ciò che ci impressionò oltre
alla qualità di alcuni brani fu la particolare somiglianza
della voce di Cantone con quella di Fabrizio De Andrè.
Oggi a distanza di tre anni, Alberto Cantone
torna con un nuovo album, C’era Un Sogno per Cappello, inciso
con il suo gruppo di amici-musicisti tra cui spiccano alcuni cantautori
dell’area trevigiana e veneta come Leo Miglioranza e Davide
Camerin, quest’ultimo autore della ghost-track, una parodia
di un brano contenuto nel precedente disco di Cantone) e da alcuni
dei più interessanti musicisti veneti della scena, jazz,
blues e rock. Ispirato dal libro dello scrittore e neurologo Oliver
Sacks “L’uomo che
scambiò sua moglie per un cappello”, e incentrato
sui temi del sogno e della pazzia, il disco si snoda atteverso
dodici brani di ottima fattura, a cui si aggiunge la già
citata ghost-track. Attraverso eleganti trame acustiche e sorprendenti
trovate ritmiche ad opera di Sandro Gentile, si compie un vero
e proprio viaggio attraverso personaggi, sentimenti, passioni
forti, ma anche sogni, follia e dolore.
Il disco si apre con la splendida La Notte di
Hemingway in cui Cantone canta degl’ultimi giorni dell’ormai
vecchio scrittore attraversando le varie tappe della sua vita.
Si incontrano poi campioni del passato come George Best o Garrincha
il cui spirito prima viene evocato ne il Talento poi vengono addirittura
citati in Volevo Dribblare una stella. Se nel brano La Saggezza
emerge una profonda riflessione sulle esperienze di una vita vissuta
senza che essa si posasse mai sulle spalle del protagonista, ne
Lo Specchio emerge il tema del narcisismo imperante che logora
la nostra società, ovvero il bisogno che spesso ognuno
di noi ha di trovare sempre e comunque un pubblico pronto ad applaudire.
A Franco Basaglia e ad Oliver Sachs, due studiosi rispettivamente
di psichiatria e neurologia, è dedicata la toccante Una
Moneta Nella Testa, in cui un folle per far uscire un soldino
entrato nella sua testa cammina a testa in giù accorgendosi
così che il mondo è più bello; sulla stessa
scia si pone anche Terapia, unico brano scritto dall’armonicista
Marco Napoletano. I vertici del disco però sono senza dubbio
La Mia Città, cantata in duetto con Claudio Lolli e in
cui si racconta delle contraddizioni di una città di provincia
(Treviso forse) e la splendida Mal Di Luna, che chiude il disco
in un atmosfera romantica evocando un amore impossibile e straziante
per una persona malata di schizofrenia.
C’è
un Sogno Per Cappello, a buon diritto può essere definito
uno dei dischi più interessanti di quest’anno, sia
per il difficile e spigoloso problema trattato nel disco con grande
delicatezza e sensibilità, sia per la eccellente cura compositiva
dei singoli brani. Insomma un piccolo gioiello da non perdere.
Alberto
Cantone
"C'era un sogno per cappello"
Storie di Note - Kantos - 2008
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